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Il bullismo è nella rete. Ma stiamo attenti anche ai carnefici

Colpa del web, della rete, di quel maledetto videofonino. Oppure è il “bullismo” che sta nelle corde dei nostri figli. Bologna è solo un caso, l’ultimo, il più recente. Prima il ragazzo down di Torino, poi Bari, poi… Franco Bomprezzi, giornalista e fondatore di Superabile, lancia una proposta: eliminiamo queste immagini dal web

28 febbraio 2007

BOLOGNA - Colpa del web, della rete, di quel maledetto videofonino. Oppure è il “bullismo” che sta nelle corde dei nostri figli. Bologna è solo un caso, l’ultimo, il più recente. Prima il ragazzo down di Torino, poi Bari, poi… Franco Bomprezzi, giornalista e fondatore di Superabile, lancia una proposta: eliminiamo queste immagini dal web.

Bomprezzi, tutta colpa del telefonino?
E’ innegabile che oggi il videofonino è il grande protagonista di tutti questi episodi. E’ l’altoparlante, l’amplificatore, il megafono che fa sapere quello che altrimenti non si verrebbe a sapere. Di bulli a scuola ce ne sono sempre stati, come l’aggressività, la sfrontatezza verso i compagni. E questo rientra nella normalità.

Cosa c’è allora di “non normale”?
Il problema è che questi casi vengono solitamente troppo enfatizzati, quando invece bisogna ricordarsi che la scuola è una palestra di vita, uno strumento di crescita… Senza dimenticarci però che servono degli “strumenti di autodifesa” della stessa istituzione scolastica. La mia impressione sul caso bolognese è che la cosa sia stata un po’ sovradimensionata.

Strumenti di autidifesa… Tipo?
Parliamoci chiaro: questi fatti non possono essere nascosti alla scuola. E la scuola deve imparare ad autoregolamentarsi. Non serve drammatizzare, non serve parlare di bullismo sempre e comunque. Non voglio dire che quello che è successo a Bologna sia un equivoco, ma è certo che è un fatto che è andato al di là delle intenzioni iniziali. Forse bastava una sospensione, una punizione, un ammonimento. Non sempre è utile sporgere denuncia.

Le vittime sono sempre i ragazzi più fragili
Sì, fragili e più facilmente avvicinabili: è in fondo una “comune” forma di vigliaccheria, la bravata che fai su chi è più debole di te. Non c’è solo generosità in questo mondo, c’è anche tanta cattiveria… Eppure “i ragazzi della via Pal” non erano dei bulli. Erano dei ragazzi. E basta.

Il resto lo fanno i giornali, e oggi moltissimo il web
Credo che da parte dei media serva una maggiore attenzione non solo per le vittime, ma anche per i carnefici. Tanto più che l’effetto emulazione rischia di condurre verso una ripetizione ossessiva di questi gesti. I media chiedono la punizione esemplare, senza rendersi conto che i protagonisti di queste vicende sono sempre più di uno: una domanda che mi faccio spesso è su che fine hanno fatto i ragazzi che avevano allagato il liceo Parini. Fra il caso di Erika e Omar, assassini reo confessi della mamma e del fratellino di lei, e le riprese fatte con il telefonino in classe c’è un mare di differenza… Non serve creare nella scuola uno stato di polizia.

E’ il primato della multimedialità: immagini, suoni, parole
Una volta i giornali prendevano spunto dalla televisione, oggi a dettare l’agenda – soprattutto su questi fatti che conducono per forza di cose ad una forte multimedialità grazie alla possibilità che hanno di offrire supporto audio, video e testo - è soprattutto il web, la rete. Filmati come quello del ragazzo down di Torino sono stati cliccati da centinaia di migliaia di persone, lo stesso meccanismo che è scattato per il video dell’impiccagione di Saddam. Oggi il web è portatore di questa grande novità, ed ha conseguentemente una grande responsabilità.

Che fare?
Serve una riflessione su questo. Senza dimenticare che oggi c’è una novità anche legata alla crescita degli ascolti sul web a fini pubblicitari. L’informazione in rete oggi da il tono su queste notizie, e impone di parlarne spesso. Una soluzione potrebbe essere quella di impedire che queste notizie vengano corredate da immagini filmate. E forse basterebbe per dare un segnale. (Mauro Sarti)

(28 febbraio 2007)









di e.proietti

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