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Infortuni gravi o mortali, l’importanza del sostegno psicologico e l’impegno di Inail

All’Auditorium dell’Inail il seminario "Accanto a te" organizzato da SuperAbile Inail per discutere degli interventi di carattere psicologico e relazionale a favore degli infortunati e dei loro familiari: un’occasione di confronto di esperienze sulla linea della omogeneità sull’intero territorio nazionale

19 luglio 2022

ROMA - Un infortunio come un evento imprevisto che rompe il percorso di vita personale, l’impatto emotivo che genera, l’importanza dell’ascolto, la necessità di un’assistenza non solo di carattere fisico e sanitario ma anche psicologico e relazionale, l’allargamento del fronte dell’assistenza garantita dall’Inail alle vittime di un incidente e ai loro familiari. Sono questi i punti nevralgici che sono stati approfonditi nel corso di “Accanto a te – L’intervento dell’Inail a sostegno di lavoratori e familiari negli infortuni gravi e mortali”, tenutosi martedì 19 luglio 2022 all’Auditorium Inail di piazzale Giulio Pastore a Roma.
 
Durante il seminario, organizzato dal nostro contact center SuperAbile Inail, sono stati presentati strumenti, destinatari e interventi messi in campo dall’Istituto: un’occasione di confronto preziosa, con il contributo fondamentale di alcune Direzioni regionali Inail, per attivare un’officina aperta all’analisi delle problematiche riscontrate, alla risoluzione delle stesse e alla standardizzazione delle buone pratiche per rendere il servizio fruibile in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.
 
“Il punto di partenza di questo nostro confronto - ha esordito in apertura Antonella Onofri, Direttore centrale Prestazioni socio-sanitarie di Inail - è la consapevolezza dell’infortunio come di un evento drammatico, inaspettato e improvviso, che sconvolge la vita e causa la necessità di ridefinire il proprio progetto di vita su basi diverse”. “È da qui - ha proseguito - che sorge l’esigenza di intervenire con modalità di sostegno che siano le più tempestive possibile”. Onofri ha ricordato che già da tempo, e in particolare dal Regolamento datato 2011, l’Inail si preoccupa di garantire un sostegno psicologico in aggiunta alla tradizionale funzione di tutela economica e sanitaria. ”Questo approccio è stato ulteriormente potenziato con l’entrata in vigore - ha aggiunto Onofri - del nuovo Regolamento per l’erogazione degli interventi per il recupero funzionale della persona, per l‘autonomia e per il reinserimento nella vita di relazione, che si pone l’obiettivo del recupero dell’integrità psico-fisica nella maniera più ampia possibile con una presa in carico di tutte le dimensioni coinvolte”. Un impegno sempre maggiore quindi da parte dell’Istituto con un ampliamento della tutela dei destinatari e delle modalità di erogazione degli interventi”. Con un’attenzione da rimarcare: quella di garantire la necessaria omogeneità di trattamento su tutto il territorio nazionale.
 
L’impegno dell’Istituto su questi temi è stato rimarcato anche dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, che ha ricordato la questione dell’uniformità di interventi sul territorio e dell’attenzione posta su tutti gli infortunati e i tecnopatici e sulle loro famiglie. Anche Bettoni ha ricordato l’importanza del nuovo Regolamento: “Cerchiamo di essere sempre più vicini alle persone, e fondamentale è in questo la figura degli assistenti sociali, che fanno sì che l’Istituto porti la dovuta vicinanza; è questa la missione sociale dell’Istituto e noi lavoriamo e lavoreremo ancora per le persone, per le imprese e i lavoratori”.
 
Le linee di azione principali da attuare sono state al centro dell’intervento di Guglielmo Loy, presidente del Consiglio indirizzo e vigilanza (Civ) di Inail: “È importante - ha affermato - che venga implementata non solo l’azione della prima cura ma anche l’accompagnamento alle persone colpite da infortunio, allargando il fronte di aiuto, sostegno e assistenza, di presa in carico innovativa e moderna. Già nell’ultima relazione programmatica del Civ c’era una specifica richiesta di intervento inerente al tema della presa in carico e all’erogazione delle prestazioni. In tal senso - ha precisato - si dovrebbe andare verso una definizione chiara all’interno dell’Istituto del livello essenziale delle prestazioni nell’ambito dell’accompagnamento post trauma”. “Oggi - ha detto ancora Loy - ci sono troppe differenze territoriali, dovute alle risorse umane necessarie per svolgere questo servizio: gli assistenti sociali sono pochi, gli psicologi a volte non sono presenti e si opera con convenzioni: crediamo che per le funzione che svolge l’Inail ci vogliano investimenti seri e profondi per supportare questa funzione. E - ha concluso - valuteremo gli effetti pratici del nuovo Regolamento”.
 
