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Guerra in Ucraina: l’impegno per l’aiuto alle persone con disabilità

Almeno 400 le persone con disabilità ucraine finora accolte in Italia fra le quasi 80 mila complessivamente arrivate: un lavoro condiviso fra istituzioni e società civile con l’invio di aiuti sul posto e l’accoglienza nel nostro paese. Rivedi integralmente il nostro evento

30 marzo 2022

ROMA – Da quando cinque settimane fa è iniziata la guerra, quasi 80 mila persone hanno lasciato l’Ucraina per arrivare in Italia: fra queste ci sono anche persone con disabilità, almeno 400 secondo quanto risulta alle organizzazioni delle persone con disabilità. Altre, verosimilmente, se ne aggiungeranno nei giorni e nelle settimane future. Sulla loro sorte, come su quella degli oltre 2 milioni e 700 mila individui con disabilità che venivano registrati in Ucraina all’inizio del conflitto, si concentra l’attenzione delle organizzazioni e delle istituzioni italiane ed europee, nella consapevolezza che un conflitto armato colpisce in modo particolare proprio i più vulnerabili: i bambini, gli anziani, le persone con disabilità. Con l’appuntamento on line, organizzato in diretta YouTube, il nostro Contact Center SuperAbile Inail ha provato, con l’aiuto e gli interventi di istituzioni, organizzazioni e operatori sul campo, a fare il punto della situazione.



L’azione della Protezione Civile e del paese intero

“Quello che si sta facendo per la popolazione in fuga dall’Ucraina non è facile – ha riferito la vice capo della Protezione Civile nazionale, Titti Postiglione – perché siamo di fronte ad un'emergenza che evidenzia più di molte altre come sia lieve il confine fra vulnerabilità e disabilità. Oggi ci confrontiamo con numeri tutto sommato gestibili: è in funzione la rete ordinaria che consente e permette di gestire le esigenze attraverso i centri diurni e i centri di accoglienza autorizzati, cercando di non limitarsi ad una prima assistenza, ma di garantire una vera e propria accoglienza. Sappiamo però – ha messo in guardia – che da un momento all’altro la situazione può evolvere anche in maniera più drammatica e i numeri crescere: a fronte di questa eventualità dobbiamo partire necessariamente da una mappatura, cioè capire bene oggi chi è accolto e dove. Il che – ha precisato - non vuol dire che oggi non sappiamo dove sono, ma significa che non abbiamo un quadro nazionale completo: su questo aspetto abbiamo posto l’attenzione nella recente riunione svolta con i soggetti coinvolti”. 

“Credo – ha detto ancora Postiglione - che in questo momento la cosa più importante è fare rete fra tutti coloro che si occupano di disabilità a pieno titolo: è opportuno che questi diversi soggetti, istituzioni, mondo della società civile, mettano a disposizione le informazioni che hanno e diventino parte di un sistema unico informativo che ci consenta anche di individuare eventuali criticità, cioè di capire dove l’assistenza che è stata fornita è ancora provvisoria e non è ancora strutturata, per darci quindi tempo e modo di strutturarla e di renderla un’accoglienza vera con una prospettiva futura”.

Della condizione delle persone con disabilità in Ucraina hanno parlato anche i presidenti delle due principali federazioni delle organizzazioni delle persone con disabilità, Fish e Fand, esse stesse coinvolte nei tavoli istituzionali predisposti con i ministeri competenti e con la Protezione civile.

L’impegno delle federazioni Fish e Fand

Il presidente Fish, Vincenzo Falabella, ha ricordato la richiesta immediata di aprire corridoi umanitari per le persone con disabilità e il fatto che durante gli interventi in situazioni di emergenza proprio la disabilità rischi di essere dimenticata. A livello europeo, l’Edf (European Disability Forum) ha evidenziato in particolare alcuni aspetti critici nella gestione dell’aiuto e dell’assistenza, dalla mancanza di servizi accessibili alla difficoltà di accesso alle cure mediche (situazione che nel nostro paese è stata garantita con accordi stipulati con alcuni ospedali e centri di riferimento), fino alla mancanza di alloggi accessibili. “C’è da considerare – ha specificato Falabella - che le persone con disabilità ucraine sono abituate a vivere in istituto, quindi una volta giunte in Italia non sono pronte ad essere accolte presso singole abitazioni: vivono quindi momenti di difficoltà e di potenziale conflittualità che va arginata con figure professionali con interpreti e mediatori culturali”. Tutto non facile da organizzare, considerando anche che “abbiamo appena vissuto e continuiamo a vivere con la pandemia che non è certo sparita”, e con “il 70% degli ucraini che non è coperto da vaccinazione” (da qui la richiesta al ministero della Salute di garantire la pronta vaccinazione dove possibile). E ha sottolineato l’importanza del lavoro del terzo settore in collaborazione con le istituzioni.

