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Inail, Assegno Speciale Continuativo Mensile per i familiari superstiti residenti all'estero

Prestazione economica erogata ai familiari superstiti residenti all’estero, quando il decesso del reddituario avviene per cause non dipendenti dall'infortunio o dalla malattia professionale.

22 aprile 2022

 

Prestazioni previdenziali/assistenziali

Per le prestazioni previdenziali a carattere contributivo valgono  le disposizioni vigenti in Italia, nonché i principi posti dal diritto comunitario in tema di esportabilità delle prestazioni, al fine di garantire l’accesso a tali prestazioni anche al di fuori dei confini nazionali. Si distinguono dalle prestazioni di carattere assistenziale perché non sono dovute dallo Stato italiano a cittadini residenti all’estero, ai quali spettano soltanto quelle previste dalla legislazione dello Stato in cui risiedono, con oneri a carico dell’Istituzione competente dello Stato di residenza.

Lo speciale assegno continuativo, ha natura previdenziale, pertanto, può essere erogata anche ai superstiti dei titolari di rendita Inail residenti in uno Stato estero, deceduti per cause indipendenti da infortunio o malattia professionale.

La prestazione in questione che va erogata prendendo come base di calcolo la stessa che si prenderebbe in considerazione se la prestazione dovesse essere erogata in Italia

Lo speciale assegno continuativo mensile di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 248 spetta al coniuge e ai figli superstiti dell’assicurato titolare in vita di rendita per inabilità permanente
 
La prestazione economica è erogata a:
 
a)coniuge e figli dei lavoratori già titolari di rendita diretta, deceduti pe cause non dipendenti dall'evento lesivo assicurato ( infortunio o malattia  professionale)
  • per gli infortuni sul lavoro verificatisi fino al 31 dicembre 2006 e le malattie professionali denunciate a decorrere dalla stessa data, con grado di inabilità permanente non inferiore al 65% riconosciuto dall'Inail secondo le tabelle allegate al Testo unico (d.p.r. 1124/1965)
  • per gli infortuni sul lavoro verificatisi dal 1° gennaio 2007 e le malattie professionali denunciate a decorrere dalla stessa data, con grado di menomazione all’integrità psicofisica/danno biologico non inferiore al 48%, riconosciuto secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000.  Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
b)condizione che gli aventi diritto non percepiscano:
  • rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione) di importo pari o superiore a quello dell'assegno speciale.  (art. 1 comma 1,1  del 5 maggio 1976, n. 248 come modificato dall’articolo 11, c.3 della legge 10 maggio 1982, n. 251, circolare 19, 1977.)
La domanda:
Per ottenere l’assegno occorre presentare domanda alla sede Inail competente tassativamente entro i 180 giorni dal ricevimento della comunicazione, con la quale l'Istituto avverte i superstiti della facoltà di proporre domanda per la concessione dello speciale assegno continuativo mensile
Il termine di decadenza decorre non dalla data di decesso dell'assicurato, ma dalla data di ricevimento della comunicazione stessa (Circolare Inail n. 10 del 25 gennaio 2011)

Le misure percentuali spettanti agli aventi diritto sono:
  • 50% per il coniuge, fino alla morte o al nuovo matrimonio
  • 20% a ciascun figlio:
    • fino al 18° anno di età, senza necessità di ulteriori requisiti
    • fino al 21° anno di età, se studenti di scuola media superiore o professionale, viventi a carico e senza un lavoro retribuito, per tutta la durata normale del corso di studio
    • non oltre il 26° anno di età, se studenti universitari, viventi a carico e senza un lavoro retribuito, per tutta la durata normale del corso di laurea
  • 40% per ciascun figlio orfano di entrambi i genitori
  • 50% per ciascun figlio inabile, finché dura l’inabilità.
La somma globale degli assegni che spettano ai superstiti non può superare:
  • l’importo della rendita diretta percepita in vita dal titolare, per gli eventi fino al 24 luglio 2000 riconosciuti in regime t.u., e non può superare
  • la quota di rendita percepita per le conseguenze patrimoniali della menomazione, per gli eventi dal 25 luglio 2000 riconosciuti in regime danno biologico.
 Qualora uno o più assegni venissero a cessare , i rimanenti sono proporzionalmente reintegrati nella quota a ciascuno dovuta fino a che la loro somma non superi l'importo globale spettante.
Nel caso di redditi di importo inferiore all’assegno, l’Inail corrisponde la differenza fra i due importi.

