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Locatelli a Pompei per visitare i siti accessibili ai disabili di Villa di Diomede e della Casa dei Dioscuri

Garantire l'inclusione sempre maggiore di tutti i visitatori e in più edifici è una priorità che il Parco archeologico sta perseguendo ed affinando in tutti i suoi progetti di restauro

1 dicembre 2022

NAPOLI - Due grandi edifici del Parco archeologico di Pompei sono tornati fruibili dopo gli interventi di messa in sicurezza e restauro. Si tratta della Villa di Diomede e della Casa dei Dioscuri che sono tornati visitabili con sistemi innovativi di accessibilità per disabili e giardini lussuosi ricostruiti.
"Quello che mi ha stupito positivamente è la centralità dell'inclusione, dello spazio dato ai ragazzi, alle associazioni, alla rete delle cooperative con le università, rispetto a quello che è il contesto storico, archeologico, importantissimo, ma che ha messo al centro la persona. Questa secondo me è una cosa bellissima che spero venga replicata anche in tanti altri posti", ha commentato la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in occasione della sua visita a Pompei per conoscere i sistemi di accessibilità e le iniziative di inclusione del Parco archeologico.  La ministra, accolta dal direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha iniziato la visita dall'ingresso di piazza Anfiteatro seguendo il percorso senza barriere architettoniche ‘Pompei per tutti’, itinerario di oltre 3 chilometri, inaugurato nel 2016, che consente a persone con difficoltà motoria di attraversare l'intera area archeologica dall'Anfiteatro al Foro, con visita ai principali monumenti della città antica.
"Queste aperture chiudono definitivamente i restauri del Grande progetto Pompei a cui risale la progettazione di entrambe le domus, che dall'inizio si è orientata nella direzione della piena accessibilità e della completa fruizione dei monumenti da parte di tutti i visitatori, al pari delle opportunità. A questo si aggiunge la grande attenzione anche ai giardini e alle aree verdi in generale, parti integranti della domus.- ha dichiarato il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna– L'approccio adottato con il Grande progetto Pompei si conferma un modello di sostenibilità, che sin dai primi progetti ha dato priorità al valore della multidisciplinarietà e alla collaborazione tra le diverse competenze archeologiche, architettoniche, ingegneristiche, botaniche e di restauro".
Con queste aperture il Parco archeologico avvia la restituzione alla fruizione di grandi dimore che, oltre ad aggiungersi all'offerta di visita della città antica, prevedono il potenziamento dei percorsi dedicati alle persone con disabilità con una percorribilità fino al 90%, come nel caso dei  due piani del complesso della Villa di Diomede e la rigenerazione dei giardini della Casa dei Dioscuri - attraverso una nuova interpretazione dei dati archeologici e una vera e propria materializzazione delle pitture di giardino della casa, oggi quasi invisibili ma testimoniate dai disegni dei visitatori ottocenteschi - vero fulcro della vita domestica e dell'organizzazione spaziale e visuale della lussuosa dimora.
Garantire l'accessibilità e l'inclusione sempre maggiore di tutti i visitatori e in più edifici di Pompei è una priorità che il Parco archeologico sta perseguendo ed affinando in tutti i suoi progetti di restauro. A questo si affianca la valorizzazione dei giardini e delle aree verdi in generale, che sono parte integrante del paesaggio della città antica.
"Il compito di noi archeologi è di raccontare l'eccezionalità della vita comune, che a Pompei possiamo ricostruire grazie a reperti unici, tra cui i calchi delle vittime e di oggetti d'uso quotidiano, ma anche di rendere accessibile e comune per tutti, quello che in antico era molto esclusivo: apriamo due dimore eccezionali, appartenenti all'élite dell'antica Pompei, nell'ottica di una sempre maggiore inclusione, che non è solo quella fisica, di abbattimento delle barriere, ma anche culturale e sociale", ha aggiunto il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel. "Attraverso i giardini e gli spazi verdi, possiamo offrire delle esperienze che consentono una comprensione più ampia della realtà storica di Pompei e del suo territorio. Ricordo che oltre al progetto di riqualificazione delle aree verdi che ha visto collaborare bambini e adolescenti con autismo e altre forme di disabilità, nei lavori di manutenzione e restauro dei giardini della casa dei Dioscuri hanno collaborato anche alcuni giovani che grazie l'istituto della messa alla prova, nell'ambito di una convenzione tra Parco e tribunale di Torre Annunziata, hanno svolto lavori di pubblica utilità".  "Dopo gli importanti risultati ottenuti con il Grande Progetto Pompei, ora - conclude Zuchtriegel - ci impegniamo a rendere il territorio sempre più partecipe della nostra visione, e le due case che oggi consegnamo alla fruizione pubblica ne sono un'espressione esemplare".

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