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Workers’ buy out: le aziende salvate dai lavoratori

Con il termine di workers’ buyout (WBO) si intende una acquisizione o un salvataggio o un processo di conversione, in base al quale i dipendenti acquistano la proprietà dell’intera azienda che li impiega o di una parte di essa.

17 giugno 2022

Da un rapporto Euricse del 2015 risulta che nell’arco di 35 anni (1979 -2014) sono state 252 le imprese salvate dai lavoratori in base alla cosiddetta legge Marcora che permette ai dipendenti di recuperare le aziende in fallimento, anche se esperienze di questo tipo si sono registrate in Italia anche prima della Legge Marcora. I processi di workers buyout registrano una tendenza alla crescita anche negli ultimi anni.

Le aziende salvate hanno in generale un alto tasso di sopravvivenza: nei sette anni dall’inizio della crisi (tra il 2007 e il 2013) si è passati da 81 WBO attivi a 122 WBO, con un aumento del 50% in un periodo di gravi difficoltà economiche.

La legge Marcora risale al 1985 ed è stata varata con l’obiettivo di promuovere la costituzione di cooperative da parte di lavoratori licenziati o provenienti da aziende in crisi. Le operazioni di workers buyout  vengono finanziate in parte dagli stessi lavoratori (tfr, anticipo indennità di mobilità e naspi) e in parte con fondi speciali. Tra questi il Cfi (Cooperazione Finanza Impresa), investitore istituzionale specializzato in questo tipo di operazioni, i fondi mutualistici (Coopfond, Fondosviluppo e General Fond) e alcuni istituti bancari, come Banca Etica.
L’art. 7 – comma 5 della legge 223/1991 ha introdotto la possibilità per il lavoratore di richiedere all'INPS l'anticipo dell'indennità di mobilità, che, insieme al trattamento di fine rapporto ha spesso rappresentato la prima risorsa utilizzata per l'acquisto delle partecipazioni nell’impresa. L’applicazione della legge Marcora ha subito una battuta di arresto negli anni Novanta, quando la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per violazione delle norme sugli aiuti di stato. L’erogazione dei finanziamenti, sospesa dal 1995 al 2000, è ricominciata con l’approvazione della legge n. 57/2001, di riforma della Legge Marcora, che ha abrogato l’art. 14 della legge e modificato gli articoli 7 e 17 prevedendo, in luogo dell'originario sistema di contribuzione pubblica a fondo perduto, la partecipazione del Ministero delle Attività Produttive al capitale delle società finanziarie costituite per "assumere partecipazioni temporanee di minoranza nelle cooperative con priorità per quelle costituite da lavoratori provenienti da aziende in crisi" e per "concedere alle cooperative stesse finanziamenti e agevolazioni finanziarie in conformità alla disciplina comunitaria in materia, per la realizzazione di progetti di impresa". Successivamente, con l’art. 11, commi 2 e 3, del d.lgs. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito in legge 21 febbraio 2014, n. 9, il legislatore ha poi riconosciuto, da un lato, il diritto di prelazione per l'affitto o l'acquisto dell'azienda, di un ramo d'azienda o di un complesso di beni e rapporti della medesima impresa a favore delle cooperative di lavoratori dipendenti di un'impresa sottoposta a procedura concorsuale; dall’altro, la possibilità per i soci – lavoratori che ne facciano richiesta di ottenere, all’atto dell’aggiudicazione dell’affitto o della vendita, l’anticipazione in un’unica soluzione delle somme destinate alla loro integrazione salariale nel caso di interruzione del rapporto di lavoro (indennità di disoccupazione ASpI - Assicurazione Sociale per l’Impiego).

Questa opportunità è stata poi istituzionalizzata con l’art.  8 del Decreto Legislativo n. 22/2015 che prevede l ’erogazione anticipata in un’unica soluzione della NASpI  (nuova assicurazione sociale per l’Impiego) a titolo di incentivo per l'avvio di un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.
Da segnalare Infine il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 4 dicembre 2014 ed il decreto direttoriale 16 aprile 2015 che hanno istituito un regime di aiuti volti a promuovere nascita e sviluppo di imprese cooperative di piccola e media dimensione, mediante la concessione di finanziamenti agevolati per la nascita sul territorio nazionale di cooperative costituite in misura prevalente da lavoratori provenienti da aziende in crisi, cooperative sociali o che gestiscono aziende confiscate alla criminalità organizzata, nonché per la nascita, lo sviluppo o la ristrutturazione di cooperative del Sud Italia.
Il nostro paese dispone pertanto di una solida disciplina per il workers’ buyout, che ha consentito numerosi salvataggi che hanno interessato prevalentemente le piccole e medie imprese e, in particolare, aziende aventi da 10 a 49 dipendenti (quasi il 70%), da 50 a 249 dipendenti (poco più del 22%) e con meno di 10 dipendenti (quasi il 7,5%). Questa ridotta dimensione si è dimostrata ideale per una gestione da parte dei lavoratori che attraverso il processo di workers’ buyout salvano posti di lavoro,  migliorano le capacità produttive delle loro imprese e rafforzano l’economia dei territori.

Normativa di riferimento

-    Legge 27 febbraio 1985, n. 49: “Provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione”;

-    Legge 23 luglio 1991, n. 223: “Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro”;

-    Legge 5 marzo 2001, n. 57: “Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati”;

-    Decreto Legge 23 dicembre 2013, n. 145: “Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonchè misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015” convertito con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 9;

-     Ministero dello Sviluppo Economico - Decreto ministeriale 4 dicembre 2014: “ Istituzione di un nuovo regime di aiuto per la nascita e lo sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione”;

-    Ministero dello Sviluppo Economico - Decreto direttoriale 16 aprile 2015: “Nascita e sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione: termini e modalità di presentazione delle domande”;

-    Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 : “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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