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Una fattoria sociale contro lo sfruttamento in agricoltura

In Sicilia, a Calascibetta  nascerà  la “Fattoria Sociale Del Welcome”. L’obiettivo è realizzare forme di accoglienza e inclusione socio-lavorativa per persone provenienti da paesi terzi

6 giugno 2022

PALERMO - La “Fattoria Sociale Del Welcome” di Calascibetta è un’azione pilota contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Si tratta di una delle cinque iniziative di co-housing e co-produzione finalizzate alla realizzazione di progetti pilota di agricoltura sociale innovativa che si realizzeranno mediante l’avvio di nuove imprenditorialità quali forma di accoglienza e inclusione socio-lavorativa di persone provenienti da paesi terzi per il contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.
La nuova realtà viene portata avanti da una partnership composta da un’associazione Temporanea di Scopo costituita dall’associazione coordinamento regionale volontariato e solidarietà “Luciano Lama” (capofila del progetto), la Società cooperativa “Incastri Creativi” di Palermo, il Consorzio Sale della Terra di Benevento, la Euroconsult di Enna, l’associazione Centro Studi Aurora di Santa Flavia (Pa), Mediter Italia e il Comune di Calascibetta.
 
Il progetto è finanziato dalla Regione Siciliana, assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Ufficio Speciale Immigrazione nell’ambito del progetto “Progetto P.I.U.Su.Pr.Eme. (Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento), co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione e dall’Unione Europea, PON Inclusione Fondo Sociale Europeo 2014-2020. 
 
Nei giorni scorsi è avvenuta la conferenza stampa di presentazione. Tre i terreni nei quali si andrà a realizzare un piccolo frutteto, si coltiveranno piante e fiori ornamentali ma anche ortive da destinare alla vendita dei privati e/o alle mense del Comune, insieme all’allevamento di galline ovaiole per la produzione e vendita di uova. 
 
"Abbiamo immaginato il concetto di solidarietà in maniera trasversale - spiega Michele Sabatino, presidente dell’associazione 'Coordinamento regionale volontariato e solidarietà Luciano Lama' - perché c’è bisogno di solidarietà qui, nei confronti dei migranti o degli autoctoni, come in Bosnia, in Madagascar o in Algeria. La nostra associazione cerca di fare con grande umiltà un lavoro sui valori della giustizia sociale, del contrasto allo sfruttamento, anche perché crediamo che la questione immigrazione vada affrontata in  una visione più ampia e globale. Aiutare chi viene a costruirsi da noi una vita é un dovere morale, ma anche una necessità economica perché stiamo vivendo un preoccupante spopolamento di quartieri rurali e popolari, qui come anche a Palermo. L’immigrazione è ricchezza se la sappiamo valorizzare, se sappiamo fare bene integrazione con progetti di utilizzo dei nostri territori, creando vera impresa”.
 
I beneficiari del progetto saranno persone vulnerabili e con fragilità sociale provenienti dai Paesi Terzi: vittime di sfruttamento e caporalato, lavoratori sottopagati a cottimo, donne sfruttate, braccianti agricoli e precari. A 20 di loro sarà rivolta un’intensa attività di formazione teorico-pratica sulla filiera agricola sostenibile, l’export, la commercializzazione digitale dei prodotti e sulla gestione delle fattorie sociali. Un percorso formativo, concluso il quale andranno a costituire una cooperativa che raccoglierà le due migliori proposte sulle tematiche attinenti ai processi di agricoltura sociale innovativa, presentate dagli stessi beneficiari.
 
"E' grande la soddisfazione nel partecipare a questo progetto – ha detto il sindaco di Calascibetta, Pietro Capizzi - ma la storia di questa fattoria sociale nasce più lontano, nel momento in cui 4 anni fa abbiamo deciso di approvare la delibera del progetto dello Sprar. Fu allora che mi fecero trovare un mazzo di crisantemi sul cofano della macchina, ma era un progetto di accoglienza a misura d’uomo quindi non abbiamo arretrato di un passo. Il percorso che parte fa un salto di qualità perché, a distanza di 4 anni, la popolazione ha capito quello che volevamo fare; infatti oggi non c’è più quell’ostracismo e quel mantenere le distanze da chi non è della nostra stessa nazionalità".
 
“Il Welcome entra in questo progetto - spiega Angela Natoli, presidente della cooperativa 'Incastri Creativi', ma anche referente del Consorzio “Sale della Terra” - perché i soggetti fragili e svantaggiati  costituiscono la centralità del pensiero di 'Sale della Terra' che ha ispirato questo partenariato e questa progettazione. 'Incastri creativi', per esempio, é costituita da me e da due ragazzi che hanno fatto il viaggio della morte sui barconi. Quando è uscito questo bando abbiamo visto che c'erano tutti gli ingredienti: un piccolo comune come Calascibetta e ciò che la 'Rete dei piccoli Comuni del Welcome' vuole contrastare e cioè lo spopolamento, la presenza di giovani migranti che possono trovare nel territorio servizi di prossimità mettendo radici e insediandosi".
 
"Conduco da solo un anno questo ufficio alle dirette dipendenze dell'assessore  – afferma Michela Bongiorno, dirigente dell’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana - ; abbiamo fatto tanto ma ritengo che oggi ci sarebbe bisogno di un dipartimento che si occupi di una materia che è veramente  trasversale. Quando ci si occupa di materie sociali, il collegamento col territorio è imprescindibile. Credo molto in questa iniziativa che è una delle 7 che abbiamo finanziato partendo dalle 5 previste inizialmente e che abbiamo dovuto incrementare per il successo che ha avuto: tre si trovano nella provincia di Catania, due di Enna, uno a Ragusa e un altro a Palermo. I progetti di agricoltura sociale sono fondamentali e per noi importantissimi perché un ragazzo che sbarca fa un percorso attraverso l'accompagnamento previsto dai nostri progetti, per poi essere avviato alla vera integrazione ". "Vi sono linee specifiche di finanziamento legate al ripopolamento dei borghi – ha detto infine Severino Richiusa, funzionario dello stesso assessorato regionale - ma con un taglio in direzione dell'immigrazione, con decine di milioni di euro destinati a questi obiettivi. Forse saremo noi, come ufficio speciale immigrazione, i titolari di questa linea per dare continuità a iniziative che offriranno un ulteriore supporto ai territori che si vanno svuotando, invecchiando e non hanno più la manodopera per le terre".

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