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Veneto la riforma “scuola” per gli oss e lancia 138 corsi

L'assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, sottolinea l'approvazione della delibera sull’offerta per il biennio 2020-21: “Formazione riadattata ai temi del Covid. Lezioni anche a distanza”

12 agosto 2020

ROMA - "Un provvedimento che assume grandissima importanza per i nostri servizi sociosanitari, in particolare quelli che si prendono cura delle persone anziane e più fragili". Così l'assessore alla sanità ed al Sociale del Veneto, Manuela Lanzarin, sottolinea l'approvazione da parte della giunta della delibera che programma l'offerta formativa per il biennio 2020-21 per aspiranti Operatori socio sanitari (Oss). Con questa delibera la programmazione dei corsi da triennale diventa annuale "così da monitorare e rispondere ai bisogni in maniera puntuale". Ruolo importante è attribuito alle Aziende Ulss che esprimono il fabbisogno formativo, espresso nei territori, dialogando con i sindaci e le strutture socio-sanitarie. Il programma prevede 138 corsi distribuiti in modo da coinvolgere non solo tutte le aziende sanitarie ma anche i distretti: sette nella 1 Dolomiti; 18 nella 2 Marca Trevigiana; 18 nella 3 Serenissima; sei nella 4 Veneto Orientale; 10 nella 5 Polesana; 15 nella 6 Euganea; 10 nella 7 Pedemontana; 21 nella 8 Berica; 33 nella 9 Scaligera.
 
Per facilitare l'arruolamento di personale sono stati progettati corsi a due velocità: intensivi da sei a otto mesi dall'avvio, ed estensivi da nove a 18 mesi dall'avvio. Altra novità è l'introduzione della formazione a distanza per favorire anche gli studenti lavoratori con 205 ore su 480 ore di lezione, oltre a 520 di tirocinio. Sul fronte dei contenuti, c’è il coinvolgimento della Fondazione di Scuola di sanità pubblica che interverrà nella progettazione della formazione a distanza per garantire qualità ed omogeneizzazione dei contenuti per tutti i corsi. Sul fronte dei costi si segnala la diminuzione della quota di iscrizione da 2.000 a 1.800 euro ed il mantenimento del voucher da Fse, per gli aventi diritto, di 1.500 euro.
 
"È stimato un fabbisogno di oltre 4.100 Oss per il biennio interessato", spiega l'assessore ricordando che dal 2001 la Regione è intervenuta con numerosi avvisi pubblici per la progetti formativi per la qualificazione di Oss "in modo da coprire le necessità delle varie strutture e dei servizi sociosanitari e socioassistenziali. L'importanza di quest'ultimo provvedimento, inoltre, è di essere pubblicato nel momento storico legato all'emergenza Covid-19 che, mettendo in difficoltà le strutture, ha inciso ulteriormente su una situazione non facile per il reclutamento di personale qualificato". E infatti è stato necessario attualizzare i programmi delle materie del corso. Ad esempio, si studia: prevenzione delle infezioni, misure di protezione individuale e basate sulle vie di trasmissione, umanizzazione delle cure. L'assessore, inoltre, puntualizza come anche la revisione della ripartizione del tirocinio tra ambito ospedaliero e ambito sociosanitario, abbia una certa importanza: "Abbiamo preferito diminuire l'esperienza da 200 a 150 ore nelle degenze ospedaliere per ampliarla alle strutture intermedie, ed è stato aumentato il tempo da 120 a 170 ore nelle strutture socio-sanitarie per anziani. Questa scelta ha lo scopo sia di diminuire il carico di corsisti nelle strutture di degenza ospedaliera sia di aumentare la permanenza dei corsisti nei contesti che risultano più carenti di tale personale in modo da facilitarne la conoscenza e l'attrattività lavorativa". Lanzarin ricorda peraltro che c’è interesse per queste professioni: in una settimana, in risposta all'avviso aperto a fine luglio da Azienda Zero per reclutare infermieri e Oss nelle Rsa si sono fatti avanti in 367 (38 infermieri e 329 Oss). Di questi, 148 sono residenti in Veneto e 219 in altre regioni.

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