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I genitori di Taranto: qui la dignità è calpestata

Lettera a Mattarella: "Indegno che una nazione democratica permetta a una multinazionale franco-indiana di stringere in un abbraccio mortale i nostri figli, di regalare loro caramelle avvelenate"

27 novembre 2020

ROMA - "Riteniamo volgare e indegno celebrare la giornata mondiale dei Diritti del fanciullo in una nazione democratica che permette ancora oggi a una azienda, ora condotta da una multinazionale franco-indiana, di stringere in un abbraccio mortale i nostri figli, di regalare loro caramelle avvelenate". È quanto hanno scritto di recente, in occasione del 20 novembre, i componenti dell'associazione "Genitori tarantini", in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui evidenziano che la ricorrenza dell’anniversario della Convenzione Onu ricorda "l'indisponente ipocrisia di chi si attiva prontamente per rassicurare un bambino sull'arrivo di Babbo Natale (il premier Giuseppe Conte, ndr) e continua a negare una risposta, peraltro promessa, a migliaia di liberi cittadini italiani che continuano a inviargli una lettera per pretendere il rispetto della Costituzione italiana".

"Lo Stato, già ritenuto colpevole dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di non aver tutelato la salute e la vita dei tarantini e condannato a porre rimedio alla situazione tuttora esistente, continua a perseguire la strada della produzione d'acciaio altamente inquinante, mettendo sul piatto addirittura aiuti economici alla multinazionale, pur di non farla andare via, come da desiderio del premier Conte - si legge - Non c’è alcunché da festeggiare a Taranto" perché "ci sono solo tanti genitori che legano alla propria vita ricordi, pensieri e guardando la foto di figli che non ci sono più, desideri spezzati su cosa avrebbe potuto essere il loro futuro". Per l'associazione in città c’è "una dignità calpestata, la giornaliera processione infinita per la chemioterapia e ci sono troppe bare bianche che chiedono giustizia. Una giustizia che, temiamo, non arriverà mai".

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