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Disabilità gravi, centinaia in attesa dell’assegno. Regione: “Ritardi considerevoli e criteri da rivedere”

Nella relazione sulle politiche per la non autosufficienza il quadro sulla “assistenza indiretta”. Tante persone in lista di attesa, centinaia di persone assistite, famiglie che, specialmente in alcuni territori, vedono recapitarsi l’assegno solo a singhiozzo. L’assessore Coletto: “Cambieremo”

14 gennaio 2020

PERUGIA - Tante persone in lista di attesa, centinaia di persone assistite, famiglie che, specialmente in alcuni territori, vedono recapitarsi l’assegno solo a singhiozzo. Il tema è quello della cosiddetta “assistenza indiretta”, cioè la misura della Regione Umbria che ha appena concluso il terzo anno di vita. Istituita nel 2017 e finanziata attraverso il Fondo per la non autosufficienza ripartito dal ministero delle politiche sociali, è destinata a sostenere attraverso assegni mensili le cure domiciliari ai malati con disabilità gravissime. Nella relazione sull’attuazione degli interventi relativi al Fondo, che sarà consegnata al consiglio regionale dove dovrà essere discussa e approvata, nei giorni scorsi sono stati messi in fila numeri e problemi, il principale dei quali riguarda i tempi di erogazione delle risorse.
 
Nel complesso nel 2018 per la non autosufficienza sono stati messi a disposizione quasi 12 milioni di euro, per la precisione 11,8 tra Fondo nazionale (7,8 milioni), risorse regionali (2 milioni) e dei Comuni (2 milioni). Di queste circa un terzo, cioè 4,6 milioni, sono serviti a finanziare gli assegni di cura. In tutto, nel 2018, si parla di 630 persone, divisi in modo eguale tra Usl Umbria 1 e 2; quasi 100 sono affetti da Sla, un altro centinaio da malattie rare e il grosso, oltre 400, da gravi disabilità; altri 162 invece sono in lista di attesa. Per quanto riguarda il 2019, a disposizione ci sono solo i numeri del primo semestre, con oltre 400 assegni e circa 350 in lista di attesa. E proprio questo dato indica le criticità incontrate nell’attuazione delle politiche a favore di queste persone.
 
Il problema deriva essenzialmente dal meccanismo di finanziamento previsto dal Fondo. Il Ministero eroga i soldi alle Regioni tra la fine di ogni anno e i primi mesi di quello seguente, e questo sfasamento temporale tra ripartizione ed effettive necessità di territori e malati, genera “considerevoli ritardi – è detto nella relazione – specie in alcuni territori”. Soldi di estrema importanza per quelle famiglie che assistono i loro cari a domicilio. Nel documento degli uffici regionali si invita anche a rivedere il meccanismo partendo da un dato di fatto: queste notevoli risorse vengono assorbite “in alcuni casi a detrimento di altri setting assistenziali. È necessario quindi, anche in termini di equità e sostenibilità economica, rivedere alcuni criteri sull’assistenza indiretta”.
 
Sul tema si è giocato un match tutto interno alla nuova maggioranza di destra che governa la Regione, come riportato anche dal portale Umbria24. Il presidente del consiglio regionale Marco Squarta, che ha deciso di giocare all’attacco in questo nuovo ruolo, ha preso di petto il neo assessore alla sanità Luca Coletto denunciando “disomogeneità tra i distretti sanitari regionali per quanto riguarda l’erogazione degli assegni di sollievo e degli altri sostegni economici per le persone non autosufficienti tra cui disabili minori, disabili adulti o anziani”. “Sono mesi ormai – ha aggiunto – che continuo a ricevere segnalazioni da parte di famiglie in difficoltà che lamentano la sospensione, senza alcun preavviso, dell’erogazione dei fondi per assistere i familiari disabili. Questo tema rappresenta una priorità, considerando che tali risorse consentono alle famiglie di assistere i familiari anche attraverso servizi di domiciliarità. I malati, tutti, hanno necessità di avere risposte certe. Per questo motivo è opportuno che l’assessore alla Sanità si attivi al più presto”.
 
Coletto in un comunicato ha sottolineato che «le criticità rilevate sono condivisibili». Il veneto ha spiegato di aver istituito da poco una commissione una commissione di esperti per «rivalutare e aggiornare, alla luce delle criticità riscontrate e delle novità programmatiche, l’attività di assistenza indiretta in Umbria e di revisionare i criteri e la modulistica, allo scopo di assicurare a tutta la popolazione con disabilità gravissime livelli equi di assistenza”. “L’assessorato – prosegue – esaminate nel dettaglio le criticità della gestione del Fondo per la non autosufficienza, si è già attivato per concludere l’annualità 2019 dando disposizioni per un’applicazione univoca dei criteri finora utilizzati in tutti i distretti sanitari”.
 
Un ruolo chiave in questo contesto lo giocherà il nuovo direttore regionale dell’area Sanità, nominato pochi giorni fa dalla giunta. Claudio Dario, che arriva dall’Azienda provinciale di Trento, entrerà in servizio il primo febbraio essendo riuscito a ridurre i mesi di preavviso da tre a uno. Per tutto gennaio quindi la giunta Tesei ha deciso di affidare l’interim a Luigi Rossetti: “Attualmente comunque – assicura Coletto – Rossetti e Dario sono in costante contatto al fine di ottimizzare la gestione del comparto”.

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