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Iscrizione alle liste del collocamento mirato: residenza e domicilio

La legge 68/99 ha stabilito che la tenuta dell’elenco delle persone con disabilità è di competenza dei servizi per il collocamento mirato di residenza

26 maggio 2022

L’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 151/2015 emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (jobs Act) ha modificato l’art. 8 della legge n. 68/99. In particolare con la modifica del comma 1 ha stabilito che la tenuta dell’elenco delle persone con disabilità - che risultano disoccupate e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative - è di competenza dei servizi per il collocamento mirato nel cui ambito territoriale si trova la residenza della persona che può  iscriversi nell’elenco di altro servizio in altra parte d’Italia, previa cancellazione dall'elenco in cui era precedentemente iscritta. Quindi l’inscrizione negli elenchi è e resta soltanto una.
Originariamente l’art. 8 – comma 1 della legge 68/99 prevedeva genericamente l’iscrizione “nell’apposito elenco tenuto dagli uffici competenti”.
In proposito si premette che l’iscrizione al collocamento mirato di una provincia non preclude assolutamente la possibilità di cercare e trovare un lavoro in altra città e/o regione. 
Anzi le modifiche introdotte alla norma tendono a facilitare la possibilità di trovare un lavoro  ampliando la ricerca su tutto il territorio nazionale. Ciò anche in considerazione del fatto che l’articolo 6 del Decreto Legislativo 151/2015 ha modificato l’art. 7 della legge n. 68/99 e, con la sostituzione del comma 1 ha previsto che le aziende private e gli enti pubblici economici possono effettuare tutte le assunzioni per richiesta nominativa a prescindere dal numero dei dipendenti. Le persone con disabilità possono presentare la propria autocandidatura ad una platea molto ampia di datori di lavoro. 
Dunque, secondo l’attuale previsione normativa, la prima iscrizione negli elenchi di cui alla legge 68/99 deve essere fatta al Centro per l’Impiego di competenza che è quello di residenza. Nel momento in cui la persona intende iscriversi in un'altra città potrà recarsi al nuovo CPI chiedendo l'iscrizione alle liste di cui alle legge n. 68/99, dichiarando in quale centro si è già iscritto.
Il nuovo servizio provvederà d’ufficio a richiedere al servizio di provenienza il trasferimento del fascicolo personale. Questa prassi consegue ad una interpretazione letterale della legge, ma è anche una garanzia per la persona con disabilità che in questo modo mantiene l’anzianità di iscrizione.
Comunque, in base ad una ricerca da noi effettuata risulta che, fermo restando quanto previsto dalla legge, alcuni servizi adottano un comportamento più flessibile ed effettuano l’iscrizione indipendentemente dalla residenza. Per questo si consiglia di chiedere informazioni al servizio di riferimento per capire preventivamente qual’è  la prassi adottata.
Si ritiene che quanto previsto relativamente alla iscrizione negli elenchi speciali delle persone con disabilità sia applicabile anche alle altre categorie protette di cui all’art. 18 della legge n. 68/99.
Attraverso  la richiesta nominativa (l’azienda individua autonomamente la persona da inserire), ma non può effettuare l’assunzione diretta in quanto possono essere assunti solo i disabili inseriti nelle apposite  liste.
Pertanto, per l’assunzione con chiamata nominativa, l’azienda deve necessariamente rivolgersi al servizio provinciale per il collocamento mirato in cui l’azienda stessa ha sede, dove in sostanza si trova il  luogo di lavoro, perché è quel servizio provinciale competente al rilascio del nulla osta necessario per effettuare l’assunzione delle persone con disabilità e delle altre categorie protette.
Anche in questo caso le prassi adottate possono essere diverse (c’è chi richiede necessariamente l’iscrizione della persona nello stesso servizio e altri servizi che prescindono da ciò).
Si ricorda infine che l’art. 13 del Decreto Legislativo 151/2015 ha apportato modifiche all’art. 6 della legge n. 113/1985 e, con la sostituzione del comma 7, ha  previsto che i centralinisti privi della vista, analogamente alle persone con disabilità, si debbano iscrivere nell’elenco del territorio di residenza o, in alternativa, presso un altro servizio anche non nell’ambito di residenza previa cancellazione dall'elenco in cui erano precedentemente iscritti.
Si ricorda che, precedentemente, i privi della vista avevano la possibilità di iscriversi negli elenchi di più centri per l’impiego e che avevano 36 mesi di tempo, dall’entrata in vigore della legge, per scegliere l’elenco in cui mantenere l’iscrizione.
 
Normativa di riferimento
  • Legge 29 marzo 1985, n. 113: "Aggiornamento della disciplina del collocamento al lavoro e del rapporto di lavoro dei centralinisti non vedenti";
  • Legge 12 marzo 1999 n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151: “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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