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“Premio inclusione 3.0”, quando vincere fa bene agli altri

Mercoledì 27 novembre torna la terza edizione dell’evento dell’Università di Macerata. Ventiquattro le realtà premiate, tra cui anche centri di eccellenza internazionali

26 novembre 2019

ROMA - Valorizzare associazioni e organizzazioni che hanno realizzato progetti inclusivi. All’interno del progetto Inclusione 3.0, coordinato da Catia Giaconi, docente di didattica e pedagogia speciale, mercoledì 27 novembre alle 16 all’Auditorium UniMc si terrà la terza edizione del “Premio Inclusione 3.0” dell’Università di Macerata volto a valorizzare associazioni e organizzazioni che hanno realizzato progetti inclusivi. Ventiquattro sono le realtà a livello nazionale e internazionale premiate dal Comitato Scientifico composto da Catia Giaconi, Filippo Gomez Paloma, Roberta Caldin dell’Università di Bologna e presidente SiPes, Arianna Taddei, Beatriz Rodriguez dell’Università del Brasile, Noemi Del Bianco, Ilaria D’Angelo. “Questa terza edizione rispecchia l’impegno dell’Ateneo nel campo dell’inclusione e dell’innovazione attraverso la valorizzazione delle terza missione e dell’internazionalizzazione. Tra le realtà che si sono presentate, diverse sono Associazioni Nazionali e, per la prima volta, diverse sono state le candidature di centri di ricerca internazionali” precisa Catia Giaconi. Due premi speciali sono stati conferiti al docu-reality di Rai2 “O anche no”, condotto da Paola Severini Melograni e diretto da Davide Frasnelli, per l’elevato impegno sociale nella sfida ai pregiudizi sulla disabilità e al “Progetto e Film Fuori Centro” di Sandro Fabiani, per aver saputo raccontare inclusione, progettualità e autonomia nel mondo della disabilità, attraverso attori speciali. Ecco i progetti premiati nelle diverse categorie.
 
Nella sezione “Tempo libero, Sport e inclusione” il Premio verrà conferito a: “Chivasso Rugby onlus” di Torino, “BodyFly special needs”di Pesaro, l’associazione sportiva dilettantistica “Liberi nel Vento” di  Porto San Giorgio, “Una parte del mondo-Virtus Buonconvento” di Fermo. Per la categoria “Arti e Inclusione”: la “Compagnia Simona Bucci” di Firenze, Associazione “Fuori Posto. Festival di Teatri al Limite” di Roma, “Progetto teatrale inclusione” della Comunità San Claudio, “Museo Omero” di Ancona, “Museo Facile. Sistema Integrato di comunicazione e accessibilità culturale” dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, progetto di Community Museum “COSMOpoLIS” di Roma. Per “Tecnologie e inclusione”: il progetto “Alba” di Torino; Cost-Ludi, a cura dell’Università di Bergamo. Nella sezione “Lavoro e inclusione” saranno premiate: “Frolla” di Osimo, “Tuttoincluso” di Anffas Macerata; “Ceralacca - Centro di Documentazione per l’inclusione” gestita da otto ragazzi con sindrome di down, portata avanti da Aipd e Università di Perugia.
 
Nella sezione “Inclusione ed empowerment”: l’associazione Cbm Italia con il progetto “CoRSU”, per un nuovo reparto di terapia intensiva per la cura della Sepsi al servizio della popolazione vulnerabile dell’Uganda, realizzato con il patrocinio dell’ospedale di Milano; “I-Can: Independence, capabilities, Autonomy, Inclusion, in quanto centro per la vita indipendente per le persone con disabilità nella striscia di Gaza, promosso da EducAid; “Storie straordinarie al femminile ”, dell’associazione Agfh, Fano e dall’Università di Urbino, un progetto che mira a rendere protagoniste visibili le donne in vari ruoli; Il filo dalla torre, Roma, con il progetto “Siamo nonni blu. Nonni e nipoti con autismo” volto a migliorare le relazioni intergenerazionali.
 
Tra le realtà internazionali, verranno premiate: il “Centro Lida”, dell’Università Statale di San Paolo, Brasile, centro di eccellenza per studenti con disturbi specifici di apprendimento e disturbi dell’attenzione; il “Centro Strategic Alternative Learning Techniques” dell’Università dell’Arizona, Usa, per l’impegno nell’inclusione di studenti con difficoltà di apprendimento e disturbi dell’attenzione; il programma “Adaptive Athletics Program”, sempre dell’Università dell’Arizona in quanto è il più ampio programma di sport adattivo degli Stati Uniti (con sede universitaria), poiché vanta sette squadre agonistiche di atleti con disabilità.

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