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Le opportunità per il trasferimento dei pubblici dipendenti

Le agevolazioni su scelta e trasferimento di sede per lavoratori con disabilità e per lavoratori che assistono familiari con disabilità previste dalla legge 104/92 possono valere soltanto nell'ambito della stessa amministrazione o ente di appartenenza

1 agosto 2022

Le agevolazioni su scelta e trasferimento di sede per lavoratori con disabilità e per lavoratori che assistono familiari con disabilità, previste dagli art. 21 e 33 della legge 104/92, possono valere soltanto nell’ambito della stessa amministrazione o ente di appartenenza (Circolare Ministero per la Funzione Pubblica n. 90543/7/448 del 26 giugno 1992) anche in presenza di posto vacante e non possono essere applicate per il trasferimento da un ente all’altro (per esempio da un Comune all’altro, da una azienda sanitaria all’altra oppure da un ministero ad altro ente pubblico. Pertanto, per quanto riguarda la possibilità di passaggio da una amministrazione ad un’altra bisogna riferirsi ad altri istituti di cui forniamo di seguito una rassegna informativa e normativa.
 
Mobilità volontaria 

Il legislatore è intervenuto ripetutamente sulle norme che riguardano la mobilità volontaria nell’ambito della Pubblica Amministrazione regolata dall’art. 30 del Decreto Legislativo n. 165/2001 relativo a “Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse”.

L’art. 30 – comma 1 prevede che le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che  facciano domanda di trasferimento. 
L’art. 3 – comma 7 del D.L. 9 giugno 2021 n. 80, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2021, n. 113 ha apportato un sostanziale cambiamento all’art. 30 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 165/2021.  
Con la modifica il nulla osta dell’amministrazione di appartenenza è richiesto solo in alcuni casi mentre precedentemente era sempre necessario. 
 
Attualmente è richiesto l’assenso dell'amministrazione di appartenenza:

  • nel caso di posizioni dichiarate motivatamente infungibili dall'amministrazione cedente;
  • per il personale assunto da meno di tre anni o qualora la mobilità determini una carenza  di organico superiore al 20 per cento nella qualifica corrispondente a quella del richiedente;
  • per il personale delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale;
  • per il personale degli enti locali con un numero di dipendenti a tempo indeterminato non superiore a 100. 

Al  personale  della scuola continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti  in  materia.
E' fatta salva la possibilità di differire, per  motivate esigenze organizzative, il passaggio diretto del dipendente fino ad un massimo di sessanta giorni dalla ricezione dell'istanza di passaggio diretto ad altra  amministrazione. 
Le  amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e fino all'introduzione di nuove  procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per il trasferimento  tra le sedi centrali di differenti ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali non è richiesto
l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale dispone  il trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l'amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti  superiore all'amministrazione  di  appartenenza.
In generale possiamo dire che la normativa tende a valorizzare ed incentivare l’istituto della mobilità volontaria. Infatti, l'art. 5, comma 1 - quater della Legge n. 43 del 31 marzo 2005 ha modificato l’art. 30 del decreto legislativo n. 165/2001 introducendo il comma 2 bis che impone a tutte le amministrazioni pubbliche, compresi gli enti locali, di attivare le procedure di mobilità prima di espletare i concorsi per la copertura di posti vacanti. Le amministrazioni, in via prioritaria, devono provvedere all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento è disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell'area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza.
La circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 4/2008, sottolinea che il quadro normativo generale è caratterizzato da un particolare favore per l’istituto della mobilità quale strumento per conseguire una più efficiente distribuzione organizzativa delle risorse umane nell’ambito della pubblica amministrazione con significativi riflessi sul contenimento della spesa pubblica, nonché sull’effettività del diritto al lavoro quale diritto costituzionalmente garantito.

Dipendenti vittime di violenza di genere
L’art. 30 comma 1-ter del Decreto legislativo 165/2001 prevede che la dipendente vittima di  violenza di  genere  inserita in specifici percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del comune  di  residenza, può presentare domanda di trasferimento ad altra amministrazione pubblica ubicata in un  comune diverso da quello di residenza, previa comunicazione all'amministrazione di appartenenza. Entro quindici giorni dalla suddetta comunicazione l'amministrazione di appartenenza dispone il trasferimento presso l'amministrazione indicata dalla dipendente, ove vi siano posti vacanti corrispondenti alla sua qualifica professionale. 

 
Mobilità d’ufficio
L’art. 30 – comma 2 del Decreto Legislativo n. 165/2021 prevede che i dipendenti possano essere trasferiti all'interno della stessa amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra amministrazione, in sedi collocate nel territorio dello stesso Comune o a distanza non superiore a 50 chilometri dalla sede cui sono adibiti.
A tal fine non si applica l'articolo 2103 del codice civile nella parte in cui prevede che il lavoratore “non può essere trasferito da una unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”.
Queste regole si applicano solo con il consenso dei lavoratori interessati nel caso di dipendenti con figli di età inferiore a tre anni aventi diritto al congedo parentale o che usufruiscano dei permessi di cui all’art. 33 – comma 3 per assistere un familiare con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti.
 
