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La dichiarazione di immediata dispobilità al lavoro (D.I.D.)

La Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), da rendere per via telematica, determina formalmente l’inizio dello stato di disoccupazione di una persona e permette di usufruire dei servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro

3 giugno 2022

I “disoccupati” ai sensi dell’articolo 19 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 150/2015 come modificato dall’art. 1 – comma 1 – lett. i) del decreto Legislativo 185/2016 sono “i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego”.
Pertanto, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) da rendere per via telematica determina formalmente l’inizio dello stato di disoccupazione. Chi è disoccupato deve fare la DID per poter usufruire dei servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Il Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, relativo a reddito di cittadinanza e quota 100, ha introdotto novità sullo stato di disoccupazione.  L’art. 4 - comma 15-quater, pur non modificando l’articolo 19 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 150/2015, specifica che “Per le finalità di cui al presente decreto e ad ogni altro fine si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917” (al momento, come precisato dalla circolare dell’Anpal n. 1/2019, € 8.145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
 
Attualmente, in base alle disposizioni del Decreto Legge n. 4/2019, i requisiti dello stato di disoccupazione sono, alternativamente:
  • l’assenza di attività lavorativa;
  • lo svolgimento di un lavoro subordinato o autonomo da cui derivi un reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (€ 8145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
Pertanto, le persone in possesso dei suddetti requisiti sono in status di disoccupazione, possono rilasciare la Did ed iscriversi o rimanere iscritti al collocamento ordinario e mirato.
Per le persone con contratti di lavoro a termine fino a sei mesi, a prescindere dall'ammontare del reddito, lo stato di disoccupazione è sospeso, per la durata del contratto, come avveniva in precedenza.
 
Come era in precedenza
E’ opportuno ricordare che il Decreto Legislativo n.150/2015, anche attraverso l’abrogazione del D.Lgs. n. 181/2000 (ad eccezione degli articoli 1-bis e 4-bis), aveva eliminato l'istituto della "conservazione" che consentiva di acquisire lo stato di disoccupazione o di conservarlo a chi svolgeva un’attività lavorativa che comportasse, nel corso dell’anno solare, un reddito lordo non superiore a € 8.000,00, per lavoro dipendente e non superiore a € 4.800,00 per lavoro autonomo od occasionale. Coloro che si trovavano in una di queste condizioni erano considerati occupati, non potevano rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità e quindi non si potevano iscrivere nelle liste del collocamento. Per le persone con disabilità già iscritte continuava ad operare l’istituto della conservazione e potevano mantenere l’iscrizione (Circolare del Ministero del Lavoro n. 34/2015 – punto 3). Questo doppio regime per le persone con disabilità è venuto a cadere con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 4/2019.
 
Dove
La DID può essere resa autonomamente tramite il portale Anpal, dall’area ad accesso riservato, con il supporto di un operatore del centro per l’impiego e dal 22 ottobre 2018 anche attraverso un patronato.
Infatti l’anpal  con un comunicato del 22 ottobre 2018 ha reso noto che è possibile rendere la DID anche attraverso un intermediario (un centro per l’impiego o un patronato) che potranno dare il supporto necessario per l’inserimento della DID  accedendo all'area riservata disponibile sul portale Anpal.
Anche le persone a rischio di disoccupazione - cioè i lavoratori e le lavoratrici dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento – possono rendere la DID, già durante il periodo di preavviso.
Chi usufruisce di una misura di sostegno al reddito non deve inserire la DID sul portale Anpal, perché la presentazione all'Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll, o di indennità di mobilità equivale ad aver reso la DID.
La circolare del Ministero del Lavoro n. 39/2016 fornisce indicazioni su come le persone disoccupate e quelle a rischio di disoccupazione possono iscriversi al sistema informativo unitario di cui all’articolo 13 del Decreto Legislativo n.150 del 2015, e in particolare al portale nazionale per le politiche del lavoro che è operativo all’indirizzo www.anpal.gov.it dal 29 novembre 2016. La circolare fornisce anche indicazioni sulle modalità per rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro ed istituisce un regime transitorio, che è ormai superato, ma restano valide le indicazioni fornite dalla circolare n. 39/2016 per rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro.
Per maggiori informazioni https://did.anpal.gov.it/
Tutte queste procedure riguardano anche la persona con disabilità.
A seguito della DID, la persona si rivolgerà ai centri per l'impiego per stipulare un patto di servizio personalizzato, che definisce il percorso successivo e identifica le misure e i servizi più idonei alla sua collocazione nel mercato del lavoro. 
La persona con disabilità priva di impiego, che dichiara la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, si iscrive nell’elenco del collocamento mirato dove ha la residenza o in altro elenco nel territorio dello Stato.
Pertanto il Centro per l’Impiego rimane il punto di riferimento per l’avvio al lavoro della persona con disabilità.
La persona iscritta negli elenchi del collocamento mirato è tenuta alla stipula del patto di servizio personalizzato previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo n. 150/2015. Il patto di servizio è lo strumento per formalizzare un accordo sul progetto personale scelto, sia come sostegno all'inserimento lavorativo o partecipazione ad un percorso formativo.  Il  patto  vincola l'utente e il Centro per l’Impiego a rispettare una serie di impegni reciproci.
 
Normativa di riferimento
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150: “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 dicembre 2015, n. 34: “D. Lgs. n. 150/2015 recante “disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” – prime indicazioni”;
  • Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185: “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell'articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
  • Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 29 novembre 2016, n. 39: “rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità sul portale nazionale delle politiche del lavoro, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 - Gestione del periodo transitorio”;
  • Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26;
  • Circolare Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro 23 luglio 2019, n. 1: “Regole relative allo stato di disoccupazione alla luce del d.l. n. 4/2019 (convertito con modificazioni dalla l. n. 26/2019).
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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