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Il bonus di 500 euro per i neo diciottenni? E' "quasi" per tutti

Per accedere al bonus, l'utente deve richiedere una “identità digitale”: per ora, non è possibile che la richieda, al posto suo, l'amministratore di sostegno o il tutore. Esclusi dal bonus quindi, almeno per il momento, tanti 18enni con disabilità intellettiva grave, amministrati o tutelati. La denuncia di Fabiana Gianni

21 novembre 2016

ROMA – Il bonus di 500 euro per i neo maggiorenni è per tutti, disabili inclusi. Ma solo in teoria. Per il momento, non riesce a ottenerlo chi abbia un amministratore di sostegno o un tutore. Parliamo, per esempio, di tanti ragazzi con disabilità intellettiva grave: questi incontrano, fin dall'inizio della procedura, una barriera “digitale” per ora insormontabile.
 
Per accedere al bonus occorre infatti innanzitutto ottenere un'identità digitale, tecnicamente lo “Spid”: è necessaria per questo un'identificazione, che può avvenire telematicamente o presso gli uffici deputati, ma sempre tramite la persona interessata. E cosa accade quando la persona interessata è “interdetta”, quindi rappresentata da un suo tutore o amministratore? La risposta è: per adesso nulla, non si può fare. Niente identità digitale, ovvero niente bonus.
 
A denunciare per prima questa disfunzione – se così vogliamo chiamarla – è Fabiana Gianni, giornalista e mamma di tre ragazze, di cui una gravemente disabile e da poco maggiorenne, di cui è lei stessa amministratrice di sostegno. Sul suo blog sul Fatto quotidiano scrive infatti: “Per ottenere il bonus tutto avviene online – scrive - Chi vuole usufruire del bonus deve prima ottenere lo Spid, l’accredito elettronico presso la Pubblica amministrazione, che comprova l’identità digitale e poi può scaricare l’app predisposta appositamente per questo scopo registrandosi attraverso vari canali predeterminati. Peccato che in tutto questo sia richiesta l’identificazione via web, o presso alcuni uffici tramite la persona interessata. Nessuno si è ricordato degli Amministrati e dei tutelati”.
 
Fabiana Gianni scrive quindi all'indirizzo indicato sul sito per chiedere chiarimenti sulla procedura da seguire. Riceve velocemente la risposta: “Per la casistica di una persona con disabilità accompagnata/assistita da un amministratore di sostegno legalmente riconosciuto non abbiamo ancora una risposta da parte dell’autorità che norma le attività degli Identity Provider (AgID). La richiesta, quindi, va tenuta in attesa del pronunciamento di AgID”.
 
Abbiamo provato anche noi a chiedere delucidazioni all'ufficio preposto, facendo riferimento proprio alla segnalazione di alcuni lettori disabili. E la risposta che abbiamo ricevuto non è molto diversa: “Il sistema Spid non definisce procedure relative alle deleghe, che sono parte di normative di rango generale o di procedure già in uso presso amministrazioni pubbliche o gestori di servizi di pubblica utilità. Per definire un percorso chiaro e comune stiamo lavorando con gli Idp per uniformare la prassi di erogazione delle credenziali Spid per i quali in determinati casi alcune persone possono agire per conto di altri, secondo i principi di delega previsti dalle regioni per l’attivazione della Cns. Nei prossimi giorni saremo in grado di fornirle una risposta più dettagliata”. Una serie di sigle abbastanza criptiche, per dire che, per il momento, una procedura non esiste: quindi niente bonus per chi ha un amministratore di sostegno, almeno fino a nuovo ordine.
 
Forse un semplice ritardo burocratico, una “svista” dell'amministrazione, una dimenticanza che però fa indignare chi ogni giorno si trova a combattere contro tante barriere, fisiche, culturali o digitali che siano. “L’ennesima piccola grande discriminazione buttata sulle spalle di chi pensava di aver conquistato gli stessi diritti – commenta amaramente Fabiana Gianni - Dopo 18 anni a volte mi sento davvero ancora troppo ingenua. Cado, come nel peggiore dei concorsi a premi, nella rete della nostra Pubblica Amministrazione, convinta che Diletta esista come cittadina e invece scopro che non è una delle tante persone di serie B. In realtà lei e tutti coloro nella sua situazione non esistono proprio. In nessuna categoria. Anche in questo andrò fino in fondo. Perché considerato che esiste una esclusione, il governo deve avere il coraggio di scriverlo: vietato e non riconosciuto ai giovani di 18 anni affetti da handicap grave e costretti a essere legalmente amministrati”. (cl)
 

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