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Il Friuli Venezia Giulia preme per il reddito di assistenza ai caregiver: ma deve aspettare

Garantire un reddito di assistenza ai caregiver, alle persone che prestano costante assistenza a familiari malati o disabili. È la proposta avanzata nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia

31 marzo 2022

ROMA - Garantire un reddito di assistenza ai caregiver, alle persone che prestano costante assistenza a familiari malati o disabili. È la proposta avanzata oggi nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia con una mozione di Alberto Budai della Lega. L'iter però non appare semplice, tanto che il documento è stato ritirato dallo stesso firmatario, per attendere ed accogliere le indicazioni presentate dal vicegovernatore e assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Quest'ultimo spiega: "Domani ci sarà un incontro con la ministra per le Disabilità, Erika Stefani, e il presidente della Consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie, Mario Brancati, e sarà mia cura trattare la questione con loro, anche perché non possiamo che muoverci in parallelo con le misure governative e quanto prevede la legge-quadro 104/1992 per l'assistenza". Secondo Riccardi, serve proseguire tenendo in considerazione che a maggio partiranno i lavori per la revisione della legge regionale 41/1996 sull'integrazione dei servizi e degli interventi a favore delle persone handicappate. In sintesi c'è quindi l'impegno della giunta a prevedere un reddito di assistenza, ma prima vanno valutati anche i provvedimenti a livello nazionale.

Budai ha ricordato all'aula che il caregiver "è colui che organizza e definisce l'assistenza di cui necessita una persona, anche congiunta. In genere è un familiare di riferimento e si distingue dal caregiver professionale (o badante), rappresentato da un assistente familiare che accudisce la persona non autosufficiente sotto la verifica, diretta o indiretta, di un familiare".

La legge nazionale di bilancio 2021 "ha disposto l'istituzione del fondo per gli interventi legislativi di valorizzazione dell'attività di cura non professionale del caregiver, diretto alla copertura finanziaria di norme per il riconoscimento del valore sociale ed economico delle attività di cura a carattere non professionale del caregiver familiare, con una dotazione nel triennio 2021-23 di 30 milioni di euro annui", ma secondo Budai serve che la Regione "non abbandoni quelle famiglie che, con spirito di abnegazione, si prodigano per assistere i loro cari".

Plaude all'iniziativa il pentastellato Andrea Ussai, che rileva come i caregiver abbiano bisogno "di avere una rete rafforzata di servizi, non soldi a pioggia per singole persone". Simona Liguori dei Cittadini ha auspicato "che la Regione si doti di una legge regionale per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari". Chiara Da Giau del Pd ha ricordato che già a giugno 2021 c'erano state le promesse dell'assessore Riccardi che "si sarebbe iniziato un percorso per giungere a un provvedimento a cui tutti riconosciamo la necessità e che chiedono i portatori di interesse. Valido ragionare anche su un sostegno economico, ma queste persone chiedono soprattutto servizi e un riconoscimento di attenzione e di diritti propri, non solo della persona assistita, oltre non ultima la garanzia di un rientro al lavoro che hanno dovuto lasciare per fare assistenza".

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