L’assegno, non soggetto a tassazione Irpef, viene rivalutato annualmente, il 1° luglio di ogni anno, a seguito di apposito Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo.


Per approfondire: Nota inail 5154/2014
Per quanto riguarda la natura dell’assegno di cui si tratta, la connessione con la titolarità in capo al defunto di una rendita per infortunio o malattia professionale depone per la natura previdenziale e non assistenziale dell’assegno stesso.
La rilevanza di tale nesso si ricava anche dalla lettura di una decisione della Corte Costituzionale che, investita della questione di legittimità costituzionale dell’art.7, primo comma, l. 248/76 nella parte in cui non prevede che l’Inail, nel caso di decesso dell’assicurato, debba avvertire i superstiti della facoltà di proporre domanda per ottenere l’assegno di cui all’art. 1 della stessa legge nel termine decadenziale di centottanta giorni dalla data dell’avvenuta comunicazione (analogamente a quanto previsto per la rendita a superstiti a seguito della sentenza n. 14/94) ha affermato che “la diversità di disciplina è irragionevole ove si tenga presente che le fattispecie poste a confronto derivano entrambe dalla titolarità della rendita in capo al defunto” 
La natura previdenziale dello speciale assegno si evince anche dalla lettera della norma di cui all’art. 3 della citata legge 248/76 il quale sancisce che “i superstiti di cui all’art. 1 hanno diritto allo speciale assegno sempre che non abbiano titolo a rendite o prestazioni economiche previdenziali, con esclusione degli assegni familiari o assistenziali, ivi comprese le pensioni di guerra, con l’esclusione dell’assegno vitalizio annuo agli ex combattenti della guerra 1915-1918 e precedenti, erogate con carattere di continuità dallo Stato, dagli altri enti pubblici o da Paesi esteri e che, comunque, non siano titolari di redditi a qualsiasi titolo di importo pari o superiore a quello dell’assegno sopraindicato”.

La prevista non cumulabilità con prestazioni economiche previdenziali, con esclusione delle prestazioni di natura assistenziale, induce a ritenere che la natura giuridica dell’assegno in questione sia previdenziale e non assistenziale.

Infine, va sottolineato che l’art. 8 l. 248/76 dispone che alla copertura finanziaria degli oneri per il pagamento di detta prestazione, si provvede con contributi prelevati dal fondo speciale infortuni di cui all’art. 97 d.P.R.1124/1965, con un contributo annuo a carico dei titolari di rendita di inabilità permanente non inferiore all’80%, con un contributo a carico dell’Anmil e, in caso di insufficienza della predetta contribuzione, con una addizionale sui premi e contributi per l’assicurazione infortuni e malattie professionali.

Da ciò consegue che, per la prestazione in parola, non è ravvisabile uno dei fondamentali indicatori della natura assistenziale della prestazione economica elencato al paragrafo 2, lett. b) art.70 del citato regolamento di sicurezza sociale il quale individua, quali prestazioni a carattere non contributivo, e in quanto tali non esportabili, quelle il cui finanziamento deriva esclusivamente dalla tassazione obbligatoria volta a coprire la spesa pubblica generale.
In conclusione, poiché lo speciale assegno continuativo ha natura previdenziale, ai superstiti dei titolari di rendita Inail residenti in uno Stato estero, deceduti per cause indipendenti da infortunio o malattia professionale, spetta la prestazione in questione che va erogata prendendo come base di calcolo la stessa che si prenderebbe in considerazione se la prestazione dovesse essere erogata in Italia.
 