Sull’importanza dei contributi giunti dalle Direzioni regionali ha insistito Pamela Maddaloni, dirigente della Direzione centrale Prestazioni socio-sanitarie di Inail: “Come Inail abbiamo il vantaggio, rispetto al servizio sanitario che è diviso in 21 regioni e province autonome, di essere un tutt’uno, e con la collaborazione delle strutture territoriali è importante avere una restituzione delle attività che vengono svolte. L’obiettivo - ha precisato - è quello di prestare una maggiore attenzione al sostegno psicologico per mettere a sistema un percorso omogeneo: non si tratta di appiattire gli interventi o di standardizzare l’assistenza, che è e resta personalizzata, ma si tratta di porsi l’obiettivo di arrivare a delle modalità comuni di azione”. Il fine è il benessere delle persone, fornire un sostegno che sia utile alla vita di relazione.
 
Nel corso dell’evento si è dato così spazio agli interventi di Paola Perini, psicologa e psicoterapeuta che lavora in neuroriabilitazione da molti anni con un’esperienza specifica con persone che hanno una neurodisabilità acquisita; di Roberta Lisi, giornalista di “Collettiva”, piattaforma web CGIL sui temi del lavoro; e poi gli interventi provenienti dalle diverse Direzioni regionali Inail. Sono intervenuti Fabiola Ficola, direttore regionale Emilia-Romagna, Enza Scarpa, direttore regionale Veneto; Anna Maria Pollichieni, direttore regionale Toscana; Giuseppe Gigante, direttore regionale Puglia. Insieme a loro sono intervenuti anche alcuni vicari, funzionari amministrativi o socio-educativi: Mariolina Purificato dall’Emilia Romagna, Tobias Voltan da Veneto e Luisa Favilli dalla Toscana. Uno sguardo alle esperienze italiane e internazionali di supporto all’impiego è stato fornito da Angelo Fioritti, psichiatra e presidente del Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale.
 
Al termine del corposo numero di interventi le conclusioni sono state affidate al direttore generale di Inail, Andrea Tardiola. “È stata - ha detto - una giornata di lavoro per l’Istituto, partita da due parole chiave come estensione e uniformità. Dobbiamo essere attenti a maneggiare l’idea di uniformità: ciò che è emerso oggi è una differenziazione delle nostre attività territoriali che dobbiamo riconoscere, accompagnare e saper utilizzare anche in quei territori nei quali Inail ha maturato una minore consapevolezza”.
 
“In questa intensa giornata di lavoro la discussione che abbiamo fatto dà un’indicazione importante sulla possibilità di estensione di questa policy dell’Istituto: dobbiamo essere attenti a maneggiare l’idea di uniformità dei nostri comportamenti perché quello che è emerso oggi è una differenziazione importante delle nostre attività territoriali che dobbiamo riconoscere, accompagnare e sapere utilizzare anche in quei territori nei quali Inail ha maturato una minore consapevolezza. In questo senso dobbiamo capire quali possono essere le leve che la Direzione generale dell’Istituto può attuare a supporto di queste esperienze per rinforzarle ed esportarle in altri territori”.
 
Tardiola ha messo in guardia: “Non è un terreno facile questo nel quale ci stiamo spingendo: anche il tema dell’uniformità per noi è un rischio perchè quando approcciamo il tema dell’uniformità lo facciamo da burocrati quali siamo, cioè con un approccio normativo, di tipo regolatorio, e invece la discussione fatta oggi fa leva sulle differenze nella qualità delle esperienze dei territori: è un terreno che ci obbliga a ripensare il modo in cui profiliamo la platea di riferimento”. Per Tardiola “dobbiamo imparare a stratificare meglio i nostri interventi”, affinché sia l’Istituto per primo a conoscere la popolazione e a cercare attivamente il contatto con le persone infortunate e le loro famiglie. Per una stratificazione c’è bisogno - ha ricordato Tardiola - di numeri grandi, non bastano le poche decine di casi di una singola regione”.
 
Il direttore generale Inail ha poi fatto riferimento all’idea di attivare una discussione nazionale con gli Ordini professionali, anche legata al reperimento di nuovi professionisti, che come è stata attuata con dei bandi su base regionale può essere fatta anche su base nazionale. Una interlocuzione con gli Ordini utile anche sulla leva dell’aggiornamento delle competenze professionali: “Su questo Inail può avanzare una proposta”, ha concluso.

È possibile rivedere il seminario su www.inail.it.

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