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Disturbi dell'apprendimento per oltre 254 mila alunni

Il ministero pubblica i dati relativi all’anno scolastico 2016-2017, che conta 254.614 alunni con Dsa. E' la dislessia il disturbo più diffuso (42,5% delle certificazioni). La percentuale più alta nella scuola secondaria. Liguria al primo posto

18 aprile 2018

ROMA - Sono 254.614 le alunne e gli alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado con Disturbi specifici dell’apprendimento e rappresentano il 2,9% del totale della popolazione studentesca. Lo rileva il ministero dell'Istruzione che pubblicazione un focus dedicato agli “Alunni con disturbi specifici dell’apprendimento nell’a.s. 2016/2017”, curato dall’Ufficio statistica e studi.
 
La percentuale più alta si trova nella scuola secondaria di I grado. Sono il 5,40% dei frequentanti, contro il 4,03% della secondaria di II grado e l’1,95% della primaria. Le scuole dell’infanzia hanno trasmesso dati riguardo a casi sospetti di disturbi specifici dell’apprendimento: si tratta di un numero esiguo, 774 bambine e bambini nel 2016/2017, pari allo 0,05% del totale dei frequentanti.
 
Maggiore presenza nelle regioni del Nord-Ovest. (4,5% sul totale della popolazione studentesca), seguite dalle regioni del Centro del Nord-Est e del Sud. Tra le singole regioni, i valori più elevati si rintracciano in Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, (rispettivamente 4,9%, 4,8% e 4,5%), mentre le percentuali più contenute sono presenti in Calabria, Campania e Sicilia (0,7%, 0,9% e 1,1%).
 
Dislessia, il disturbo più diffuso. Rappresenta il 42,5% delle certificazioni, anche se più disturbi possono coesistere in una stessa persona. Seguono le certificazioni per la disortografia (20,8%), quelle per la discalculia (19,3%) e quelle per la disgrafia (17,4%).
 
Crescono le certificazioni. Dall'anno scolastico 2010-2011 a quello 2016-2017 si osserva una "notevole crescita" delle certificazioni di Dsa, dovuta, spiega il ministero, all’introduzione della legge 170 del 2010 grazie alla quale "la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti delle alunne e degli alunni con questi disturbi, con più formazione per il corpo docente e una sempre maggiore individuazione dei casi sospetti".

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