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Inail Rendita ai familiari superstiti

prestazione economica erogata ai superstiti dei lavoratori deceduti a seguito di un infortunio o di una malattia professionale.

29 aprile 2022

 Coniuge o unito civilmente e figli. In mancanza  di loro, genitori (naturali o adottivi) o fratelli e sorelle.

Se l’infortunio ha per conseguenza la morte, spetta a favore dei superstiti sotto indicati una rendita nella misura di cui ai numeri seguenti ragguagliata al 100 per cento della retribuzione calcolata secondo le disposizioni degli articoli da 116 a 120 del Testo Unico.  Per i lavoratori deceduti a decorrere dal 1º gennaio 2014 la rendita ai superstiti è calcolata,  in ogni caso, sul massimale di cui al terzo comma dell’articolo 116 del Testo Unico.
La rendita decorre dal giorno successivo alla morte del lavoratore ed è erogata agli aventi diritto:
  1. il cinquanta per cento al coniuge superstite o alla persona unita civilmente fino alla morte o a nuovo matrimonio o nuova unione civile; in questo secondo caso è corrisposta la somma pari a tre annualità di rendita
  2. figli:
    • il venti per cento a ciascun figlio nato nel matrimonio, nato fuori del matrimonio, riconosciuto o riconoscibile, e adottivo, fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età
    • il quaranta per cento se si tratti di orfani di entrambi i genitori, ovvero di orfano del genitore naturale o il cui genitore superstite non abbia diritto alla quota di cui al n. 1 e, nel caso di figli adottivi, siano deceduti anche entrambi gli adottanti
 Per i figli viventi a carico del lavoratore infortunato al momento del decesso e che non prestino lavoro retribuito, dette quote sono corrisposte fino al raggiungimento del ventunesimo anno di età, se studenti di scuola media o professionale, e per tutta la durata normale del corso, ma non oltre il ventiseiesimo anno di età, se studenti universitari.
Se siano superstiti figli inabili al lavoro la rendita è loro corrisposta finché dura l’inabilità. Sono compresi tra i superstiti di cui al presente numero, dal giorno della nascita, i figli concepiti alla data dell’infortunio. Salvo prova contraria, si presumono concepiti alla data dell’infortunio i nati entro trecento giorni da tale data;
In mancanza di coniuge/unito civilmente e figli:
  • il venti per cento ai genitori naturali o adottivi, viventi a carico, fino alla morte
  • il venti per cento a fratelli e sorelle, viventi a carico e conviventi, con gli stessi requisiti previsti per i figli. 
Vivenza a carico
La legge di bilancio 2019 ha rivisto l’istituto della vivenza a carico, introducendo una soglia di reddito quale limite per poter beneficiare della prestazione della rendita nel caso di soli genitori e/o fratelli superstiti, a seguito di eventi mortali. Si supera in tal modo, il requisito prima previsto della mancanza di mezzi di sussistenza autonomi e sufficienti, sostituendolo con un parametro reddituale costruito sul reddito netto medio delle famiglie, periodicamente aggiornato dall’ISTAT.

Art. 106. T.U. Agli effetti dell’art. 85, la vivenza a carico è provata quando il reddito pro capite dell’ascendente e del collaterale, ricavato dal reddito netto del nucleo familiare superstite, calcolato col criterio del reddito equivalente, risulti inferiore alla soglia definita dal reddito pro capite, calcolato con il medesimo criterio del reddito equivalente, in base al reddito medio netto delle famiglia italiane pubblicato periodicamente dall’ISTAT e abbattuto del 15 per cento di una famiglia tipo composta di due persone adulte.
Per l’accertamento della vivenza a carico l’Istituto assicuratore può assumere le notizie del caso presso gli uffici comunali, presso gli uffici delle imposte e presso altri uffici pubblici e può chiedere per le indagini del caso l’intervento dell’Arma dei carabinieri. Gli uffici comunali debbono fornire agli Istituti assicuratori le notizie che siano da essi richieste in ordine alla vivenza a carico di cui all’art. 85 e debbono, altresì, rilasciare gratuitamente i certificati di esistenza in vita, gli stati di famiglia e gli atti di  nascita ad essi richiesti dagli Istituti assicuratori medesimi o dai titolari di rendite, ai fini del pagamento delle rate di rendita
Circolare Inail n. 35 del 23 dicembre 2019.
 
La somma totale delle quote di rendita che spettano ai superstiti non può superare il 100% della retribuzione presa a base per il calcolo della rendita stessa. In caso contrario le quote di rendita vengono proporzionalmente adeguate.

