SuperAbile







Lavoro, il patronato Acli di Bologna: boom di infortuni, e forse sono sottostimati

Le denunce nei primi due mesi del 2022 sono state 121.994 (+47,6%), 114 i morti (+9,6%). Il presidente Diaco: "Se il trend proseguisse così avremmo una situazione di estrema gravità"

26 aprile 2022

BOLOGNA  - Le denunce di infortunio sul lavoro rilevate dall'Inail nei primi due mesi del 2022 sono state 121.994, il 47,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, 114 delle quali con esito mortale (+9,6%). E in Emilia-Romagna si parla di 12.695 infortuni (11.519 durante il lavoro e 1.176 negli spostamenti per attività professionale): le denunce in regione, rispetto al 2021, sono cresciute così di oltre 2.000 unità, +20,3%. Le morti bianche denunciate in regione sono state 11 (otto sul posto di lavoro e tre in itinere), uno in meno rispetto ai primi due mesi del 2021 (-8,3%). A livello nazionale inoltre sono in aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 8.080 (+3,6%). Una sfilza di dati che preoccupa il Patronato Acli di Bologna per due motivi.

Il primo: "Se il trend fosse confermato- avverte il presidente del Patronato Acli di Bologna, Filippo Diaco- anche nei prossimi mesi ci troveremmo davanti ad una situazione di estrema gravità e complessità, per la quale anche le politiche di prevenzione fin qui adottate evidenziano la propria inefficacia a contenere il fenomeno degli infortuni e delle tecnopatie nel nostro Paese". Le cui cause "sono sicuramente molteplici e anche conseguenza della riapertura totale delle attività, a partire da quelle produttive, ma probabilmente con condizioni differenti rispetto al pre-pandemia". Il secondo motivo di allarme è dovuto al fatto che "da quanto rileviamo dagli sportelli del Patronato- continua Diaco- i numeri reali sono più alti a causa delle mancate segnalazioni. L'assenza delle denunce e segnalazioni diventano una mancata tutela dei diritti. Lo ribadiamo: la tutela della salute nell'ambito del lavoro è un diritto che va esercitato senza alcuna remora".

Secondo Diaco, "occorre strutturare in modo organico e costante il coinvolgimento di tutta la rete di soggetti possibili, per la diffusione costante dei principi della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di raggiungere una maggior consapevolezza, sia tra i datori di lavoro che tra i lavoratori: la sicurezza di tutti è responsabilità di ognuno".

La proposta del Patronato Acli è quella di creare "una nuova cultura della prevenzione, che deve accompagnare le aziende in un percorso virtuoso anche con incentivi economici in particolar modo verso quelle imprese che investono in sicurezza". L'investimento in sicurezza "significa anche maggiore produttività aziendale, mentre il fenomeno degli infortuni e delle malattie sul lavoro sono un costo diretto e indiretto per tutta la società e di ostacolo alla crescita del Pil". Con queste premesse e il pressing per "un cambio di passo", il Patronato Acli coglie l'occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, il 28 aprile, per lanciare "una azione diffusa di sensibilizzazione verso la cultura della cura sul lavoro, promuovendo dialoghi fra le diverse sedi, nei luoghi del lavoro, nei canali social, raccontando e condividendo i buoni comportamenti e anche le cattive abitudini e le azioni da abbandonare. E poi diffondendo la cultura della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso campagne specifiche di informazione e svolgendo presso gli sportelli tutti i servizi di assistenza per la tutela dei lavoratori necessari per ottenere ciò che spetta loro di diritto".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati