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In Interventi Inail


Dr. Inail Toscana, Arte orafa e reinserimento lavorativo

Con l’entrata in vigore della Inail circolare 51 del 2016 è stato possibile realizzare il progetto personalizzato di reinserimento lavorativo.

8 novembre 2019

 Con l’entrata in vigore della Inail circolare 51 del 2016 è stato possibile pensare alla realizzazione di un progetto personalizzato di reinserimento lavorativo.
Un assicurato Inail, che chiameremo M.  nel mese di agosto 2014, rientrando a casa con la sua moto è stato investito in pieno da un’auto riportando un grave trauma cranico. Ricoverato d' urgenza a Siena è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.
Dopo l’intervento è stato trasferito all’Unità Spinale di Firenze con le seguenti lesioni: “Esiti di craniotomia dx con emiplegia sinistra con abolizione dei movimenti arto superiore, grave deficit statico-motorio vistosi esiti cicatriziali al capo e labbro inferiore, esiti di frattura mandibola e polso”.

Sostenuto dalla sua famiglia e deciso nel poter recuperare il più possibile a livello motorio, per due anni si è impegnato esclusivamente nel recupero riabilitativo al fine di evitare l’uso della carrozzina.
Grazie al sostegno della famiglia si è recato per tre volte in Svizzera presso un centro di riabilitazione neurologica privato. I tre cicli di riabilitazione  gli hanno permesso oggi di deambulare con l’aiuto del bastone e tutore alla caviglia, una deambulazione lenta ma per lui vitale.

Al momento dell’infortunio l’assicurato Inail era coniugato con due figli piccoli, ma al rientro dalla lunga riabilitazione si è separato dalla moglie ed è andato a vivere con la madre vedova, periodo non facile per lui di adattamento alla nuova realtà. Tuttavia non si è arreso, cercando dentro di lui la forza e la determinazione grazie anche al sostegno e alla presenza di una famiglia di origine unita, ha iniziato a programmare la sua nuova vita.
M. è il terzo figlio di 4 fratelli, sono molto legati tra loro e non hanno mai lasciato solo il nostro infortunato.

Con il suo rientro a casa si è realizzata la presa in carico da parte del servizio sociale Inail di Grosseto per costruire una relazione di aiuto attraverso una presa in carico globale ed integrata.

M. dopo aver conseguito il diploma di maestro orafo presso l’Istituto Cellini di Valenza (Alessandria) è entrato a lavorare come socio lavoratore nella società della famiglia con la mansione di orafo per la creazione e riparazione di gioielleria/orificeria.

Dopo l’infortunio ha dovuto abbandonare il suo piccolo laboratorio ed è stato impiegato nell’attività di assistenza alla vendita con l’uso del registratore di cassa  perdendo così la sua identità di artigiano orafo. Il suo grande sogno è di riprendere la professione realizzando piccoli gioielli anche in presenza della limitazione degli arti inferiori e superiori, in particolare la limitazione funzionale della mano sinistra.

Con l’entrata in vigore della circolare 51 del 2016, è stato possibile pensare alla realizzazione di un progetto personalizzato di reinserimento lavorativo.

L’Equipe Multidisciplinare di Grosseto

ha accertato i prerequisiti per l’accesso all’opportunità Inail, vale a dire:
  • il giudizio della commissione Asl per il lavoratore
  • la regolarità dell’iscrizione ai registri pubblici,
  • la regolarità con gli obblighi contributivi e la nullità di  condanne penali per il Datore di lavoro.
ha elaborato un progetto di reinserimento lavorativo personalizzato integrato da due professionisti della Direzione Regionale Inail (un Architetto della CTER e un Ingegnere della CONTARP), che prevede due ambiti di intervento:
  • La fornitura di nuove macchine per permettere l’esercizio della professione di orafo (ammodernamento della postazione di lavoro), precisamente una saldatrice laser, laser marcatore, unità di incisione e accessori, così con una sola mano stando seduto può di nuovo svolgere il suo mestiere di orafo per piccole lavorazioni
  • Abbattimento barriere architettoniche. I macchinari verrebbero collocati nell’attività del Corso Carducci di Grosseto dove già esiste un piccolo laboratorio, purtroppo per la dimensione dei macchinari il piccolo laboratorio non è sufficiente. Adiacente al fondo commerciale la società è proprietaria anche di un altro fondo ad uso ufficio dove si provvederà alla apertura di una porta interna, la realizzazione di un bagno e opere per adeguare i locali all’attività lavorativa di orafo.  
In data febbraio 2019 l’Equipe Multidisciplinare insieme ai due professionisti della CTER e CONTARP si è riunita per la verifica e validazione del progetto di reinserimento lavorativo personalizzato con anche sopralluogo presso i locali della ditta per la constatazione in loco degli interventi validati.

Pertanto l’Equipe Multidisciplinare, considerando le potenzialità dell’infortunato, ha ritenuto che apportando le modifiche alla postazione lavorativa ed eliminando le barriere architettoniche, è possibile restituire al nostro lavoratore infortunato dignità e capacità lavorativa, restituendogli dopo l’infortunio il suo ruolo di orafo sia in famiglia che nella comunità di Grosseto, perché attraverso il progetto di reinserimento lavorativo M. potrà di nuovo realizzare i lavori di orafo con l’aiuto di ausili meccanici che superano la grave inabilità agli arti superiori restituendogli la sua dignità lavorativa.

Il progetto di reinserimento lavorativo personalizzato integrato con il progetto esecutivo condiviso dal datore di lavoro sono stati inviati in Direzione Inail Toscana,  che in data  settembre 2019 comunica al Datore di lavoro l’autorizzazione a procedere secondo gli interventi individuati, finanziando per intero il costo complessivo del progetto presentato dalla Sede Inail di Grosseto, vale a dire interventi di:
  • superamento e abbattimento barriere architettoniche nei luoghi di lavoro
  • adeguamento e adattamento postazione di lavoro.
Poter oggi descrivere la felicità di M. è impossibile, si è trovato a fare i conti con la disabilità che ha sconvolto la sua vita personale, familiare, lavorativa modificando irreversibilmente la sua condizione di vita, ma lui ha dimostrato che si può andare avanti superando la paura di non farcela comprendendo che i suoi bambini, la sua famiglia e la sua azienda hanno ancora  bisogno di lui come padre, fratello e lavoratore.
 
Direzione Regionale Inail Toscana
Funzionario Socio Educativo
Filomena Tulipano

 

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