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Scuola, accertamento della disabilità: quando alcune Asl eccedono nell'interpretazione

Per l'accertamento ai fini dell'integrazione scolastica si applicano le norme per l'invalidità civile? Alcune Asl torinesi hanno optato per questa interpretazione, ma la decisione sta creando disorientamento. E anche al ministero che la ritiene "eccessiva", perché la legge 111/2011 si limita a prevedere che le commissioni siano integrate da un medico dell'Inps. Il punto del vicepresidente nazionale Fish, Salvatore Nocera

24 marzo 2012

di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale FISH

ROMA - Per l'accertamento della disabilità ai fini dell'integrazione scolastica si applicano le recenti norme sull'accertamento medico-legale dell'invalidità civile? Sembra che alcune Asl torinesi abbiano optato per questa interpretazione. È quanto riporta un articolo apparso sul quotidiano "La Stampa" lo scorso 8 marzo. La notizia sta creando disorientamento anche negli organi locali del ministero dell'Istruzione.

Il decreto 78/2009 convertito nella legge 102/2009 prevede all'articolo 20 per l'accertamento dell'invalidità civile che le commissioni medico-legali siano integrate da un medico dell'Inps. La norma ha introdotto inoltre una procedura telematica attraverso la quale il medico di famiglia richiede all'Inps un codice che permette all'interessato di fissare la visita (sempre on line). Si tratta di una procedura che finora ha riguardato gli accertamenti per l'invalidità civile e non della disabilità ai fini dell'integrazione scolastica.

La situazione è cambiata con la legge 111/2011 che ha previsto anche per l'accertamento della disabilità ai fini scolastici la presenza di un medico dell'Inps nelle commissioni. È questa la norma che ha fatto dedurre ad alcune Asl torinesi che l'intera procedura di accertamento, prevista dalla legge 102/2009, si applichi anche agli studenti disabili.

Se questa interpretazione fosse corretta, si verificherebbero le conseguenze denunciate dall'articolo del quotidiano "La Stampa": i medici torinesi chiedono un compenso di 60 euro per l'apertura delle pratiche e i tempi di accertamento contemporanei a quelli dell'invalidità civile slitterebbero impedendo alle famiglie di avere le certificazioni in tempo utile per le iscrizioni a scuole e per ottenere i docenti di sostegno e gli altri servizi necessari all'integrazione scolastica (assistenti per l'autonomia e la comunicazione, trasporto gratuito, ecc..).

Da parte mia, concordo con quanti anche al ministero per l'Istruzione ritengono che l'interpretazione di queste Asl sia eccessiva. La legge 111/2011 si limita a prevedere l'obbligo che le commissioni siano integrate da un medico dell'Inps, ma non richiama né la nuova procedura, né l'articolo 20 della legge 102/2009 che prevede sia la presenza del medico che la procedura telematica per l'invalidità civile. Se fosse corretta l'interpretazione delle Asl, gli effetti potrebbero essere paradossali: gli alunni disabili sarebbero discriminati poiché dovrebbero pagare per la certificazione, mentre i compagni non disabili non pagano nulla (dato che non hanno bisogno di una certificazione), verrebbe violato l'articolo 34 della Costituzione secondo cui l'istruzione è obbligatoria e gratuita per tutti, i tempi per il rilascio delle certificazioni si allungherebbero con enormi ritardi sul riconoscimento del diritto all'integrazione scolastica.

Ma possono alcune Asl stabilire che si debba adottare una procedura di accertamento in contrasto con il resto delle Asl italiane? Io credo di no. Il Consiglio di Stato in occasione del parere reso sulla bozza del regolamento per l'accertamento della disabilità ai fini scolastici ha chiaramente stabilito che tali procedure costituiscono livelli essenziali a diritti sociali che, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione devono essere uguali su tutto il territorio dello Stato e la cui formulazione è riservata esclusivamente allo Stato.

Il ministero dell'Istruzione e della Salute dovrebbero intervenire per mettere ordine nella materia. Un problema simile si era prospettato in seguito all'approvazione della legge 104/1992 che aveva introdotto la certificazione dell'handicap ai fini scolastici. Anche allora le "vestali" del rigore burocratico avevano sostenuto che per questo accertamento si dovesse seguire la procedura prevista per l'invalidità che, invece, serve a tutt'altri scopi (pensioni, indennità, assegni di accompagnamento). Onde evitare confusione, allora, il governo intervenne con il decreto legge 324/1993 (convertito nella legge 423/93) in cui si precisava che per la certificazione della disabilità non si dovessero seguire le regole previste per l'invalidità civile. Mi auguro che questo precedente possa convincere il governo a intervenire immediatamente perché in tempi di semplificazioni amministrative non si sente proprio il bisogno di complicazioni burocratiche.

(26 marzo 2012)

di d.marsicano

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