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Alunni con disabilità in crescita, ecco bilancio e prospettive dell'inclusione scolastica in Italia

Rapporto di Associazione Treelle, Caritas e Fondazione Giovanni Agnelli sugli alunni disabili nella scuola italiana. In classe ce ne sono 62 mila in più rispetto a 10 anni fa, il totale arriva a 200 mila: è il 2,24% dell'intera popolazione scolastica. Maggiore incidenza nella secondaria di 1° grado (3,3%), boom di presenze in quelle di 2° grado (+118%). Sempre di più gli stranieri: per loro problemi doppi. E resta vivo il rischio abbandono. E per il futuro, centri risorse e sperimentazione

14 giugno 2011

ROMA - È un dato in costante crescita quello relativo al numero di alunni disabili nelle scuole italiane. Dai 138.600 dell'anno scolastico 2001/02 si è passati ai 178.200 del 2005/06, fino ai 200 mila del 2009/10, con un "balzo", nell'arco di un decennio" di 62 mila unità (+45%). Numeri, questi, solo in apparente contrasto con quelli diffusi lo scorso mese di gennaio dall'Istat, che riferiva di 130 mila studenti disabili: la stima, infatti, riguardava solo le scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali. I dati presentati dal rapporto "Gli alunni con disabilità nella scuola italiana: bilancio e proposte", redatto da Associazione Treelle, Caritas Italiana e Fondazione Giovanni Agnelli (edizioni Erikson), sono invece relativi alle scuole di ogni ordine e grado.

Cresce, secondo il Rapporto, anche l'incidenza percentuale rispetto al totale degli studenti, passata dall'1,59% del 2001/02 al 2% del 2005/06, fino al 2,24% dell'ultimo anno. Questa è comunque più evidente nella scuola secondaria di 1° grado, dove tocca il 3,3%, "con picchi degni di nota in Trentino Alto Adige e nel Lazio e con la Basilicata che presenta la più bassa incidenza" si legge nel report. L'incremento più consistente, in termini assoluti, interessa invece le secondarie di 2° grado (+118%). E questo a causa della "tendenza a trattenere più a lungo all'interno del sistema scolastico i ragazzi con disabilità". Le ragioni sono varie: l'innalzamento dell'obbligo formativo che ha inciso maggiormente sui ragazzi a rischio di fuoriuscita dal sistema dopo la licenza media, l'aumento delle ripetente e la carenza, soprattutto in alcune regioni, di servizi di formazione e inserimento lavorativo.

Quanto alle tipologie di disabilità presenti nelle classi italiane, dall'anno scolastico 2009/10 il Miur ha reso più articolata la rilevazione, con un passaggio da 3 a 5 categorie. Così, i circa 190 mila casi di disabilità "psicofisiche" sono ora suddivisi in "intellettive" (circa 135 mila), "motorie" (quasi 12 mila) e "altre" (oltre 43 mila). Sono poi 3.748 gli alunni con disabilità visiva e 6.769 quelli con disabilità uditiva. Più nel dettaglio entra una recente rilevazione condotta dal Miur e dall'Istat, estesa però alle sole scuole primarie e secondarie di primo grado. "Da questi primi dati - anticipa il rapporto - si rileva la forte incidenza dei ritardi mentali (40% degli alunni con disabilità nelle primarie e 43% nelle secondarie di 1° grado), i disturbi dell'apprendimento (26% e 34%) e del linguaggio (26% e 18%), ma anche dell'attenzione (26% e 24%), affettivo-relazionali (24% e 20%) e comportamentali (17,5% in entrambi gli ordini)". L'indagine evidenzia anche che queste tre ultime tipologie sono maggiormente presenti al Sud rispetto che al Centro e al Nord (con differenze che oscillano dal 7% al 10%). (Giorgia Gay)

(14 giugno 2011)

di d.marsicano

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