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Il blocco delle assunzioni nella p.a. non sussiste se si deve ottemperare all’obbligo

La normativa prevede deroghe al blocco delle assunzioni per quelle pubbliche amministrazioni che devono ottemperare all'obbligo di assunzione delle persone con disabilità.

13 ottobre 2022

Da lungo tempo vige una generalizzata limitazione per l'assunzione di personale nella Pubblica Amministrazione. Tale limitazione, negli anni, ha coinvolto anche le persone con disabilità nonostante il collocamento obbligatorio previsto dalla legge n. 68/99 che  impone alle pubbliche amministrazioni di assumere persone con disabilità in una precisa quota fissata dalla stessa legge (Art. 3 e 7 legge 68/99).
Ma, come si vedrà di seguito, ad oggi permane  l’obbligo di assunzione di persone con disabilità da parte della P.A. a copertura della quota d’obbligo.
In passato
Si ricorderà come già in passato il Decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, noto come "Decreto anticrisi", convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, aveva fissato all'art. 17 un obiettivo di risparmio per le amministrazioni pubbliche da perseguire con il divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato, comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale.
Al proposito, si è reso necessario un chiarimento da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica che, con circolare n. 6/2009, ha precisato che il blocco delle assunzioni non era da considerarsi nel caso delle categorie protette.
La circolare n. 6/2009 recita: "si ritiene siano esclusi dal divieto le categorie protette, nel limite del completamento della quota d'obbligo. Trattasi di una categoria meritevole di tutela in quanto rientrante tra le fasce deboli della popolazione che rimane normalmente esclusa dai blocchi e dai vincoli assunzionali, attesa l'esigenza di assicurare in maniera permanente l'inclusione al lavoro dei soggetti beneficiari della normativa di riferimento." La stessa circolare ricorda "che la mancata copertura della quota d'obbligo riservata alle categorie protette è espressamente sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare secondo quanto previsto dall'art. 15, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68".
Nonostante ciò, diversi pareri del Dipartimento Funzione Pubblica, hanno nuovamente sancito il blocco delle assunzioni di persone con disabilità nella Pubblica Amministrazione.
In particolare, il parere n. 23580 espresso dal Dipartimento Funzione Pubblica in data 22 maggio 2013 prevede che "le pubbliche amministrazioni devono sospendere le assunzioni delle categorie protette se la loro dotazione organica risulta già completa o se hanno personale in soprannumero".
Il parere, come si ricorderà, ha suscitato polemiche e proteste da parte di associazioni di familiari e di persone con disabilità che lo hanno interpretato come un attacco al diritto al lavoro delle persone con disabilità attuato in nome del contenimento della spesa pubblica.
Già pochissimo tempo prima, con il parere n. 15653 del 3 aprile 2013, il Dipartimento della Funzione Pubblica aveva chiarito che  non è consentito effettuare assunzioni di personale in soprannumero e che  l’assunzione dei soggetti appartenenti alle categorie protette, a copertura della quota d’obbligo, non può che avvenire nei limiti dei posti vacanti nella dotazione organica. Pertanto non è prevista alcuna deroga al vincolo di carattere generale dettato dal DLgs n. 165/2001 sulla necessità che nelle amministrazioni non vi siano posti in sovrannumero. Sul punto il parere in questione recita: "Qualora sia stata prevista nella programmazione del fabbisogno l'assunzione di categorie protette in profili professionali appartenenti ad aree in cui vi siano disponibilità di posti, mentre in altre aree sono presenti posizioni soprannumerarie, la possibilità di assunzione va verificata in base alla coerenza e attendibilità del piano di assorbimento, entro il 31 dicembre 2014, dei medesimi soprannumerari, come previsto dall'articolo 2, comma 11, del decreto-legge n. 95 del 2012. Resta fermo l'impedimento ad effettuare assunzioni in assenza di posti disponibili nell'area per la quale sono state avviate e/o previste procedure di collocamento dei soggetti appartenenti alle categorie protette". Nello stesso tempo, il parere sottolinea che "l'obbligo di copertura della relativa quota dovrà essere considerato assolutamente prioritario nella programmazione delle assunzioni al fine di poter assolvere ad esso nel più breve tempo possibile con soluzioni che garantiscano l'assenza di forme elusive del prescritto obbligo.".
