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Sardegna: diminuiscono infortuni e morti bianche, ma aumentano le malattie professionali

Nel 2008 sono stati 17.966 gli infortuni denunciati. Il pericolo maggiore resta la strada su cui si verificano il 18% degli incidenti e il 60% dei casi mortali. Tra le province maglia nera a Cagliari

4 novembre 2009

CAGLIARI - Diminuiscono gli infortuni sul lavoro in Sardegna nel 2008. E se per gli incidenti la riduzione è ancora poco rilevante e al di sotto della media nazionale (2,3% contro 4,1%), il dato sicuramente più incoraggiante riguarda le morti bianche, passate dalle 37 del 2007 alle 25 del 2008 con una flessione del 32, 4%. Una diminuzione ancora più significativa se si considerano soltanto quelle avvenute nell'ambiente di lavoro ordinario( escludendo cioè gli eventi mortali accaduti sulla strada), che sono scese del 37,5%, da 16 a 10 casi. Lo rivela il rapporto regionale Inail Sardegna, presentato questa mattina a Villa San Pietro, in provincia di Cagliari.

In totale gli infortuni sono stati 17.966 (-2,3%), erano 18.386 nel 2007. Considerando soltanto quelli avvenuti all'interno delle aziende, la flessione è stata del 3,9%, da 15.322 casi a 14.728. I settori  di  attività  nei  quali  la  variazione  è  risultata  più  rilevante  sono  le costruzioni, -17,8% e l'industria manifatturiera, -10%. In questi settori, però, può aver influito anche la riduzione delle attività e dell'occupazione. Guardando ai dati infatti nel settore industriale si è passati da 140.000 a 128.000 unità occupate. In particolare nel settore delle costruzioni, c'è stata una riduzione da 67.000 a 62.000  unità (-7,5%). Rispetto, invece, alle province il maggior numero di infortuni è stato registrato a Cagliari (8.190 incidenti e 11 morti bianche), segue Sassari con 5.552 casi, Nuoro con 2.689 e Oristano con 1.535.

In controtendenza gli incidenti avvenuti sulla strada, che sono aumentati del 5,7%, passando dai 3.064 del 2007 (di cui 1.192 accaduti a lavoratori che operano sulla strada, come autotrasportatori e commessi viaggiatori e 1.872 in itinere, cioè sul percorso casa-lavoro- casa) ai 3.238 nel 2008 (di cui 1.264 a chi lavora sulla strada e 1.974 in itinere). La circolazione stradale resta ancora uno dei pericoli principali e in Sardegna ha riguardato il 18% di tutti gli infortuni e il 60% degli eventi mortali.

Nell'isola risultano in aumento anche le malattie professionali, sia per quanto riguarda il settore dell'industria e dei servizi (dove da 842 casi si è passati a 998) sia nel settore dell'agricoltura (dove da 169 casi si è passati a 216). Si tratta di una situazione comune al resto d'Italia, si sta infatti sempre più diffondendo la coscienza del nesso tra le lavorazioni esercitate e le patologie riscontrate, evidenziato anche dall'allargamento del numero delle malattie professionali cosiddette "tabellate".

Il fenomeno è da considerare ancora sottostimato, in relazione al numero di domande attese, e si prevede che nei prossimi anni il numero delle malattie professionali denunciate sia destinato ad aumentare notevolmente, con particolare riferimento alle patologie muscolo scheletriche e a quelle con manifestazioni tumorali. "Di infortuni sul lavoro si parla con frequenza, spesso purtroppo, in concomitanza del verificarsi degli stessi, sottolineando ogni volta la pesantezza dei numeri e la gravità delle conseguenze- sottolinea il direttore regionale dell'Inail Sardegna Onofrio Di Gennaro- per contro minor enfasi viene accordata all'incremento delle malattie professionali, che pure costituisce un aspetto meritevole di eguale attenzione e preoccupazione". (ec)

(6 novembre 2009)

di e.battaglia

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