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Minori, al Policlinico di Bari un progetto di supporto agli orfani da crimini domestici

Il progetto "Respiro" è rivolto a bambini e adolescenti rimasti orfani perché hanno perso un genitore per mano dell'altro, poi suicida o in carcere. "Implementiamo azioni di presa in carico e assistenza psicologica"

28 marzo 2022

ROMA - Si chiama "Respiro" ed è il progetto che intende supportare i bambini e gli adolescenti rimasti orfani perché hanno perso genitore per mano dell'altro, poi suicida o in carcere. L'obiettivo è aiutare l'apprendimento della notizia della morte della mamma per mano del papà o viceversa.

In Puglia sono 12 gli orfani speciali che sono stati privati di entrambi i genitori e l'unità operativa di Psicologia dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari ne ha presi in carico 10 minori. In particolare, ci sono tre fratelli divenuti orfani nel 2016 in provincia di Bari e attualmente di 12, 10 e 9 anni per i quali il percorso è stato avviato ormai da 5 anni. Sono stati effettuati interventi per il sostegno psicologico in urgenza e a scuola poi è stata avviata la presa in carico ambulatoriale con l'attivazione di percorsi paralleli di psicoterapia individuale e raccordi sistematici con i centri diurni e con gli adulti affidatari. Sono in corso i monitoraggi sistematici degli adattamenti psicologici. Sono seguiti in provincia di Foggia anche due minori di 14 e 12 anni, divenuti orfani nel 2018.

A entrare nella rete di sostegno psicologico per gli orfani speciali sono stati inoltre, sempre nel 2018, altri 3 bambini che hanno ora 13, 11 e 7 anni. Sempre nella provincia di Foggia sono seguiti altri, di 13 e 12 anni, divenuti orfani nel 2020, nei confronti dei quali vengono effettuati interventi di psicoterapia e valutazione degli adattamenti.

"In questi anni abbiamo seguito molti casi di orfani speciali, siamo intervenuti sin dai primissimi momenti e abbiamo partecipato attraverso il pronto soccorso psicologico mobile a tutte le fasi più critiche dei bambini", spiega Michele Pellegrini, psicologo dell'ospedale Giovanni XXIII e responsabile aziendale del progetto Respiro evidenziando di aver "dato il nostro contributo successivamente al reinserimento al riadattamento dei minori in un nuovo contesto di vita fatto di altri caregiver e di un ritorno a scuola, coinvolgendo anche i bambini delle classi frequentate dai piccoli orfani speciali. C'è stata la presa in carico terapeutica che, in molti casi, ha visto anche un lavoro di supporto ai cargiver".

"Gli orfani speciali, vittime due volte, hanno bisogno di un sostegno importante da parte di tutta la rete istituzionale e grazie al progetto Respiro possiamo implementare le azioni di presa in carico e di assistenza psicologica di questi piccoli pazienti fragili che hanno subito un grande trauma", dichiara Giovanni Migliore, direttore generale del Policlinico di Bari.

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