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Inail: nel 2020 ispezionate circa 7500 aziende con un tasso di irregolarità dell’86,5%

Relazione annuale 2020 dell’Inail. I lavoratori regolarizzati sono stati 41.477 (-16,76% rispetto al 2019), di cui 39.354 irregolari e 2.123 in nero. Sono state accertate retribuzioni imponibili evase per circa un miliardo e mezzo di euro e richiesti premi per oltre 38 milioni di euro

19 luglio 2021

ROMA - Nel 2020 sono state censite circa 3.741.000 posizioni assicurative territoriali (PAT), con una lieve diminuzione (-0,46%) rispetto al 2019. Lo rileva l’Inail nella sua Relazione annuale 2020, presentata questa mattina a Montecitorio. L’Istituto ha continuato a svolgere un’azione di controllo amministrativo per la verifica di congruità nella corresponsione dei premi di assicurazione e il contrasto all’evasione. Le aziende ispezionate sono state 7.486 e l’86,57% sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati sono stati 41.477 (-16,76% rispetto al 2019), di cui 39.354 irregolari e 2.123 in nero. Sono state accertate retribuzioni imponibili evase per circa un miliardo e mezzo di euro e richiesti premi per oltre 38 milioni di euro. Gli ispettori hanno svolto anche un’intensa attività di supporto per l’area amministrativa, con circa 2.900 indagini relative a infortuni mortali, gravi, in itinere e a malattie professionali. Anche quest’anno la qualità dei risultati raggiunti nonostante il progressivo assottigliarsi delle risorse ispettive, che a dicembre 2020 erano pari a 246 unità (nel 2019 erano 269), testimonia l’efficacia della procedura di business intelligence.

La pandemia ha fortemente condizionato anche le attività di ricerca dell’Istituto che, da un lato, si sono arricchite di nuove funzioni e competenze derivanti dalla gestione dell’emergenza sanitaria e, dall’altro, sono state svolte con modalità innovative imposte dalle misure di contrasto al Coronavirus. “L’attribuzione all’Inail della funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale (dpi) , disposta nel marzo 2020 dal decreto Cura Italia, ha richiesto un impegno considerevole da parte del personale tecnico e amministrativo dedicato, per assicurare la più celere conclusione possibile dei procedimenti”, rileva l’Inail. Fino allo scorso 10 maggio sono state processate più di 9.500 richieste ed emesse circa 7.200 note di risposta, 720 delle quali sono provvedimenti positivi di conformità alla normativa vigente dei dpi proposti.
L’Inail ha partecipato attivamente ai lavori del Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione Civile, fornendo un importante supporto alle sue attività, anche attraverso la redazione di documenti ed elaborati tecnici con cui sono state fornite indicazioni utili e misure organizzative per il contenimento dei contagi. È stato inoltre fornito un contributo tecnico per la stesura dei protocolli relativi alle misure per il contrasto della diffusione del virus nei luoghi di lavoro e alla somministrazione dei vaccini nelle aziende.

Nel 2020 si è ulteriormente consolidata la rete qualificata di collaborazioni con università, enti pubblici di ricerca, Irccs, centri di ricerca, associazioni e organismi scientifici di rilevanza nazionale e internazionale, che costituisce ormai il tratto distintivo della ricerca dell’Inail. Lo dimostrano anche gli 80 progetti attivati grazie ai bandi competitivi Bric 2018 e 2019, che hanno consentito l’instaurazione di ben 275 collaborazioni istituzionali. Nell’ambito delle linee di ricerca riguardanti la chirurgia e la riabilitazione robotica, le nuove protesi di arto inferiore e arto superiore e i sistemi di valutazione delle abilità residue della persona disabile, sono stati sottoscritti numerosi accordi di partenariato. Quello siglato in luglio con il Campus Bio-Medico di Roma, che vede come partner anche l’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punta allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia per il pieno reinserimento sociale e lavorativo di soggetti amputati. Importanti i risultati frutto della collaborazione scientifica con l’Istituto italiano di tecnologia attivata nel 2017: si sono conclusi i progetti “Mela”, volto a realizzare un software per la classificazione strumentale automatica del rischio biomeccanico, e “Nanokey”, per la prevenzione dei rischi legati ai processi di produzione dei nanomateriali, ed è stata avviata la procedura di trasferimento tecnologico per l’esoscheletro collaborativo di supporto all’operatore nella movimentazione manuale di carichi.

L’anno della pandemia ha segnato l’avvio del Piano triennale per l’organizzazione digitale 2020-2022, che prevede il ripensamento delle modalità di lavoro dell’Inail in un’ottica “agile”, il supporto alle altre amministrazioni nella digitalizzazione e nella semplificazione dell’accesso ai servizi, anche tramite l’utilizzo esclusivo del sistema di identificazione digitale (Spid), la raccolta e analisi dei dati sul rischio sanitario e gli sportelli virtuali di contatto e presa in carico dell’utenza.
“Un riconoscimento importante del ruolo svolto dall’Istituto per la crescita digitale del settore pubblico è la partecipazione al Comitato consultivo per la transizione amministrativa, istituito lo scorso maggio con il compito di supportare le trasformazioni organizzative nella pubblica amministrazione legate soprattutto alla digitalizzazione dei processi”, si legge nella Relazione.
L’Inail, inoltre, è partner del progetto Ibsi (Italian blockchain service infrastructure), promosso dall’Agenzia per l’Italia digitale per sviluppare un ecosistema informatico per l’erogazione di servizi di interesse pubblico.

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