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Il 15% dei lavoratori domestici è ucraino. “La crisi avrà pesanti ripercussioni”

Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico): “La crisi ucraina potrebbe avere delle ripercussioni sul sistema di welfare e assistenza familiare anche del nostro Paese”. Gli Ucraini in Italia sono 236 mila e rappresentano il 5% del totale degli stranieri. Si tratta nella maggior parte di casi (77,6%) di donne in età lavorativa

7 febbraio 2022

ROMA – “La crisi ucraina potrebbe avere delle ripercussioni sul sistema di welfare e assistenza familiare anche del nostro Paese”. Ad affermarlo è Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico). Che aggiunge: “La presenza di cittadini ucraini (quasi l’80% donne) in Italia vede infatti il 15% di essi impiegati come lavoratori domestici”.
Come riportato nel terzo Rapporto sul Lavoro Domestico dell’Osservatorio Domina, l’Italia è il primo Paese europeo per presenza di cittadini ucraini, il 15% di tutti i lavoratori domestici è ucraino (92.160), è quindi il lavoro di cura (il fenomeno “badanti”) ad attrarre questi lavoratori.
“In base ai dati Eurostat disponibili, il 28% dei residenti ucraini in Europa risiede nel nostro Paese - continua Domina -. In particolare il 77% degli immigrati ucraini si concentra in quattro nazioni: Italia (28,6%), Rep. Ceca (17,9%), Germania (16,7%) e Spagna (13,5%)”.
Non solo: “I dati Istat riportano come al 2021 gli Ucraini in Italia siano 236 mila e rappresentano quasi il 5% del totale stranieri. Si tratta nella maggior parte di casi (77,6%) di donne in età lavorativa. Infatti, l’analisi della classe d’età evidenzia come la maggior parte della popolazione ucraina abbia tra i 15 ed i 64 anni (80,4%), mentre i bambini siano minoritari (8%), così come gli anziani (11,6%). Si tratta quindi di immigrati in età lavorativa che prediligono il nostro Paese – afferma il sindacato -. Inoltre, la forte componente femminile evidenzia un altro aspetto: sono le donne ad arrivare in Italia per lavorare. La spiegazione di questi dati demografici è data dalla tipologia di lavoro scelto, nel 65% dei casi nei servizi alle persone”.

Gli ucraini nelle regioni italiane

A livello regionale, il 23% degli Ucraini risiede in Lombardia, segue la Campania con il 17,4% e l’Emilia Romagna (14,1%). “Ma se consideriamo l’incidenza sul totale stranieri residenti, la comunità in Campania è decisamente notevole visto che in questa area il 16,5% degli stranieri ha cittadinanza ucraina – afferma -. Tutte le regioni hanno una maggiore prevalenza femminile”.
La Provincia di Napoli presenta la più alta numerosità di cittadini ucraini (22 mila), seguita da Milano (19,6 mila) e Roma (19,6 mila). Napoli si conferma anche come la città in cui l’incidenza di questa popolazione è maggiore rispetto alla presenza straniera in provincia (17,2%), seguita da Caserta (16,8%) e Salerno (15,0%).
La mappa per provincia della distribuzione della popolazione Ucraina in Italia, evidenzia come in tre provincie, Napoli, Milano e Roma siano concentrati il 26% di tutti i residenti con cittadinanza ucraina in Italia (61 mila).
Domina sottolinea che nella maggior parte dei casi questi cittadini hanno un permesso di lungo periodo (78%), si tratta quindi di una popolazione stabile in Italia. “Infatti, solo 2 Ucraini su 10 hanno un permesso in scadenza. Gli ingressi nel 2020 sono stati oltre 3 mila, valore dimezzato rispetto agli anni precedenti probabilmente a causa della pandemia Covid. Il motivo principale degli ingressi resta il ricongiungimento familiare, solo nel 12,6% dei casi il permesso è lavorativo”.
I dati sull’occupazione (2019) evidenziano un tasso di occupazione totale nettamente superiore alla popolazione sia degli italiani che degli stranieri residenti.
“Ad essere particolarmente elevato è il tasso di occupazione femminile, oltre 66 donne su 100 lavorano. Mentre il tasso di occupazione del genere maschile è nettamente inferiore a quello degli altri stranieri e degli italiani. E come già annunciato è il settore di occupazione a portare queste differenze; il 65% degli occupati ucraini in Italia trova impiego nei servizi pubblici, sociali ed alle persone”.
I dati INPS relativi al 2020 riportano come l’Ucraina sia la terza nazionalità per numero di domestici in Italia. Il 14,6% dei domestici è infatti proveniente dall’Ucraina e, fatta eccezione per l’Italia, solo la Romania ha risultati maggiori (157 mila). “È da ricordare che i romeni presenti nel nostro paese sono oltre 1 milione, circa 5 volte di più rispetto agli Ucraini. I lavoratori domestici di provenienza dall’Ucraina sono nella maggior parte dei casi badanti”.
Un altro elemento caratterizzante per questa popolazione è l’aiuto che riescono a dare ai paesi di origine sotto forma di rimesse. Nel 1° semestre 2021 hanno inviato in Ucraina 141 milioni di euro. L’Ucraina è il 10° Paese per volume delle rimesse nel primo semestre 2021. Rapportando rimesse e popolazione, l’Ucraina ha un valore leggermente più basso della media pro-capite delle altre comunità.

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