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Salute, sicurezza e protezione sociale: il Comitato Ue esamina la situazione in 33 Stati

Le conclusioni del Comitato europeo dei diritti sociali (Ecsr). In molti Stati misure insufficienti contro infortuni sul lavoro e malattie professionali; in diversi Paesi scarsi i livelli di assistenza sociale, mentre gli anziani non dispongono di risorse adeguate per condurre una vita dignitosa. In generale, evidenziato un livello di povertà alto e misure di contrasto insufficienti. In Italia situazione non sanata per i rom

23 marzo 2022

STRASBURGO - Il Comitato europeo dei diritti sociali (Ecsr) ha pubblicato oggi le sue Conclusioni 2021 nei confronti di 33 Stati in merito agli articoli della Carta sociale relativi alla salute, alla sicurezza sociale e alla protezione sociale.
Nell'ambito della procedura di segnalazione, il Comitato ha adottato 401 conclusioni: 165 di non conformità e 110 di conformità alla Carta. In 126 casi, il Comitato non è stato in grado di valutare la situazione a causa di informazioni insufficienti ("rinvii"). 
Nell'ambito della salute e della sicurezza dei lavoratori nell'economia digitale o delle piattaforme, il Comitato ha riscontrato che in alcuni Paesi i lavoratori autonomi e i lavoratori domestici non erano coperti dalle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In molti paesi il numero degli infortuni sul lavoro (inclusi gli infortuni mortali) e delle malattie professionali è ancora elevato o in aumento e le misure adottate per migliorare la situazione non sono sempre sufficienti. In alcuni casi, gli ispettorati nazionali del lavoro non sono sufficientemente efficienti a causa della carenza di personale, del basso numero di visite ispettive o della ripetuta assenza di diversi tipi di informazioni. 
Per quanto riguarda il diritto alla salute, i dati sull'aspettativa di vita rivelano che esistono ampie differenze tra uomini e donne, regioni, aree urbane e rurali, livelli di istruzione e reddito.
Inoltre, il Comitato ha riscontrato che molti Stati non hanno adottato misure adeguate per affrontare i livelli costantemente elevati di mortalità infantile e materna che, se esaminati insieme ad altri indicatori sanitari di base, hanno evidenziato debolezze nel sistema sanitario. Inoltre, la spesa sanitaria pubblica rimane troppo bassa in alcuni Paesi e il suo diritto non è sufficientemente garantito. 
Per quanto riguarda l'obbligo degli Stati di prevenire il più possibile epidemie, endemiche e altre malattie, il Comitato ha rilevato l'assenza di efficaci programmi di immunizzazione e monitoraggio epidemiologico, la mancanza di una legislazione che vieti la vendita e l'uso dell'amianto o la mancanza di misure sufficienti per garantire l'accesso all'acqua potabile nelle zone rurali. 
Il Comitato ha poi riscontrato ancora una volta scarsi o nessun progresso in molti Stati Parte per quanto riguarda la sicurezza sociale. Il livello minimo inadeguato delle prestazioni sostitutive del reddito resta il principale motivo di non conformità. I livelli minimi di indennità di disoccupazione, malattia e invalidità in molti paesi scendono al di sotto del 40% del reddito equivalente mediano.
In molti casi il livello di assistenza sociale erogato a una sola persona senza risorse rimane al di sotto della soglia di povertà. Inoltre, l'eccessiva durata del soggiorno spesso impedisce agli stranieri regolarmente soggiornanti di accedere all'assistenza sociale e medica. 
Per quanto riguarda i diritti delle persone anziane, il Comitato ha riscontrato che in molti Stati membri le persone anziane non dispongono di risorse adeguate che consentano loro di condurre una vita dignitosa e di svolgere un ruolo attivo nella comunità. In alcuni casi, manca ancora una legislazione che vieti la discriminazione al di fuori del lavoro.
Il Comitato ha preso atto degli effetti devastanti del Covid-19 sulle persone anziane e ha sottolineato l'importanza di abbandonare l'istituzionalizzazione al confronto di un’assistenza basata sulla comunità e la vita indipendente per le persone anziane
Il Comitato ha concluso che in molti Paesi il livello di povertà è troppo alto e le misure adottate per porre rimedio a questo problema fondamentale sono state insufficienti e la situazione è stata esacerbata dalla pandemia di Covid-19.
Tuttavia, ha preso atto con soddisfazione dell'adozione in alcuni paesi di varie misure per rafforzare la salute e la sicurezza sul lavoro, l'accesso all'assistenza sanitaria per i senzatetto, l'educazione sanitaria e sessuale nelle scuole e/o misure positive riguardanti i diritti delle persone Lgbti.
Infine, il Comitato ha reso pubbliche le sue conclusioni 2021 nei confronti di otto Stati (Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia e Portogallo) vincolati dalla procedura di reclamo collettivo per non conformità alla Carta sociale.
In nessuno di questi Paesi le situazioni riscontrate risultano sanate. Il maggior numero di casi riguarda la Grecia (12) e la Francia (10). Tra i casi esaminati in Francia, restano le violazioni dei diritti riguardanti “l’istruzione per i bambini autistici, i compensi per gli straordinari delle forze di polizia, l’accesso alle cure sanitarie, informazione e prevenzione, per i rom, le misure di accoglienza e l’istruzione per i bambini non accompagnati, l’istruzione per i nomadi sottoposti a procedure di espulsione”. Anche per la Grecia, le questioni aperte riguardano gli “alloggi per le famiglie rom, salute e sicurezza sul lavoro e le misure di austerità sull’orario di lavoro, retribuzione, formazione professionale e le pensioni”. Mentre il Belgio deve affrontare la situazione degli “alloggi per le famiglie nomadi, i servizi sociali per gli adulti con disabilità, le punizioni corporali ai bambini e l’istruzione per i minori disabili”.
Anche in Italia restano aperte le questioni per “l’alloggio dei rom e altri diritti, oltre alle restrizioni al diritto di organizzazione dei membri della Guardia di Finanza”. In tutti questi casi, degli otto Paesi esaminati, l’Ecsr ha constatato che “la situazione non era ancora stata resa pienamente conforme alle disposizioni della Carta”. Infine, l’Ecsr, invita “il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa a continuare a vigilare con la dovuta diligenza nel garantire che le decisioni dell’Ecsr siano correttamente applicate”.

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