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Marche, per 34 punti i docenti di sostegno perdono il posto

Protesta di un gruppo di insegnanti marchigiani specializzati sul sostegno: i 34 punti inizialmente attribuiti per via del titolo di specializzazione sono stati poi eliminati. “Abbiamo speso più di 3 mila euro per un titolo che nelle Marche non viene valutato. Rischiamo di essere superati da chi il titolo non lo ha”

19 settembre 2018

ANCONA – Protestano gli insegnanti marchigiani che quest'anno si sono specializzati sul sostegno: il titolo e la competenza che faticosamente hanno conseguito non sono infatti riconosciuti, dall'Ufficio scolastico regionale, ai fini della graduatoria e quindi dell'assegnazione della cattedra. Lo fa sapere una delegazione di quattro insegnanti, che ieri ha protestato proprio davanti all'Usr delle Marche, con sede in Ancona. “I dirigenti Andrea Ferri, Luca Galeazzi e Giuseppe Manelli – riferiscono le insegnanti - hanno ribadito che i 34 punti del contendere, che spetterebbero loro di diritto, non li avranno mai a meno di una esplicita circolare ministeriale che lo imponga”.
 
La questione nasce in seguito al concorso che si è svolto nelle Marche per insegnanti di sostegno, lo scorso luglio. “Il primo agosto – ricordano le docenti - è uscita una graduatoria che, pur con alcuni errori, valutava anche il titolo di specializzazione conseguito entro il 30 giugno 2018, attribuendo ai candidati i famosi 34 punti. Successivamente però, il 14 agosto, una nuova circolare li toglieva, prendendo le mosse da una faq del ministero della pubblica istruzione male interpretata. Non è una questione da poco – affermano le insegnanti - perché questi punti determinano la posizione in una graduatoria da cui si attingono i nominativi per l'inserimento lavorativo a tempo indeterminato, quindi essere prima o dopo non è indifferente”.
 
La storia, però, non finisce qui. “In seguito a rilievi e proteste arrivate da varie parti d'Italia – continuano le docenti - è uscita un'altra faq del Miur, la 22 del 29 agosto, la quale chiaramente dice che la tabella di valutazione dei titoli per l’accesso alla procedura concorsuale a posti di sostegno è la tabella A.2.1., la quale deve essere applicata anche ai docenti che hanno conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno con il III ciclo del TFA. Più chiaro di così il ministero non poteva essere – osservano - Invece, secondo quanto dichiarato dal dirigente Galeazzi,'la faq è ambigua'. Inoltre, come se non bastasse, il dottor Filisetti dice che la graduatoria non si rettifica. Insomma non c'è proprio niente da fare: il Miur si è espresso, gli Usr di Toscana e Piemonte hanno rettificato le graduatorie, ma nelle Marche tutto è fermo, con buona pace dei docenti che si sono specializzati quest';anno a Urbino, sostenendo una spesa complessiva di tremila euro, senza contare vitto, alloggio, spostamenti e sacrifici di tempo e di vita familiare”.
 
Per finire, c'è un'altra spinosa questione: “Sulla base di una sentenza del Tar di turno – riferiscono ancora le insegnanti - sono stati ammessi a fare una prova suppletiva del medesimo concorso anche alcuni docenti non specializzati. Oltre al danno la beffa, dunque: i docenti specializzati hanno speso tempo e denaro per conseguire un titolo che nelle Marche, a quanto pare, non viene valutato. Così rischiano di essere superati nelle graduatorie da chi non ha faticato e impegnato risorse, se non quelle delle parcelle degli avvocati. Intanto è iniziata la scuola, i ragazzi con disabilità aspettano gli insegnanti, mentre chi è stato formato per aiutarli vive nel limbo esistenziale di un precariato che sembra non avere mai fine”.

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