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Negoziante sorda chiude la sua merceria: “Impossibile capire i clienti con la mascherina”

La storia di Mariarosa Ziglioli, titolare di “Per filo e per sogno” di Cremona. Sorda da 38 anni, da 30 gestisce la merceria. Con la pandemia è diventato sempre più difficile lavorare. L'annuncio su Facebook e i messaggi di solidarietà dei tanti clienti, che non si erano mai resi conto che fosse sorda

3 febbraio 2022

CREMONA - Molti clienti, anche quelli storici, non si sono mai accorti della sua sordità. Diventata sorda 38 anni fa, Mariarosa Ziglioli da oltre 30 gestisce un negozio di merceria, “Per filo e per sogno” a Cremona. La sordità ha cambiato la sua vita, “ma diciamo che sono stata brava ad accettarla e modificarla -racconta-. Come tutte le persone sorde oltre agli apparecchi ho imparato a leggere il labiale e così sono riuscita a rendere la mia vita lavorativa e sociale abbastanza normale”. Ma con l'arrivo della pandemia per Mariarosa Ziglioli la vita quotidiana e lavorativa è diventata quasi impossibile. Dal 17 maggio 2020 con l'obbligo della mascherina è diventato per lei difficilissimo capire i clienti. Uno stress che l'ha portata a decidere di chiudere la sua attività. “Paura di non capire (infatti non comprendo se non al 50%) -scrive in un post su Facebook per spiegare la sua scelta-. Paura di essere derisa (non sono mancati gli episodi). Se fosse stato per il mio stato d'animo avrei chiuso a dicembre 2021, ma la mia correttezza verso tutte le aziende con le quali ho lavorato per tanti anni ho deciso per ottobre”. Il problema, assicura, non è quindi di carattere economico, il negozio nonostante tutto va bene (ha anche una dipendente).

La scelta di Mariarosa Ziglioli ha suscitato scalpore e sul suo profilo sono fioccati i messaggi di solidarietà. Con tanti clienti che affermano di non essersi mai accorti della sua sordità. Mariarosa nel suo negozio indossa una mascherina trasparente, che però quasi nessuno usa (non solo tra i clienti della merceria, ma in generale in tutta Italia). Per ora sembra un problema senza soluzione. E nonostante i tanti messaggi che la invitano a non mollare, Mariarosa Ziglioli per ora non ha cambiato idea. “Ho bisogno di ritrovare la serenità che ho perduto -ci spiega-. Spero che tutto ciò serva a sensibilizzare la società. Noi quasi sette milioni di sordi siamo invisibili e tantissimi, mi creda, si vergognano del loro problema. Ma sa perché? La colpa è solo della società e delle istituzioni. Mi auguro che le generazioni future abbiano meno problemi”.

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