Oggi
A ribadire l’obbligo di assunzione di persone disabili nella P.A. a copertura della quota d’obbligo è intervenuto il Decreto legge n. 101/2013  che contiene una deroga al divieto di nuove assunzioni delle categorie protette, compresi i disabili.
In particolare l'art. 7, comma 6, del Decreto Legge n. 101/2013 sancisce l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette. Al termine di questa operazione ognuna di esse "è obbligata ad assumere un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato e quello allo stato esistente". La norma, prevede poi che tale processo di assunzione "deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'Amministrazione interessata sia in situazione di soprannumeriarietà"
L'art. 7, comma 7 attribuisce alla Funzione Pubblica il compito di monitorare gli adempimenti dell'obbligo.
La norma è stata introdotta per bilanciare l'interesse generale della riduzione dei costi della PA con la tutela del diritto fondamentale al lavoro per le categorie più deboli ed in particolare delle persone con disabilità.
La Direttiva del Ministro della Pubblica amministrazione n. 1/2019 chiarisce che “Secondo quanto disposto dall’articolo 7, comma 6, del d.l. 101/2013 (l. 125/2013), le amministrazioni pubbliche procedono, esclusivamente nel caso in cui si trovino in situazioni di soprannumerarietà rispetto alla dotazione organica complessivamente considerata, a rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette sulla base delle quote e dei criteri di computo previsti dalla normativa vigente, tenendo conto, in questa circostanza, della dotazione organica e non dei presenti in servizio, che nella fattispecie sono maggiori, al fine di evitare un costante incremento delle posizioni soprannumerarie. All'esito della rideterminazione del numero delle assunzioni di cui sopra, ciascuna amministrazione è obbligata ad assumere a tempo indeterminato un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato sulla base della dotazione organica e quello allo stato esistente di categorie protette in servizio. La disposizione introdotta deroga, infatti, ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerari età”.
La circolare del Dipartimento Funzione Pubblica 21 novembre 2013, n. 5 al punto 3.2 chiarisce che per effetto dell’articolo 7, comma 6, del d.l. n. 101/2013  (legge 125/2013) le assunzioni delle categorie protette, nel limite della quota d'obbligo, non sono da computare nel budget assunzionale e vanno garantite sia in presenza di posti vacanti, sia in caso di soprannumerarietà, nel limite della quota calcolata sulla base di computo di cui all’articolo 4 della legge 68/1999.
Normativa di riferimento
  • Legge 12 marzo 1999, n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili;
  • Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165: "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche";
  • Decreto legge 1 luglio 2009, n. 78: "Provvedimenti anticrisi, nonchè proroga di termini" convertito con modificazioni  dalla legge 3 agosto 2009, n. 102;
  • Circolare Dipartimento della funzione pubblica - UPPA (Ufficio Personale Pubblica Amministrazione) - Servizio programmazione assunzioni e reclutamento, 14 dicembre 2009 n. 6: "Decreto legge 1° luglio 2009, n. 78. Articolo 17, comma 7. Divieto di nuove assunzioni.";
  • Dipartimento della Funzione Pubblica - Parere 3 aprile 2013, n. 15653: "Computo quote d'obbligo articoli 3 e 18 legge 68/1999. Compensazione regionale";
  • Dipartimento della Funzione Pubblica - Parere 22 maggio 2013, n. 23580: "Assunzione ai sensi della Legge 12 marzo 1999, n. 68. Quote d'obbligo";
  • Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101: “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2013, n. 125;
  • Circolare Dipartimento della Funzione Pubblica 21 novembre 2013, n. 5 – Oggetto: Indirizzi volti a favorire il superamento del precariato. Reclutamento speciale per il personale in possesso dei requisiti normativi. Proroghe dei contratti. Articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, recante "Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni" e articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  • Direttiva del Ministro della Pubblica amministrazione 24 giugno 2019, n. 1 “Chiarimenti e linee guida in materia di collocamento obbligatorio delle categorie protette. Articoli 35 e 39 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – Legge 12 marzo 1999, n. 68 – Legge 23 novembre 1998, n. 407 – Legge 11 marzo 2011, n. 25”.

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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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