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Disabilità, il ministero delle Infrastrutture: avviato lavoro con Fs per evitare un nuovo caso Genova

Il "grave disservizio", per cui è stata avviata un'indagine, risale allo scorso 18 aprile, quando un gruppo di persone disabili venne lasciato a terra alla stazione di Piazza Principe

5 maggio 2022

ROMA - È stato un "grave disservizio" e, oltre all'indagine avviata per accertare "eventuali responsabilità", ci si è messi al lavoro per evitare che risucceda. Gli uffici del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, infatti, "hanno già avviato specifici incontri con le strutture di Trenitalia ed Rfi per individuare soluzioni di tipo organizzativo maggiormente atte a prevenire il ripetersi di accadimenti simili" a quelli che lo scorso 18 aprile videro un gruppo di disabili lasciati a terra alla stazione di Genova Piazza Principe, perché il treno su cui dovevano salire era 'murato' di passeggeri e nessuno era disposto a cedere il posto alla comitiva, nonostante questa avesse prenotato il viaggio. Del lavoro per non rivedere quelle scene che hanno suscitato parecchie polemiche ha riferito il viceministro delle Infrastrutture, Alessandro Morelli, rispondendo alla deputata di Italia viva Raffaella Paita. La renziana ha preso atto che si è "prodotto un ripensamento nell'organizzazione del servizio" dopo un episodio "così riprovevole". Ma al tempo stesso, ha aggiunto: "Sta di fatto che qualcuno non ha avuto la forza di ripristinare l'ordine pubblico". Ben venga dunque la "buona volontà, ma è importante intervenire tempestivamente in caso di comportamenti che non sono solo da stigmatizzare, ma presentano di fatto anche profili di perseguibilità penale".
 
Morelli, ieri in commissione alla Camera, ha ricostruito i fatti su cui -sempre ieri- sono arrivate due interrogazioni nel Consiglio regionale della Liguria da Gianni Pastorino (Linea Condivisa) e Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno). E l'assessore ai Trasporti Gianni Berrino, "ribadito lo sdegno" per quei fatti, ha detto che avanza il lavoro "per ottenere una implementazione dei treni diretti in Liguria durante l'estate, considerando anche la situazione critica della rete autostradale".
 
Dal canto suo, Morelli, sentite le Fs e il Viminale, ha rimesso in fila i momenti di quella giornata nella risposta scritta che visionata dalla Agenzia 'Dire'. La comitiva ha acquistato i biglietti per il treno regionale 3075 prenotando il servizio di assistenza per persone a ridotta mobilità (assistenza in salita alla stazione di Genova Porta Principe e, in discesa, a Milano centrale) per 27 persone con disabilità prevalentemente cognitiva ma deambulanti, quindi senza necessità di carrello elevatore e senza sedia a ruote. La capotreno in servizio sul treno "si è adoperata per rendere disponibili i posti a sedere necessari per accogliere il gruppo sul convoglio sostitutivo di quello oggetto di atto vandalico": ha tenuto libera la vettura di testa "invitando i viaggiatori in salita a disporsi in altra carrozza". E' stata chiamata la Polfer al binario 15 "per dare supporto a causa di un particolare sovraffollamento e di alcune criticità sul treno". Ma quando è arrivato in stazione e ha aperto le porte, la capotreno, assieme a personale di Trenitalia, "ha tentato di impedire l'occupazione dei posti riservati ai disabili", senza però riuscirci.
 
"Non si può sottacere che ci troviamo dinanzi ad un episodio increscioso ed incivile da stigmatizzare e da ascrivere, più che alle modalità di organizzazione del servizio, a condotte poste in essere da altri utenti che si sono ripetutamente rifiutati di liberare i posti occupati, manifestando in tale modo un'assoluta carenza di senso civico e di solidarietà", ha detto Morelli. Il treno era strapieno e gli agenti, "per evitare che la situazione di tensione potesse degenerare", assieme agli addetti di Trenitalia, hanno consigliato di attivare il servizio bus sostitutivo fino a Milano.

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