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L'ambiguità di sterilizzare le figlie disabili per proteggerle

In Europa molte giovani donne disabili vengono ancora sterilizzate. Una pratica chiesta dai familiari al fine di proteggerle da gravidanze indesiderate o per gestire il rapporto con la corporeità femminile, ma che genera perplessità tra gli esperti a causa dell'irreversibilità di una misura così drastica. Un caso su tutti è quello della Spagna. Dove solo nel primo trimestre del 2016 ci sono state 37 richieste giudiziarie di sterilizzazione. Nel 2015 furono 71...

23 luglio 2016

In Europa molte giovani donne disabili vengono ancora sterilizzate. Una pratica chiesta dai familiari al fine di proteggerle da gravidanze indesiderate o per gestire il rapporto con la corporeità femminile, ma che genera perplessità tra gli esperti a causa dell'irreversibilità di una misura così drastica. Un caso su tutti è quello della Spagna. Dove solo nel primo trimestre del 2016 ci sono state 37 richieste giudiziarie di sterilizzazione. Nel 2015 furono 71.

Secondo l'art. 156 del codice penale spagnolo, un'operazione chirurgica di questo tipo è possibile a condizione che la persona interessata dal provvedimento sia "affetta da grave ritardo mentale". La legge inoltre prevede che dopo aver riconosciuto l'incapacità legale del soggetto, sia lo stesso giudice ad autorizzare la sterilizzazione. "La stragrande maggioranza delle famiglie continua a pensare che questa pratica serva a proteggere le ragazze portatrici di handicap". Dice Isabel Caballero, coordinatrice della sezione femminile della Fondazione CERMI, "si tratta di un'intrusione violenta e inammissibile nel corpo di queste persone".

Ad ognuna di queste ragazze -continua la dott.ssa Caballero, laureata in giurisprudenza- va "riconosciuto il diritto a decidere del proprio corpo, autodeterminandosi in rapporto all'essere per prima cosa donne e poi persone con disabilità." Non a caso la sterilizzazione è in contrasto con quanto prevede la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Un accordo internazionale ratificato dalla stessa Spagna nel dicembre 2007 dove all'art. 23 si assicura che: "le persone con disabilità, inclusi i bambini, conservino la loro fertilità sulla base di eguaglianza con gli altri."

La questione è estremamente complessa e si apre a opinioni diverse. Basta navigare in internet per trovare testimonianze di familiari di persone disabili che si dicono pro o contro questo intervento medico. Le organizzazioni spagnole che si battono per la proibizione della sterilizzazione credono che sia prima di tutto compito delle istituzioni accompagnare le famiglie e le ragazze attraverso un percorso di consapevolezza del proprio corpo e della propria femminilità. Che tenga conto degli handicap presenti, senza dimenticare la loro dignità e integrità, il diritto all'autodeterminazione e il desiderio di vivere una vita completa.

(25 luglio 2016)

di o.elgadi

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