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Arriva il Pits, il Piano individuale terapeutico sportivo

Si è svolto a Roma il seminario “Fare sport migliora la vita” organizzato dall’Inail in collaborazione con il Contact Center SuperAbile e il Cip. Tanti gli ospiti presenti. Firmato l’accordo Inail, Cip e Asl Roma 2 sulla promozione dello sport per le persone disabili e premiate le tesi di laurea vincitrici del Premio intitolato alla memoria di Antonio Maglio

29 novembre 2022

ROMA – Dalla collaborazione interistituzionale tra Inail, Cip e Asl Roma 2 nasce un protocollo d’intesa per la promozione dello sport come terapia per le persone disabili. Il documento è stato siglato ieri nella sede Inail di Via IV Novembre a Roma al margine del seminario “Fare sport migliora la vita. La pratica sportiva come strumento di welfare attivo e mezzo di promozione della salute” organizzato dall’Inail in collaborazione con il Contact Center SuperAbile e con la partecipazione del Comitato Italiano Paralimpico e del Servizio sanitario regionale del Lazio, in vista del 3 dicembre, la Giornata internazionale delle persone con disabilità indetta 30 anni fa dalle Nazioni Unite. L’appuntamento, tenutosi nella biblioteca del Palazzo Inail di via IV novembre a Roma, è stato moderato dal giornalista del “Corriere della Sera” e della “Gazzetta dello Sport” Claudio Arrigoni.
 
Il protocollo d’intesa firmato riguarda un progetto sperimentale che vede nella realizzazione del cosiddetto Pits, il Piano individuale terapeutico sportivo, uno strumento delle politiche pubbliche per promuovere il benessere individualedelle persone disabili. “L’accordo di tipo sperimentale, che verrà attuato nella Regione Lazio, dovremmo successivamente esportarlo in tutta Italia”, ha detto il presidente dell’Inail Franco Bettoni, in apertura dei lavori. Bettoni ha anche ricordato l’importanza e il significato dell’imminente Giornata del 3 dicembre per tutte le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano. “Inail è il pilastro della medicina legale e della riabilitazione protesica. Un’altra gamba importante è l’assistenza agli infortunati. Ora si lavorerà per delineare un modello aggiornato e ancora più efficiente” ha aggiunto il direttore generale dell’Inail Andrea Tardiola, soffermandosi sull’esigenza di attivare “collaborazioni e partenariati più forti e articolati” e di misurare l’impatto del percorso per poterne fare un modello replicabile sulla base dei risultati raggiunti.
 
“Oggi è cambiato tutto, ma se così non fosse significherebbe che negli ultimi 40 anni in Italia abbiamo sbagliato tutto”, ha commentato il presidente del Cip, Luca Pancalli, ripercorrendo il lungo percorso del movimento paralimpico all’interno del nostro Paese. “Ritrovarci qui significa che abbiamo ben seminato, significa avere la sicurezza che le attività fisico-motorie, ancorchéadattate, rappresentanouno strumento di benessere anche per le persone con disabilità”.“Stiamo tentando di mettere in piedi una sperimentazione a beneficio dei singoli, ma anche per mettere in moto un nuovo sistema”, ha aggiunto poi il presidente del Cip.
 
“Lo sport è un tema strategico per la vita del Paese”, ha sottolineato il presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli.“Sport e Salute – ha precisato – nasce perché l’Italia ha sempre dimostrato l’eccellenza in ambito sportivo attraverso le medaglie, ma lo sport rappresenta molto di più delle medaglie”. E poi, ha proseguito in questo modo: “Lo sport non può essere solo strumento di crescita fisica, lo sport è uno strumento di crescita morale e sociale, ha un valore educativo e formativo”.
 
Al seminario è intervenuto anche l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato, che ha elencato le attività realizzate dall’amministrazione regionale per promuovere l’attività sportiva come modello di welfare, capace a volte, come nel caso delle persone diabetiche, di raggiungere benefici equiparabili a quelli delle terapie farmacologiche. “Noi dobbiamo essere visionari – ha affermato l’assessore –. L’esigenza della pratica sportiva alla base del welfare è un’esigenza fondamentale”. E di sport e salute ha parlato anche il direttore generale della Asl Roma 2 Giorgio Casati, precisando: “Finalmente le nostre istituzioni riescono a fondere le proprie energie, trasmettendo un potentissimo messaggio culturale sulla diffusione dello sport come strumento per prevenire e curare i problemi di salute.La presa in carico è importante – ha aggiunto – ma è fondamentale garantire la continuità assistenziale”.
 
