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Priorità lavoro agile

Il decreto legislativo n. 105/2022 ha introdotto novità importanti relativamente al lavoro agile stabilendo quali sono le richieste di lavoro agile che devono essere accolte con priorità da parte del datore di lavoro pubblico e privato.

30 novembre 2022

Il decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 volto all’attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza in attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 ha introdotto novità importanti relativamente a permessi, congedi e lavoro agile. 
Relativamente al lavoro agile l’art. 4 del decreto legislativo n. 105/2022 ha sostituito il comma 3 bis art. 18 della legge n. 81/2017 con un nuovo comma 3 bis in cui si prevede che i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l'esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti in ogni caso a riconoscere priorità alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori con figli fino a dodici anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di grave disabilità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

La stessa priorità è riconosciuta alle richieste dei lavoratori con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 o dei lavoratori che siano caregivers ai sensi dell'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 secondo cui si definisce il caregiver familiare:

“la persona che assiste  e  si prende cura del coniuge,  dell'altra  parte  dell'unione  civile  tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai  sensi  della Legge n. 76/2016, di un familiare o di un affine entro  il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall' art. 33 – comma 3 della Legge n. 104/92, di  un  familiare  entro  il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative,  non  sia  autosufficiente  e  in  grado  di prendersi cura di sè, sia riconosciuto invalido in quanto  bisognoso di  assistenza  globale  e  continua  di  lunga   durata   ai   sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92, o  sia titolare di indennità di accompagnamento ai  sensi  della Legge n. 18/1980”.

La lavoratrice o il lavoratore che richiede di fruire del lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Qualunque misura adottata in violazione del precedente periodo è da considerarsi ritorsiva o discriminatoria e, pertanto, nulla.
Inoltre dopo il comma 3 bis è inserito il nuovo comma 3 ter in cui si prevede che l'opposizione o l'ostacolo alla fruizione del lavoro agile, secondo quanto disposto dal comma 3-bis, ove rilevati nei due anni antecedenti alla richiesta della certificazione della parità di genere o di analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei rispettivi ordinamenti, impediscono al datore di lavoro il conseguimento delle stesse certificazioni.
 
Normativa di riferimento

-Legge 11 febbraio 1980, n. 18: “Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili”

-Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge - quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.";

-Legge 22 maggio 2017, n. 81: “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”;

-Legge27 dicembre 2017, n. 205: “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”;

-Decreto Legislativo 30 giugno 2022, n. 105: “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio”.


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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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