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Formazione e white list, così l'Emilia-Romagna aumenta la sicurezza sul lavoro

Accordo con le parti sociali. Anche un giro di vite su false cooperative e false srl e interventi mirati nei settori dove gli incidenti sono più frequenti. Bonaccini: "Siamo primi, il futuro governo ci segua"

14 settembre 2022

BOLOGNA - Formazione già nelle scuole, estensione delle white list a tutto il sistema delle imprese, giro di vite su false cooperative e false srl, interventi mirati nei settori dove gli incidenti sono più frequenti come, agricoltura, logistica ed edilizia. L'Emilia-Romagna stringe i bulloni sul tema della sicurezza e sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro, nonostante nell'ultimo anno si sia registrato un calo delle morti bianche (19 al 31 agosto 2022 contro le 34 avvenute del 2021). Lo fa sottoscrivendo un nuovo accordo con le parti sociali e le istituzioni già firmatarie del Patto per il lavoro e per il clima che introduce nuovi strumenti per ridurre al minimo il rischio di incidenti nelle aziende e nei cantieri della regione. "Non è un testo banale, ha diversi punti innovativi. La firma di categorie, sindacati e Istituzioni non ha precedenti nel Paese. Non abbiamo la pretesa che con questo atto finiranno gli infortuni, ma certo l'obiettivo è di ridurre moltissimo l'impatto degli infortuni nei luoghi di lavoro, a partire da tre settori più fragili: logistica, agricoltura e costruzioni", spiega l'assessore alle Attività produttive e al Lavoro, Vincenzo Colla. L

'accordo prevede l'avvio, d'accordo con l'Ufficio scolastico regionale, dei percorsi di formazione per i ragazzi già in classe, un piano straordinario di alfabetizzazione alla lingua italiana per i lavoratori migranti (spesso giovani e con un'incerta conoscenza della lingua italiana, per comprendere i propri diritti e doveri, i contesti organizzativi e i rischi connessi), l'assunzione di nuovi ispettori, utilizzo delle risorse provenienti da sanzioni per finanziare la prevenzione.

Tra le misure concordate anche l'istituzione di un nuovo Nucleo interforze e la sperimentazione di presìdi fissi nei siti e distretti strategici per una vigilanza che coordini tutti i soggetti in campo, per incrementare la quantità e la qualità degli interventi ispettivi. La Regione vuole anche avere la garanzia di una tempestiva attuazione agli adempimenti in materia di formazione obbligatoria dei lavoratori, attribuendo particolare attenzione all'addestramento, da realizzare subito dopo l'inserimento nell'organizzazione del lavoro e prima di iniziare a svolgere l'attività lavorativa. Insomma, mai più incidenti dopo assunzioni-lampo per l'impreparazione dei lavoratori impiegati in mansioni rischiose. "La sanità pubblica collabora attivamente grazie a uno strumento che già possiede, il piano di prevenzione 2021-2025 concentrato prevalentemente nei settori delle costruzioni, della logistica e dell'agricoltura. Noi abbiamo fatto molte ispezioni nel 2021, 17.000: siamo quasi all'8% delle aziende contro il 5% richiesto dalla normativa dallo Stato", rivendica l'assessore alla Salute, Raffaele Donini. "Questo è un grande risultato: trovate una altra Regione che l'abbia sottoscritto con altre parti sociali", sfida il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Non vogliamo la definizione di modello, abbiamo difetti, ma c'è un modo di essere Emilia-Romagna: quel modo è che nessuno può mettere in discussione la scelta di voler condividere le questioni più delicate con le parti sociali, che talvolta hanno interessi contrapposti", rivendica il governatore.

"Siamo riusciti a mettere insieme decine di parti sociali: spero che questo diventi patrimonio a livello nazionale, mi auguro che venga guardato da chi governerà il Paese, chiunque sia, come il patrimonio di una terra manifatturiera, con la maggior crescita italiana, il maggior export pro-capite, in cui la cultura del lavoro e delle imprese è forte. Abbiamo bisogno do proveddimenti nazionali più incisivi e questa può essere una piattaforma per dare un contributo di proposte e di idee", scandisce Bonaccini. In effetti, l'accordo prevede che dalla via Emilia si vada in pressing sul governo per promuovere un'azione di riforma legislativa nazionale finalizzata a evitare il dumping sociale sostenendo le imprese virtuose. L'accordo prevede inoltre di istituire Tavoli provinciali sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per dare attuazione in tutti i territori agli obiettivi e alle azioni condivise e garantirne omogeneità a livello regionale, definendo allo stesso tempo azioni specifiche per distretti o filiere territoriali. Misure che verranno potenziate per quanto riguarda logistica, agricoltura, costruzioni. In particolare, la sperimentazione di presidi fissi interforze nei siti e distretti strategici, per interventi ispettivi costanti e per prevenire tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata e fenomeni di caporalato.

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