Il presidente Fand, Nazaro Pagano, ha sottolineato come l’intervento armato deciso dal Cremlino “farà soffrire tutti, perché anche i russi dovranno fare i conti con un aumento delle persone con disabilità che rientreranno in patria alla fine della guerra” e ha posto in evidenza il “dovere morale” dell’aiuto e dell’accoglienza. “La nostra rete associativa ha cercato di attivare i primi aiuti in territorio ucraino, inviando risorse, cibo, ausili, beni di prima necessità, e stiamo cercando di individuare e di raccogliere i bisogni specifici della popolazione, lavorando per l’accoglienza in Italia”. Sottolineando la necessità di interventi a favore dell’inclusione scolastica dei bambini giunti dall’Ucraina, ha poi affermato che “quando il conflitto finirà ci troveremo di fronte al tema della ricostruzione della nazione ucraina, e cercheremo, nel pieno rispetto e senza prevaricazione, di sollecitare interventi che si orientino verso una de-istituzionalizzazione della società e quindi verso la costruzione di una società inclusiva”.

Il cronista sul campo: la guerra genera per anni nuova disabilità

Una riflessione sulla guerra e sulle sue conseguenze è arrivata dall’inviato speciale della Rai Nico Piro, in questi giorni a Mosca per il Tg3. “Le armi – ha detto - sono sempre più pensate per generare i feriti: mettono a rischio la sopravvivenza stessa delle persone con disabilità ma generano anche, nel corso degli anni, il moltiplicarsi della disabilità stessa”. Una delle caratteristiche dei conflitti moderni è che bambini e adulti devono fare i conti per anni, se non per decenni, con schegge, mine e ordigni inesplosi che causano feriti e che protraggono nel tempo il costo della guerra. Oggi più che mai – ha detto Nico Piro - dobbiamo ricordarci che la pace è l’unica soluzione, che la guerra è solo un modo per complicare i problemi, e lo è in particolare in questo contesto storico che produce conflitti che dal punto di vista tattico e strategico restano a lungo in situazione di stallo, facendo pagare ai civili, e a chi ha una disabilità, il prezzo più alto”.

Inail: da SuperAbile un aiuto per l’accoglienza

In apertura dei lavori, la dirigente della Direzione Prestazioni Socio sanitarie di Inail, Alessia Pinzello, aveva messo in evidenza le maggiori difficoltà che le persone con disabilità vivono nei contesti di guerra rispetto al resto della popolazione, il che le rende maggiormente esposte al pericolo, al rischio della loro stessa vita. Ricordando come la sovraesposizione mediatica della guerra da un lato corra il rischio di farci sprofondare in una “anestesia emotiva” e dall’altro abbia favorito l’ondata di solidarietà umana che ha caratterizzato le ultime settimane, ha rimarcato come “attraverso SuperAbile abbiamo l’ambizione di portare un piccolo contributo alla causa dell’accoglienza: il call center, che risponde al numero verde 800 810 810, è a disposizione per una consulenza personalizzata, che indirizzi le persone e sciolga dubbi e incertezze sui temi più sensibili (dalla copertura sanitaria all’inclusione scolastica e lavorativa), offrendo tutte le informazioni utili per facilitare la permanenza in Italia dei profughi ucraini e il sostegno per chi li accoglie”.

Durante l’incontro sono state presentate le esperienze sul campo di tre organizzazioni: la Fondazione Don Gnocchi, Save the Children e la Caritas diocesana di Roma, con gli interventi rispettivamente di Francesco Rosati, di Erika Russo, e di Andrea Guerrizio con Luigi Petrucci. L’evento, a cui hanno partecipato anche il direttore del Contact Center SuperAbile, Giovanni Sansone, e l’operatrice specializzata Tatiana Nogailic, oltre ad Antonella Patete che ha moderato i lavori, è disponibile in versione integrale sul canale YouTube di SuperAbile Inail.


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