La principale fonte normativa comunitaria è costituita dal regolamento CEE n.833/2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, integrato dal regolamento di applicazione n.987/2009 che ha abrogato e sostituito il regolamento n.1408/1971.
Con il regolamento n.1231/2010, in vigore da gennaio 2011, il campo di applicazione è stato ulteriormente esteso ai cittadini dei paesi terzi che risiedono legalmente sul territorio dell’Unione ed in situazione transfrontaliera.
I suddetti regolamenti si applicano anche ai loro familiari ed ai superstiti che si trovano nel territorio dell’Unione.
I principi informatori della predetta normativa comunitaria sono la parità di trattamento, l’unicità della legislazione applicabile, la totalizzazione dei periodi di assicurazione e l’esportabilità delle prestazioni.

In base a detta normativa, le garanzie offerte dal diritto comunitario operano diversamente a seconda sia del tipo di prestazione di cui si intende usufruire, sia dei beneficiari.

L’art. 3 del regolamento n. 833/2004 elenca le prestazioni coperte dal regolamento stesso:
• prestazioni di malattia, di maternità e di paternità assicurate;
• prestazioni di vecchiaia e di invalidità;
• prestazioni per i superstiti;
• prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali;
• assegni in caso di decesso;
• prestazioni di prepensionamento;
• prestazioni di disoccupazione;
• prestazioni familiari.
Il regolamento n.883/2004 si applica ai regimi di sicurezza sociale generali e speciali, contributivi e non contributivi, ed è esclusa espressamente l’applicazione all’assistenza sociale e medica.

L’art. 7 del predetto regolamento stabilisce, poi, che “fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento, le prestazioni in danaro dovute a titolo della legislazione di uno o più stati membri o del presente regolamento non sono soggette ad alcuna riduzione, modifica, sospensione, soppressione o confisca per il fatto che il beneficiario o i familiari risiedono in uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l’Istituzione debitrice”.

Ai sensi del successivo art.70, le prestazioni speciali in danaro di carattere non contributivo, quindi di natura assistenziale, sono erogate dall’istituzione del luogo di residenza e sono a suo carico, e non sono erogabili al di fuori dei confini statali.

Pertanto, dalle disposizioni sopracitate discende che le prestazioni di carattere assistenziale non sono dovute dallo Stato italiano a cittadini residenti all’estero, ai quali spettano soltanto le prestazioni assistenziali che la legislazione dello Stato in cui risiedono prevede per i propri cittadini, con oneri a carico dell’Istituzione competente dello stato di residenza.

Per le prestazioni previdenziali a carattere contributivo, invece, il diritto è disciplinato dalle disposizioni vigenti in Italia e, quindi, con riferimento allo speciale assegno continuativo, dalla l. 248/1976 e dal d.P.R.1124/1965.

Con riferimento alle prestazioni previdenziali contributive valgono i principi posti dal diritto comunitario al fine di garantire l’accesso a tali prestazioni anche al di fuori dei confini nazionali, dovendosi ritenere operante il principio di esportabiltà delle prestazioni, secondo quanto disposto al riguardo dal sopra citato art.7 del vigente regolamento di sicurezza sociale.
Appare, quindi, evidente che la risposta ai quesiti posti dipende dalla natura, assistenziale ovvero previdenziale, della prestazione richiesta
 
 
Per ulteriori informazioni
  • numero verde superabile 800.810.810.
  • dall'estero e da mobile al numero 06 455 39 607 (il costo della chiamata è legato al piano tariffario del gestore utilizzato)
  • scrivi all'esperto: superabile@inail.it
si informa che il Contact Center integrato SuperAbile Inail  è  anche multilingue


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di Rosanna Giovedi

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