N.B. - L’art 3 - comma 1 del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 75 ha modificato l’art. 30 – comma 2  del Decreto Legislativo 165/2001 prevedendo che la contrattazione collettiva può  integrare le procedure e i criteri generali che disciplinano sia la mobilità volontaria (art. 30,comma1) che il trasferimento d’ufficio (art. 30 – comma 2).
 
Mobilità compensativa o interscambio
L’art. 7 del D.P.C.M. n. 325 del 5 agosto 1988 prevede la possibilità di uno scambio di dipendenti della p.a., anche di diverso comparto, purchè esista l'accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti posseggano un corrispondente profilo professionale, ovvero svolgano le medesime mansioni.  Anche in caso di identico mansionario e di identico comparto, è sempre necessario il nullaosta da parte dell'amministrazione di appartenenza.Si sottolinea, inoltre, che in questo caso, a differenza della mobilità volontaria, la normativa indica non solo una parità di qualifica, ma anche di profilo professionale.

Infine presentiamo alcune tipologie di trasferimento che hanno un carattere provvisorio come l’assegnazione temporanea del lavoratore genitore di un figlio minore di tre anni o un carattere straordinario ed eccezionale come nel caso del comando o distacco. In tutti questi casi, infatti, non vi è un trasferimento definitivo come avviene con la mobilità.
 
Assegnazione temporanea del lavoratore genitore di un figlio minore di tre anni.
Una ulteriore opportunità è offerta dalla legge n. 350/2003 che intende agevolare il “riavvicinamento familiare” dei genitori con figli minori di tre anni. Infatti l’art. 3 – comma 5 della legge n. 350/2003, ha modificato il Decreto Legislativo 151/2001 introducendo l’art. 42/bis dove si prevede che il genitore, con figli minori fino a tre anni, dipendente di amministrazioni pubbliche può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa. Sul punto si rinvia alla specifica scheda di approfondimento https://www.superabile.it/cs/superabile/lavoro/altre-agevolazioni/agevolazioni-lavorative/20190425e-ricongiungimento-familiare-genitori-di-figli-minori-.html
 
Comando e Distacco
Il comando è un istituto previsto dall’art. 56 del D.P.R. n. 3/57 modificato dalla Legge n. 127/97. Con il comando l’impiegato pubblico viene destinato, temporaneamente e per sopperire ad esigenze eccezionali dell’amministrazione richiedente, ad un’altra amministrazione o ente pubblico diverso da quello di appartenenza. Il comando è disposto, per tempo determinato e in via eccezionale, per riconosciute esigenze di servizio o quando sia richiesta una speciale competenza. La Legge n.127/97 ha semplificato il procedimento prevedendo che in attesa dell’adozione del provvedimento formale può essere concessa, da parte dell’amministrazione di appartenenza, l’immediata utilizzazione del dipendente presso l’Amministrazione richiedente.
La utilizzazione temporanea del dipendente pubblico presso un ufficio diverso da quello che costituisce la sua sede di servizio viene definita come distacco. L’istituto non è previsto dalla legislazione del pubblico impiego, ma ha comunque una certa diffusione. Si distingue dal comando proprio perché l’impiegato non viene destinato ad altra amministrazione, ma viene temporaneamente assegnato ad un ufficio, diverso, della stessa amministrazione di appartenenza.
 
IMPORTANTE
Gli istituti che abbiamo descritto sono disciplinati, oltre che dalla legge, dai contratti di lavoro. Pertanto è importante verificare le specifiche previsioni dei contratti di lavoro. A titolo esemplificativo citiamo il caso della scuola. Infatti, i criteri e le modalità per attuare la mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale del personale della scuola sono definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale.
 
Normativa di riferimento
  • D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3: “Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato”;
  • D.P.C.M. 5 agosto 1988, n. 325: “Procedure per l'attuazione del principio di mobilità nell'ambito delle pubbliche amministrazioni”;
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate";
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 26 giugno 1992, n. 90543/7/448: Applicazione degli articoli 22 e 33 della legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104). Criteri illustrativi”;
  • Legge 15 maggio 1997, n. 127: "Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo";
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151: "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165: "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche";
  • Legge 24 dicembre 2003, n. 350: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2004);
  • Legge 31 marzo 2005, n. 43: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280";
  • Legge 24 dicembre 2007, n. 244: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)";
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 18 aprile 2008, n. 4: “Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) - Linee guida ed indirizzi in materia di mobilità”;
  • Decreto Legge 9 giugno 2021, n. 80: “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del piano nazionale di ripresa resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia” convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2021, n. 113.


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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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