Per eventi mortali antecedenti il 1° gennaio 2014, la rendita a superstite è calcolata sulla retribuzione annua effettiva del lavoratore deceduto nel rispetto dei limiti minimo e massimo  stabiliti per legge (decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/1965 articolo 116, terzo comma).

La rendita viene rivalutata annualmente, a seguito di apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Per gli infortuni mortali verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007, l'Inail eroga ai superstiti del lavoratore deceduto, oltre al beneficio una tantum previsto dal Fondo vittime gravi infortuni, su istanza degli aventi diritto, un’anticipazione della rendita pari a 3 mensilità della rendita annua calcolata sul minimale retributivo di legge.

Modalità di richiesta
Gli aventi diritto presentano/inoltrano la domanda alla sede competente in base al domicilio del lavoratore deceduto, tramite:
  • sportello della Sede competente
  • posta ordinaria
  • Pec (Posta elettronica certificata).
L’interessato può farsi assistere da un Patronato.
 
Modalità di ricezione comunicazioni
  • Posta ordinaria
  • Pec (posta elettronica certificata)
Modalità di erogazione del servizio
  • Accredito su conto corrente bancario o postale
  • Accredito su libretto di deposito nominativo bancario o libretto di deposito nominativo postale
  • Accredito su carta prepagata dotata di codice Iban
  • Tramite gli Istituti di credito convenzionati con l’Inps per i titolari di rendita che riscuotono all’estero
  • Per importi non superiori a 1.000,00 euro, con pagamento in contanti localizzato presso sportello bancario o postale
 
INAIL:
altre prestazioni economiche erogate ai superstiti sono:
  • Assegno Una tantum/funerario (art. 85 Testo Unico)
  • fondo di sostegno per le vittime di gravi infortuni sul lavoro (istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali) (L. 27 dicembre 2006, n. 296, 1187) 
  • lo speciale assegno continuativo mensile, nei casi in cui il decesso è avvenuto per cause non dipendenti dall'infortunio sul lavoro o dalla malattia professionale ( L. n. 248 del 5.5.1976; l.n. 251 del 1982.)
  • interventi di sostegno per i familiari del lavoratore infortunato o tecnopatico nonché i familiari superstiti dei lavoratori deceduti per cause lavorative, con l'obiettivo di sostenere a livello psicologico e sociale anche la famiglia del lavoratore che viene direttamente colpita dall'evento infortunistico e che si trova ad affrontare nuove situazioni come la disabilità o la morte del familiare lavoratore. (Inail, Circolare n. 7 del 28 gennaio 2022)     
INPS:
  •  L’Inps,con il messaggio, il n. 5171/2016, ha ufficializzato l’avvenuta equiparazione ai fini previdenziali tra coniugi e persone dello stesso sesso unite civilmente.
  • I familiari superstiti, in caso di morte dell'assicurato o pensionato iscritto presso una delle gestioni dell'INPS, hanno diritto alla pensione nel caso in cui ricorrano determinate condizioni.
Il superstite di lavoratore assicurato  dopo il 31.12.1995 e deceduto senza aver perfezionato i requisiti amministrativi richiesti, può richiedere  l’indennità una-tantum, se:
  • non sussistono i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione indiretta;
  • non ha diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale, in conseguenza della morte dell’assicurato;
  • è in possesso di redditi non superiori ai limiti previsti per la concessione dell’assegno sociale.
Il diritto all'importo in questione è soggetto alla prescrizione decennale.


Per approfondire:
  •  DPR 30 giugno 1965, n. 1124-Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
  • LEGGE 21 luglio 1965, n. 903-Avviamento alla riforma e miglioramento dei trattamenti di pensione della previdenza sociale
  • La LEGGE 10 maggio 1982, n. 251 (in G.U. 15/05/1982, n.132) ha disposto (con l'art. 7) la modifica dell'art. 85.
  • La Corte costituzionale, con sentenza 11 marzo 2009, n. 86 (in G.U. 01/04/2009 n. 13) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 85 comma 1, numero 2).
  • INPS 18 dicembre 2015-Linee guida e istruzioni operative in materia di trattamento pensionistico ai superstiti – art. 22, legge 21 luglio 1965, n. 903

Per ulteriori informazioni
  • numero verde superabile 800.810.810.
  • dall'estero e da mobile al numero 06 455 39 607 (il costo della chiamata è legato al  piano tariffario del gestore utilizzato)
  • scrivi all'esperto: superabile@inail.it
si informa che il Contact Center integrato SuperAbile Inail  è  anche multilingue


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di Rosanna Giovedi (scheda/foto)

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