A spiegare il senso e il significato dei Pits è stata la dirigente della direzione centrale Prestazioni socio-sanitarie Inail, Pamela Maddaloni, che ha sottolineato il proprio impegno nel tradurre un’idea di benessere e autonomia da parte delle persone disabili in attività operativa dell’ente pubblico: “Da sognatrice mi sono dovuta calare nella realtà concreta”, ha detto. Maddaloni ha evidenziato come l’acronimo Pits abbia un’assonanza con il gergo della Formula 1 che parla di Pit Stop, trasformato e inteso qui come Pit Start: “Fermiamoci e ripartiamo insieme”. “L’obiettivo di calare il sogno nella realtà – ha aggiunto – vede il coinvolgimento di 50 persone con disabilità tra cui amputati e mielolesi, inserendoli in un percorso di continuità assistenziale, in cui viene calata l’attività sportiva”.
 
Il responsabile per il Cip dei piani quadriennali stipulati con Inail, Fernando Mascanzoni, ha ripercorso gli step principali dell’impegno del Comitato Italiano Paralimpico a favore della diffusione dell’attività sportiva: “Lavoriamo quotidianamente per fare in modo che la risposta sia sempre più capillare”, ha commentato. “Quello che per me era un sogno, grazie alle tante persone che hanno raccolto la sfida, si sta concretizzando”, ha dichiarato invece il direttore del reparto Unità Spinale Unipolare CTO A. Alesini di Roma, Claudio Pilati. “Una lesione midollare non dà solo un problema di natura fisica, ma interrompe la relazione armoniosa tra tutte le funzioni dell’uomo”, ha messo in evidenza. Pilati ha anche sottolineato l’importanza del contributo del padre della sport terapia Ludwig Guttmann e dell’opera deldottor Antonio Maglio, il dirigente medico dell’Inail che ha introdotto tale metodo in Italia. Durante il seminario hanno portato la propria testimonianza anche Gregorio Teti e Andrea G. Cutti della direzione centrale Assistenza protesica e riabilitazione Inail: “Gli anni Sessanta sembrano l’inizio di una nuova era, l’Inail inizia a portare avanti l’attività protesica dedicata ai propri infortunati”, ha detto Teti. “Per noi lo sport è un grande motore di trasformazione”, ha chiosato Cutti.
 
Nella sede di Via IV Novembre presente anche l’atleta paralimpico Lorenzo Tonetto, vittima di un incidente automobilistico nel 2016 e campione di lancio del disco. “La prima esperienza protesica è stata al Centro di Vigorso di Budrio nel 2017, nel 2019 ho ripreso l’attività sportiva e a novembre dello stesso anno ho gareggiato nei Mondiali di Dubai – ha raccontato l’atleta –. Il fatto di aver praticato tanto sport mi ha aiutato a ottenere rapidamente dei risultati, che non sono solo quelli sportivi ma anche quelli riguardanti la quotidianità, perché bisogna reimparare tutto, dal sentire la protesi al camminare”.
 
A conclusione di giornata la proclamazione dei vincitori del Premio di laurea Antonio Maglio, consegnati dalla presidente della Commissione giudicatrice, Maria Stella Maglio Calà. Il premio relativo all’anno 2019 è stato assegnato a Elena Scala per la tesi “Rimettersi in pista e non in piedi: il percorso riabilitativo dell’amputato attraverso lo sport paralimpico; intervista e ricerca qualitativa”, discussa nell’ambito del corso di laurea in Fisioterapia C all’Università La Sapienza di Roma; il premio dell’anno 2020 è stato vinto da Silvia Trevisiol per la tesi: “Disabilità motoria e Sport: autopercezione delle proprie capacità”, del Corso di laurea in scienze motorie preventive e adattate dell’Università degli studi di Genova; il premio dell’anno 2021 è stato vinto da Roberta Asuni per la tesi “Sitting volley, la sfida dell’inclusione", nell’ambito del Corso di laurea in scienze e tecniche delle attività motorie preventive adattate dell’Università degli studi di Messina.

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