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La domanda di revisione per aggravamento infortuni/malattie professionali

disciplina l’aggravamento nei casi specifici di assicurati guariti senza postumi o con postumi inferiori al 6%; inferiori al 16%; pari o superiore al 16%. Come si calcolano le invalidità preesistenti

21 gennaio 2020

 La domanda di revisione per aggravamento infortuni/malattie professionali
 
La domanda di revisione deve essere presentata all’Istituto assicuratore e deve essere corredata da un certificato medico dal quale risulti che si è verificato un aggravamento nelle conseguenze dell’infortunio e risulti anche la nuova misura di riduzione dell’attitudine al lavoro o della menomazione dell’integrità psico-fisica.  
L’Inail, entro novanta giorni dalla ricezione della domanda, deve pronunciarsi in ordine alla domanda medesima
 
(Nei casi di accertato aggravamento a seguito di ricorso amministrativo e giudiziario, possono variare condizioni e prescrizioni, si rimanda quindi ad un chiarimento presso la propria sede Inail).









Assicurati guariti senza postumi o con postumi inferiori al 6%
Per gli infortuni e le malattie professionali verdicatisi o denunciate dopo l’entrata in vigore del d.m. 12/07/2000,   entro dieci anni dalla data dell’infortunio, o quindici anni se trattasi di malattia professionale, qualora le condizioni dell’assicurato, dichiarato guarito senza postumi d’invalidità permanente o con postumi che non raggiungono il minimo per l’indennizzabilità in capitale o per l’indennizzabilità in rendita, dovessero aggravarsi in conseguenza dell’infortunio o della malattia professionale in misura da raggiungere l’indennizzabilità in capitale o in rendita, l’assicurato stesso può chiedere all’istituto assicuratore la liquidazione del capitale o della rendita, formulando la domanda nei modi e nei termini stabiliti per la revisione della rendita in caso di aggravamento.
 
  1. Il nuovo grado di inabilità risulti ancora inferiore al 6%, quindi in tal caso non si verifica alcuna variazione economica rispetto alla situazione precedente
  2. Il nuovo grado di inabilità risulti pari o superiore al 6%, ma inferiore al 16%, in tale caso spetta l’indennizzo in capitale del danno biologico
  3. Il nuovo grado di inabilità risulti pari o superiore al 16%, in tale caso si costituisce la rendita, nei termini e con le modalità previste dal DPR 1124 del 1965.L’importo della rendita è decurtato dell’importo dell’eventuale indennizzo in capitale già corrisposto
 
Assicurati guariti con postumi pari o superiori al 6% e inferiori al 16%
 La revisione dell’indennizzo in capitale, per aggravamento della menomazione sopravvenuto nei termini di cui sopra, può avvenire una sola volta.
Per le malattie neoplastiche, per la silicosi e l’asbestosi e per le malattie infettive e parassitarie la domanda di aggravamento, ai fini della liquidazione della rendita, può essere presentata anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze quinquennali dalla precedente revisione.
La rendita può anche essere soppressa nel caso di recupero dell’integrità psicofisica nei limiti del minimo indennizzabile in rendita. In tale caso, qualora il grado di menomazione accertato sia compreso nel limite indennizzabile in capitale, viene corrisposto l’indennizzo in capitale calcolato con riferimento all’età dell’assicurato al momento della soppressione della rendita
 
  1. il nuovo grado di inabilità risulti inferiore al 6%, in tale caso, l’assicurato che ha già percepito l’indennizzo in capitale, non deve restituire nulla
  2. il nuovo grado di inabilità risulti ancora tra il 6% e il 15%, ma inferiore a quello già indennizzato in capitale (es dal 14% al 10%), in tale caso l’assicurato che ha già percepito l’indennizzo in capitale non deve restituire nulla
  3. il nuovo grado di inabilità risulti ancora tra il 6% e il 15%, ma maggiore rispetto alla precedente percentuale, in tale caso spetta l’adeguamento dell’indennizzo in capitale del danno biologico
  4. il nuovo Grado di inabilità risulta pari o superiore al 16%, si costituisce la rendita, con decurtazione del precedente indennizzo in capitale, mediamente trattenute mensili sull’intero rateo della rendita pari ad un quinto del rateo medesimo
 
Assicurati guariti con postumi pari o superiore al 16%, 
La domanda di revisione per aggravamento, puo essere disposta dall’Inail o richiesta dall’assicurato entro 10 anni dalla data di costituzione della rendita, per infortunio; entro 15 anni dalla data di costituzione della rendita per malattia professionale; senza limiti temporali per gli assicurati che hanno contratto la Silicosi o l’Asbestosi.
  1. il nuovo grado di inabilità risulti inferiore al 6% il tale caso si sopprime la rendita
  2. il nuovo grado di inabilità risulti pari o superiore al 6% e inferiore al 16%, in tale caso, si sopprime la rendita e si procede all’indennizzo in capitale senza recupero dei ratei corrisposti prima della soppressione della rendita
  3. il nuovo grado di inabilità risulti ancora superiore al 16%, ma inferiore o superiore a quello precedente, in tale caso verrà effettuata la variazione, rispettivamente in diminuzione o in aumento della rendita.
(Per approfondimento sugli effetti conseguenti alle modifiche del grado di inabilità del danno biologico si rinvia alla consultazione della propria Sede Inail).
  
