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Scuola, a Bologna cambia l'appalto per i disabili e insorgono 120 lavoratori

Bagarre a Casalecchio, "L'unica certezza che abbiamo è l'incertezza. Nessuno conosce i progetti ed il futuro di educatrici ed educatori, ridotti ancora una volta a pacchi da spostare da una coop all'altra"

22 giugno 2022

ROMA - "Ancora una volta il meccanismo degli appalti" sul servizio di integrazione scolastica dei disabili, "gestito da Asc e dal Comune di Casalecchio senza una logica apparente che tuteli la continuità educativa, la qualità del servizio e la dignità di lavoratori e lavoratrici, produce competizione per il mercato dei servizi sociali, distrugge tessuto sociale, attacca salari e diritti, mina i rapporti solidali che le nostre comunità faticosamente costruiscono nella relazione". Risultato: "Ad oggi l'unica certezza che abbiamo è l'incertezza. Ad oggi nessuno sa come ripartiranno i servizi di integrativa scolastica a settembre, nessuno conosce i progetti ed il futuro di educatrici ed educatori, ridotti ancora una volta a pacchi da spostare da una coop all'altra". E' un duro sfogo quello che arriva da Casalecchio, Comune alle porte di Bologna, da educatrici ed educatori dell'appalto dell'Asc Insieme dopo la scoperta che la gara per il servizio per l'integrazione scolastica del distretto di Casalecchio e dell'Unione dei Comuni Reno Lavino Samoggia ha visto vincere una cooperativa sociale di Pavia, "che non ha legami con il territorio e che quindi dovrebbe 'costruire' il servizio che ha vinto partendo da zero", scrivono i lavoratori in un documento-appello che lancia un'assemblea pubblica per martedì 28 giugno alle 18 davanti al municipio per parlare della situazione che si è venuta a creare. Ovvero: "Non sappiamo quanti di noi e a quali condizioni verranno ricollocati dalle attuali cooperative e quanti e a quali condizioni saranno invece costretti, per non perdere il lavoro, a passare alla nuova cooperativa".

I lavoratori dell'appalto ricordano che "una decina d'anni fa, a causa del fallimento del consorzio che lo gestiva e dei tagli introdotti dall'amministrazione di Asc Insieme, il servizio scolastico fu seriamente destabilizzato, e come lavoratrici e lavoratori al servizio dei bambini disabili del territorio ci ritrovammo a dover combattere la nostra battaglia per rimettere in piedi il servizio. A distanza di dieci anni dopo aver ricostruito a fatica interventi e progetti a favore degli ultimi e delle famiglie che in difficoltà, ancora una volta veniamo scaricati e abbandonati in una logica tecnico-economica che ha a che fare con gli appalti e nulla con la qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori".

Questa "situazione intollerabile è figlia di una dinamica incentivata dal modello gestionale aziendalista di Asc Insieme, un'azienda che dovrebbe avere come obiettivo la tutela delle fragilità e invece taglia risorse ed incentiva la precarietà, appaltando in logiche di mercato che sono nemiche della qualità del servizio". E' passato un mese dall'aggiudicazione del bando ma senza "una riflessione di qualsiasi amministratore pubblico, non una presa di posizione di qualsiasi forza politica che si faccia carico del destino di circa 120 lavoratrici e lavoratori e dei bambini del servizio di integrazione scolastica". Per questo si muovono direttamente: con l'assemblea "per richiedere che questa partita non si giochi sulla pelle degli educatori e delle famiglie", per sollecitare "una presa di responsabilità pubblica", per invocare "continuità occupazionale e di reddito", ma anche per "garantire un servizio di qualità alle famiglie". Il tutto da discutere in "un confronto pubblico con Asc e Comune di Casalecchio" nell'intento di superare "la logica degli appalti e che i servizi sociali ritornino pubblici".

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