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Non autosufficienza, Federazione Alzheimer Italia aderisce al "Patto per un nuovo welfare"

"Le persone con demenza rappresentano la maggioranza degli anziani non autosufficienti": la presidente Salvini Porro chiede "interventi concreti per le persone con demenza, familiari e caregiver"

2 marzo 2022

ROMA - “Seppur non tutte siano anziane, le persone con demenza rappresentano la maggioranza degli anziani non autosufficienti. Per questa ragione per noi della Federazione Alzheimer Italia appoggiare la riforma proposta dal ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ significa continuare il lavoro quotidiano di difesa dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari. I due anni appena trascorsi hanno confermato quanto sosteniamo da molti anni: bisogna rendere più accessibile l’assistenza domiciliare e più sicure ed efficienti le strutture residenziali. È necessario che vengano proposti interventi concreti che possano realmente migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e, insieme, delle loro famiglie e caregiver”. Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, commenta così in una nota la proposta elaborata dalle 50 organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”.

L’obiettivo, ricorda la Federazione, è arrivare a una riforma della non autosufficienza, attesa da oltre 20 anni, che sia all’altezza delle esigenze dei 3,8 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie: per questo il Patto ha elaborato una proposta finalizzata ad arricchire il Disegno di legge delega a cui sta lavorando il Governo e che sarà poi discusso in parlamento. La proposta verte intorno a cinque messaggi fondamentali: arrivare ad una riforma ambiziosa; superare la frammentazione delle misure e dei servizi; dare risposte diverse ai diversi bisogni; puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari; conseguire la tutela pubblica della non autosufficienza.

"Il cuore di quanto proposto dal Patto - si legge - è l’istituzione di un Sistema Nazionale di Assistenza agli anziani non autosufficienti che, attraverso uno stretto coordinamento fra Stato, Regioni e Comuni, definisca un percorso unico e chiaro ed integri le prestazioni sanitarie e quelle sociali a favore dei quasi 4 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Nello stesso tempo la riforma punta a promuovere la permanenza degli anziani al proprio domicilio, garantendo agli stessi e alle famiglie le prestazioni sociali e sanitarie di cui necessitano in un’ottica integrata, riconoscendo la funzione di cura del caregiver familiare e tutelandone il benessere psico-sociale; la domiciliarità è promossa anche attraverso la diffusione sull’intero territorio delle cosiddette Soluzioni Abitative di Servizio, previste anche dal Pnrr, ossia civili abitazioni - individuali, in coabitazione, condominiali o collettive - che garantiscano sicurezza e qualità alla vita agli anziani ed integrino servizi di supporto alla socialità e alla vita quotidiana, servizi alla persona, ausili tecnologici e tecnologie di assistenza. E per le Residenze Sanitarie Assistenziali, le RSA, la proposta del Patto prevede misure che ne riformino organizzazione e operatività affinché assicurino qualità ed appropriatezza delle cure e qualità di vita agli anziani residenti".  La riforma prevede anche l’istituzione di una Prestazione Universale per la Non Autosufficienza, un contributo economico che assorbe l’indennità di accompagnamento e al quale si accede in base e esclusivamente al bisogno di cura (universalismo).

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