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Gestori Rsa e Centri diurni della Puglia: promesse non mantenute

Nuova manifestazione di dissenso giovedì prossimo perché "sui delicati temi che rappresentiamo a tutt'oggi non vi è nessun riscontro". Così il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità a nome dei responsabili dei Centri diurni e della Rsa pugliesi

15 luglio 2020

ROMA - Torneranno a manifestare il loro dissenso giovedì prossimo, questa volta dinanzi alla sede della presidenza della Regione Puglia perché "nonostante l'impegno preso durante il nostro sin-it di mercoledì scorso dal presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo a sensibilizzare il presidente Michele Emiliano sui delicati temi che rappresentiamo a tutt'oggi non vi è nessun riscontro", spiega il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità, Alessandro Saracino a nome dei responsabili dei Centri diurni e della Rsa pugliesi.
 
La scorsa settimana hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle loro strutture a Loizzo ma "il risultato è stata l'emanazione di una misura che consideriamo ingiusta - aggiunge - che addirittura fa un passo indietro rispetto alle intese in corso con i gestori. Perché la Regione si sottrae agli obblighi assunti con i precedenti regolamenti: non annovera i soli autorizzati e una parte dei contrattualizzati, operando di fatto una ulteriore discriminazione poiché elenca tra i contrattualizzati solo le Rsa e le Rsa. Tutti nelle more avevano l'obbligo di adeguarsi ai requisiti organizzativi e quindi avevano già provveduto ad aumentare il proprio organico con inserimento di medici, infermieri, fisioterapisti e altre professionalità". "Tutto questo - precisa - è una beffa verso chi ogni giorno, come i gestori e gli operatori delle Rsa e dei Centri diurni dedica la propria vita agli utenti più deboli, disabili, anziani, affetti da alzheimer, e malati psichici". La richiesta è chiara: "Approvare un piano di conversione, accreditare tutti i posti di tutte le strutture, adeguare le tariffe e rimborsare i costi sostenuti durante il periodo covid, un indennizzo per il cosiddetto "repartino covid" all'interno delle Rsa", dice Saracino.
 
Per quanto riguarda i Centri diurni, l'organizzazione chiede "l'accreditamento di tutti i posti di tutte le strutture, la rivalutazione e l'adeguamento delle tariffe di rimborso e il varo di una tariffa unica che abbia una valenza in tutte le Asl, per il trasporto degli utenti". "Le nostre preoccupazioni per la categoria sono tante - conclude il presidente della Fmpi Puglia - ma siamo fiduciosi e attendiamo un incontro con il presidente Emiliano durante il quale gettare le basi di un dialogo positivo per la categoria e per gli assistiti".

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