 .
Invalidità preesistenti
Nel caso in cui l’assicurato, già colpito da uno o più eventi lesivi rientranti nella disciplina del danno biologico (D.Lgs 38 del 2000), subisca un nuovo evento lesivo si procede alla valutazione complessiva dei postumi e alla liquidazione di un’unica rendita o di un indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo delle menomazioni secondo i criteri di applicazione della tabella di indennizzo. L’importo della nuova rendita o del nuovo indennizzo in capitale è decurtato dell’importo dell’eventuale indennizzo in capitale già corrisposto e non recuperato.

Nel caso in cui l’assicurato sia affetto da menomazioni preesistenti al nuovo evento lesivo derivanti da fatti estranei al lavoro, (invalidità civile, di servizio e altro), il dirigente medico Inail ne terrà conto se esse assumono rilevanza se concorrenti ed aggravanti la menomazione di origine lavorativa

Nel caso in cui l’assicurato sia affetto invece da menomazioni preesistenti di origine lavorativa ricadenti nella precedente disciplina del testo unico (DPR 1124 del 1965):
  • se sono indennizzate in rendita, il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle preesistenze. Ciò in quanto l’assicurato, oltre alla rendita spettante ai sensi della nuova disciplina, continuerà a percepire quella spettante ai sensi della precedente normativa;
  • se non sono indennizzate in rendita assumono rilevanza solo se concorrenti e aggravanti le menomazioni derivanti dal nuovo evento lesivo.
LeTabelle Indennizzo danno biologico
Il tipo di indennizzo erogato viene stabilito in base al grado di menomazione (Tabella menomazioni):

La Tabella delle menomazioni 
La tabella è prevista dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 e include più di 400 voci, consentendo di valutare menomazioni precedentemente non considerate, quali per esempio il danno estetico, quello all’apparato riproduttivo etc.

Tabella Indennizzo del danno biologico
La tabella è impostata secondo i seguenti criteri:
  • areddituale, indipendente cioè dal reddito in quanto la menomazione in sé produce lo stesso pregiudizio alla salute per tutti gli essere umani;
  • crescente, al crescere della gravità della menomazione;
  • variabile, in funzione dell’età (decresce al crescere dell’età) e del sesso (tiene conto della maggiore longevità femminile);
  • uguale, per i settori industria e agricoltura.
Dal 1° gennaio 2019, le prestazioni sono  erogate sulla base di un’unica “Tabella indennizzo danno biologico in capitale”  di cui alla Testo integrale della determina del Presidente n. 2 del 9 gennaio 2019, nella quale non c’è più distinzione di sesso
  • inferiore al 6% è prevista la franchigia;
  • dal 6% al 15% è differenziata per sesso, l’indennizzo in capitale è in funzione dell’età e del grado di menomazione;
  • dal 16% al 100%: indennizzo in rendita in funzione del grado di menomazione.
La rendita vitalizia è calcolata come attualizzazione dell’indennizzo in capitale

Tabella dei coefficienti
È lo strumento per valutare l’ulteriore quota d’indennizzo in rendita relativa alle conseguenze patrimoniali presunte per gradi di menomazioni pari o superiori al 16%.
Il coefficiente si applica alla retribuzione effettivamente percepita dall’infortunato entro i limiti minimi e massimi previsti dal Testo Unico
L’ulteriore quota di rendita è commisurata all’incidenza della menomazione sulla capacità dell’infortunato di produrre reddito con il lavoro e tiene conto della categoria di attività dell’assicurato e della sua possibilità di ricollocarsi in un proficuo lavoro
 
 
 Normativa di riferimento
Per ulteriori informazioni
  • numero verde superabile 800.810.810.
  • dall'estero e da mobile al numero 06 455 39 607 (il costo della chiamata è legato al  piano tariffario del gestore utilizzato)
  • scrivi all'esperto: superabile@inail.it
si informa che il Contact Center integrato SuperAbile Inail  è  anche multilingue


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di Rosanna Giovedi

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  • PNOFDN67A01F839T
    in 8 anni,7 interventi tra rischio di amputazioni negli ultimi interventi, ma la percentuale mai cambiata, quando potevo farlo ero sotto i ferri in sala operatoria, anche se ora la situazione e MOLTO cambiata mi dicono che sono fuori tempo quindi devo aspettare altri 2 anni circa ........



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