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Puglia, sì dell'aula alla legge sull'assistenza sanitaria per i senza dimora

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato alla unanimità la proposta di legge presentata dal Pd che garantisce assistenza sanitaria a chi vive in strada e che proprio perché senza una casa non può scegliere un medico di base...

24 novembre 2021

ROMA - Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato alla unanimità la proposta di legge presentata dal Pd che garantisce assistenza sanitaria a chi vive in strada e che proprio perché senza una casa non può scegliere un medico di base. Il testo di legge si basa sui dati relativi a chi vive in povertà assoluta che secondo i rilievi effettuati dall'Istat e relativi al 2020 riguardano il 9,4% della popolazione nazionale.
La proposta di legge considera anche i dati relativi alla Puglia con un focus sulla città di Bari in cui ci sarebbero tra i 500 e i 550 senzatetto di cui il 53,7% vive in condizioni di indigenza da almeno due anni. Più dell'80% ha dichiarato di aver avuto almeno un contatto con i servizi sociali comunali nel corso dell'ultimo anno mentre il 12% degli intervistati dichiara di avere condizioni di salute precarie o molto gravi. Le patologie più diffuse ci sono le malattie cardiocircolatorie, psichiatriche, odontoiatriche e il diabete. Da qui l'importanza della norma. La proposta di legge, che intende garantire un abbattimento dei costi della sanità e fornire assistenza, dopo il sì incassato dai componenti delle III commissione sarà discussa in Consiglio regionale.
"Una legge che serve ad assicurare l'esercizio del diritto all'assistenza sanitaria e che - ha spiegato nel corso dei lavori, il presidente della III commissione consiliare Mauro Vizzino - riconosce alle persone senza dimora il diritto di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Asl del territorio regionale, a seguito di segnalazione da parte dei servizi sociali pubblici e di effettuare la scelta del medico di Medicina generale".
"Fino a oggi chi non era iscritto negli elenchi Asl per mancanza di residenza, non poteva accedere all'assistenza sanitaria di base, ma solo a interventi di Pronto soccorso. Questo significava meno prevenzione, meno cura, meno dignità. Soprattutto per le persone che vivono già in condizioni di difficoltà economica e sociale", ha evidenziato Donato Metallo, primo firmatario della norma definita "giusta e avanzata" e che guarda ai "principi di giustizia sociale ed equità della spesa pubblica".

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