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Bici “speciali” e per carrozzine: la scommessa di “Reomove” per riabilitare le città

La giovane società trentina si pone l'obiettivo di rimuovere le barriere, per “ri-muovere” le persone con disabilità. Tanti gli strumenti: dalle bici per il trasporto di sedie a ruote a bicicli e tricicli per chi ha un'esigenza speciale. L'idea arriva dal nord Europa e si diffonde, per ora, nel nord Italia

29 agosto 2020

ROMA – Nei giorni in cui il trasporto pubblico e la mobilità in città sono temi caldissimi, con lo spettro all'orizzonte di metropoli paralizzate dal traffico di studenti e lavoratori che riprendono l'attività dopo uno stop di sei mesi, nei giorni in cui bicicletta e monopattini elettrici attirano l'attenzione come possibili soluzioni, in questi giorni l'idea di una mobilità sostenibile, alternativa e per tutti potrebbe indicare nuove strade. E, sopratutto, nuovi modi per attraversarle e percorrerle. E' l'idea di Remoove, una giovane società, nata nel dicembre 2019, proprio pochi mesi prima che il lockdown stoppasse ogni movimento. L'idea però non si è fermata: Andrea Tomasoni, Mattia Bonanome e Matteo Taddei hanno continuato a coltivarla e svilupparla e oggi sono impazienti di vedere cosa ne sarà.  Obiettivo: “Abilitare la società”. Un obiettivo duplice, in realtà: da un lato rimuovere le barriere che ancora impediscono una piena ed efficiente fruibilità dell’ambiente, dall'altro rimettere in movimento (ri-muovere, appunto) i talenti e le energie inespresse di tutte le persone che presentano una ridotta mobilità. Che cosa significhi in concreto e quali siano le declinazioni concrete di questo intento, ce lo spiegano i giovani fondatori di questa realtà.

“Siamo tre amici, tre professionisti, tre soci. L'idea è nata in due tempi: in un primo momento Mattia ha scoperto la bici “Veloplus” per il trasporto di carrozzine e ha iniziato a studiare il modo di proporla come servizio turistico nella zona del Garda Trentino. In un secondo tempo, ha condiviso il progetto con Andrea Tomasoni che, dopo aver testato i mezzi di “Vanraam”, leader mondiale nella fabbricazione di biciclette per esigenze speciali durante a una pedalata di tre giorni lungo la Valsugana in occasione dell'Alzheimerfest, è stato 'illuminato' dalla vision che è diventato anche il nostro slogan: 'abilitare la società'. Infine, l'ingresso di Matteo Taddei ha portato un'ulteriore competenza legata alla comunicazione e alla gestione di eventi.

Che significa Ri-muovere? E chi ha bisogno di essere "ri-mosso"?
Innanzitutto ri-muovere per noi significa contribuire all'eliminazione delle barriere fisiche, culturali e sociali che impediscono la piena e libera fruizione dell'ambiente in cui viviamo. Al tempo stesso, significa riportare all'interno della società tutte le persone che ad oggi vivono in qualche modo relegate in ambienti o strutture che, seppur confortevoli, restano limitate e limitanti. Riportare queste persone all'interno della comunità consente di liberarne le energie ed i talenti a beneficio di tutti".

In cosa consiste, concretamente, la vostra attività?
Facciamo progettazione, consulenza, formazione e comunicazione rivolta alle pubbliche amministrazioni, al terzo settore e a tutte le categorie economiche che vogliano raccogliere la sfida dell'inclusione. Abbiamo già condiviso con diversi partner una serie di progettualità legate al mondo della mobilità e del turismo. A titolo di esempio, partendo da uno strumento tanto semplice quanto innovativo quale le biciclette e triciclette per persone con esigenze speciali della ditta olandese “VanRaam”, stiamo lavorando affinché questi mezzi inclusivi possano entrare nelle città, affiancando il tradizionale servizio di bike sharing.

Un bike sharing accessibile e per tutti, insomma...
Sì, è questo il senso dell'espressione “abilitare le città”: vogliamo portare un nuovo modo di pensare il tessuto sociale ed urbano in ottica inclusiva, rendendo la città un luogo sempre più capace di accogliere e valorizzare la diversità. Da dicembre a oggi, sono state messe a fattor comune le diverse esperienze e i diversi background dei soci a favore di molteplici progettualità distribuite su tutto il nord Italia. Un'attenzione particolare è stata rivolta fin da subito al nostro territorio di origine, il Trentino Alto Adige Suedtirol

Che riscontro state ricevendo e quali sono le vostre prospettive e aspirazioni?
Il feedback della comunità sia locale che nazionale è stato da subito molto positivo. La nostra vision è stata accolta da tutti con grande interesse. Le progettualità già messe in campo sono molto ambiziose e coinvolgono trasversalmente le comunità per le quali sono state sviluppate. Siamo coscienti quanto il percorso intrapreso sia lungo e sfidante, ma stiamo lavorando con determinazione alla creazione di un modello innovativo che assurga ad esempio concreto e replicabile.

di Chiara Ludovisi

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